09.07.2003, Prato Sornico

Angelo "Leadbelly" Rossi, Roy Roberts Band

Una carriera di ben 40 anni nel mondo della musica nera!

Quarto appuntamento con Vallemaggia Magic Blues mercoledì sera sulla piazzetta di Prato Sornico e come per le tre serate precedenti concerto di grande spessore con la Band dell’eclettico chitarrista e cantante Roy Roberts, un personaggio che fa ormai parte della leggenda della Southern Black Music. Il sessantunenne Roberts vanta infatti una carriera di ben 40 anni nel mondo della musica nera. Incredibile il suo curricolo. Pur essendo cresciuto ascoltando il Blues di Elmore James e di John Lee Hooker e il Rock’n’Roll di Chuck Berry, il nostro vanta nella sua giovinezza collaborazioni stabili con grandi musicisti in ambito soprattutto Soul, come il leggendario Otis Redding, ma anche Solomon Burke ed Eddie Floyd, per citare solo i più noti. Una volta divenuto leader di un proprio gruppo, Roberts gira il mondo in lungo e in largo con la sua "Roy Roberts Experience", mescolando Blues al Soul e lavorando tra gli altri anche con Stevie Wonder. Negli anni '80 si concentra sullo stile Country & Western in coppia con O.B. McClinton per passare poi al Gospel, rivisitando in pratica tutti i generi musicali della comunità nera degli stati del Sud dell’Unione. Tutte queste esperienze sono confluite nel suo repertorio, soprattutto oggi di matrice Blues, che Roy Roberts, a partire dagli anni '90, porta in giro per il mondo. La sua musica è quindi un condensato di tutte le esperienze vissute in questi quarant'anni. Una musica che potremmo definire enciclopedica, tante sono le esperienze vissute da Roberts sulla sua stessa pelle. A Prato Sornico, di sicuro una prima mondiale per la musica del diavolo (così viene chiamato affettuosamente il Blues), l'artista nativo del Tennessee ha presentato soprattutto brani originali, ma soltanto due tratti dal suo ultimo lavoro "Burnin' love", infiammando (come dice il titolo del CD) gli animi degli spettatori presenti in buon numero, considerando che Prato Sornico è in alta Val Lavizzara! Particolarmente pregnante la sua voce baritonale e il suo modo, unico, di suonare la chitarra, definito Soul Shuffle. Ne ha data ampia dimostrazione l'altra sera, accompagnato da un gruppo validissimo e travolgente, nel quale spiccavano la figura del chitarrista olandese Mark Van Maurik, scoperto in Europa da Roberts e da otto anni con Roberts, e il funambolico batterista di chiara matrice jazz William Winfield. Tra i brani più interessanti la title track dell’ultimo album, penultimo brano del concerto, la potente "Blues get off my shoulder”, la ballad "My shade of Blues", il brillante medley “Rock me baby, Sweet home Chicago” e la famosissima “Stormy Monday Blues” di Aron Walker. Ad aprire la magica serata una gradita sorpresa, il bravo chitarrista di Varese Angelo Leadbelly Rossi (il soprannome dal grande Ledbetter il primo musicista blues ascoltato), anch'egli ormai un veterano; sono 15 anni che suona, spesso solo, nei Festival. Ha iniziato ad apprezzare il Blues lavorando come DJ negli anni ’70. Fred McDowell, il chitarrista slide del Mississippi è il suo musicista di riferimento. Il suo concerto ci ha offerto una serie di brani del Blues delle origini, musica del Delta soprattutto. Pregnante la voce che Rossi variava ad ogni brano, a seconda della connotazione dello stesso. Tra gli standard presentati come non ricordare il brano di apertura “Bring it on home” di Willie Dixon, ripreso poi dai Led Zeppelin, e i due brani di Fred McDowell “I was 61” e “Poor black matie”. Insomma forse la migliore serata fino ad oggi di Vallemaggia Magic Blues e mercoledì prossimo arriva a Cevio il nuovo eroe della slide Eric Sardinas, erede naturale del mitico Johnny Winter!

Angelo "Leadbelly" Rossi

Uno dei migliori Blues Men in Italia

E’ una grande responsabilità per un musicista portare il soprannome che fa riferimento ad un bluesman del passato. La difficoltà sta proprio nell’essere all’altezza di cotanto nome “Leadbelly” e diventarne un erede del patrimonio musicale. Conoscendo a fondo il suo idioma e cercare di diffonderlo con lo stesso spirito comunicativo. Angelo “Leadbelly” Rossi ha scelto di iniziare la sua attività di bluesman acustico ispirandosi proprio a lui. La scelta non è casuale, Angelo nel suo essere musicista di blues, ha stati d’animo molto vicini al suo mentore. Con la stessa enfasi assume sembianze di songster. Proponendo una musicalità versatile che pesca anche nella tradizione acustica bianca, unita a doti di intrattenitore, divertente ed ironico; sa concentrarsi sul drammatico ed evocativo blues del delta, sa esternare l’emozionante espressività sacra del gospel. Il tutto è messo in atto da un canto che gli permette di passare da toni aspri e lamentosi, a quelli più dolci, accompagnandosi con le sue chitarre, armonica, suonati con la stessa istintività e purezza del canto. Lo sanno bene quelli che lo hanno visto dal vivo nei maggiori blues festival in Italia ai quali è stato invitato, ma anche in frequenti concerti nei locali, manifestazioni etc. Fondamentali per la sua crescita sono stati anche la lunga collaborazione con il grande bluesman nero americano Larry Johnson e i frequenti viaggi nel Mississipi, durante i quali è venuto a contatto con un blues più marcato ed immediato, assimilato dopo aver visto dal vivo e conosciuto personalmente TM Ford. Da questa esperienza è nata in lui l’esigenza quasi morbosa di riproporre quelle sonorità, alternativamente ai passi da solista, trovando un valido sostegno nella batteria di Angelo Piombo.

Roy Roberts Band

Raffinato chitarrista dalla baritonale voce soul, ma anche produttore discografico, Roy Roberts (originario di Livingston, Tennessee, dove è nato nel 1942) è un grande personaggio della musica moderna. Non c’è musicista che possa eguagliarlo negli shuffle tinti di quegli elementi dove emozioni e movimento sono accomunati da un’energia sonora che sprigiona euforia, spiritualità ed eccitazione, e tutto questo in tonalità minore. Lungo i 40 anni della sua brillante carriera – costellata di collaborazioni con artisti della statura di Stevie Wonder e, soprattutto, di Otis Redding - ottiene riconoscimenti esprimendosi stilisticamente con la musica soul, il blues urbano e il rhythm and blues. Vive la musica da quando, ragazzino amante del blues, la madre lo avvicina al gospel e al pianoforte. Ancora adolescente, gli bastano una chitarra e un'inclinazione naturale alla musica per passare in pochissimo tempo dai primi accordi sullo strumento ai ranghi delle grandi orchestre che gli permetteranno di mantenere un'attività concertistica intensissima. Solo lo strapotere della discomusic lo dirotta temporaneamente verso la musica country, dapprima, e verso quella gospel, successivamente. Ritorna sulle scene del blues all’inizio degli anni Novanta, forte di uno stile ancora più incisivo e personale; alla testa di una nuova band che conquista in breve i palchi più importanti del mondo.

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