10.07.2002, Lodano

Joe Colombo Group, Louisiana Red Blues Trio

Blues nella Magic Valley.. Louisiana Red a Lodano

La raffigurazione di elementi naturali quali l’aria, l’acqua, la terra e il fuoco caratterizza l’immagine dell’Ente turistico di Vallemaggia che si avvale di uno slogan inglese per la promozione della regione oltre i confini nazionali: “The magic valley”. Una frase che esprime in modo sintetico ed efficace la potenza delle forze occulte della natura. Nessuno avrebbe creduto, alle tre pomeridiane, quando cadeva una pioggia scrosciante, nella magia di un cielo stellato. Magico il pubblico accorso in Vallemaggia, nonostante l’insicurezza del tempo. Lo slogan esprime altrettanto bene la capacità dei musicisti invitati ad ammaliare gli spettatori con la bellezza e la ricchezza delle loro proposte musicali. E magica l’immagine viva, straripante di suoni ed emozioni che Louisiana Red ha trasmesso mercoledì sera al pubblico della Vallemaggia Blues Night. Impenetrabili occhiali scuri fissi sul naso; testa bassa sulla sei corde; sorriso soddisfatto e il tacco della scarpa sinistra sempre a battere il ritmo sul pavimento del palco; canto passionale e istintivo; l’esuberante performance tipica degli infaticabili grandi del Blues – più di due ore di musica – con i quali condividere ricordi personali, esperienze musicali, ma soprattutto un posto non irrilevante nella storia della musica afroamericana; questo è Louisiana Red, un personaggio che sopporta il peso della vita vissuta con la coerenza, la tranquillità e l’umiltà di un eroe d’altri tempi. Ecco quindi il motivo per cui il musicista originario del Mississippi ha dedicato parecchi brani ai grandi bluesmen del suo passato: un omaggio a Champion Jack Cupree, che lo aiutò quando si trasferì in Europa; un altro omaggio a John Lee Hooker; che per primo credette nel giovanissimo (era quindicenne) e sconosciuto Red; un omaggio pure a Muddy Waters che più di ogni altro fu il suo ispiratore negli anni in cui girovagava per affermarsi nel duro ambiente musicale americano. Il Blues proposto da Red, ardente, creativo, alla slide, e del tutto personale, esprime tristezza, malinconia, rabbia, ma al tempo stesso speranza e gioia di vivere. Come forma musicale descrive pienamente con testo e musica l’impegno critico-sociale vissuto da un uomo nato Nero nel Sud degli Stati Uniti, in quei tempi ancora fortemente razzista (suo padre venne linciato dal Ku Klux Klan quando aveva appena cinque anni), periodo in cui lui stesso dovette abbandonare le terre dove lavoravano, sfruttati, i suoi antenati per raggiungere le città del Nord in cerca di un lavoro. Il malessere che ne derivò generò questo suo canto di protesta urbano, capace di raggiungere una notevole forza espressiva e poetica grazie all’utilizzo di testi ironici e graffianti che descrivono la dura esistenza di Red (la madre morì una settimana dopo il parto, la scomparsa violenta del padre e in seguito anche del fratello e della sua prima moglie, l’orfanotrofio, la vita pericolosa “on the road”, la manovalanza nelle grandi fabbriche del Nord, la guerra in Corea, la militanza politica estrema…), ma anche le sue emozioni, delusioni, speranze e i suoi amori. Per Louisiana Red il Blues è la vita. Il Blues non morirà mai,dice ancora Red, prima di esibirsi davanti al pubblico riscaldato dai suoni dell’emergente svizzero Joe Colombo. Ai giovani Louisiana Red consiglia di continuare a credere nel Blues, di continuare a suonare, ma di farlo con la musica e le parole che emergono dalla profondità del cuore.

Joe Colombo Deltachrome

Il suo marchio: gli incendiari attacchi alla slide

Il detto “Nessuno è profeta in patria” non si applica per Joe Colombo, anche se c’è voluto un lungo percorso che lo ha portato in America, dove ha collaborato (e collabora tuttora) con Terry Evans. Nel frattempo ha già registrato due cd a suo nome, criticato molto positivamente dalla critica specializzata, ed è salito su palchi di mezzo mondo. E’ da poco uscito il suo nuovo cd “Joe Colombo and Deltachrome”.

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Louisiana Red

Già nel 1984 suona come „special guest” su invito del gigante del Blues, con B.B. King al Festival di Montreux

Nato come Iverson Minter in Alabama. Sua madre muore alla sua nascita e suo padre venne poco dopo assassinato dal Klu Klux Klan. Viene così cresciuto da una zia a Pittsburgh. A undici anni inizia a suonare la chitarra sotto la guida di Crit Walters. A 17 anni si arruola nei paracadutisti nell’esercito statunitense e presta servizio in Korea. Subito dopo il congedo suona con molti grandi del blues come: John Lee Hooker, Muddy Waters, Jimmy Ree, James Brown e B.B. King. Deve il suo soprannome „Red“ alla sua piccola goccia di sangue indiano. Negli anni sessanta fu attivo nel movimento Black Muslim e sfugge per poco a un attentato. Da quel momento in poi si dedica esclusivamente alla musica e suona in tournées e Festivals con Albert King, Rory Gallagher e Eric Burdon. Red si fa sentire sempre più in Europa e alla fine, dopo la scomparsa di sua moglie decide di trasferirsi in Germania, dove diventa rapidamente un „elder statesman“ della scena-blues europea. Rare le blues bands europee che non hanno ancora suonato con lui. Difficile trovare un musicista blues europeo che non sia stato influenzato direttamente o indirettamente da “Red”. Quasi nessun paese europeo dove “Red” non abbia ancora suonato. Grazie alla sua incomparabile personalità ogni suo concerto diventa un avvenimento commovente: Musica Blues che esce dall’anima.

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