16.07.2003, Cevio

Cekout, Joe Valeriano Band, Eric Sardinas

Il blues secondo Eric Sardinas

Energia e tradizione nel torrido suono di un astro nascente della chitarra. Un cowboy uscito dall’inferno: sulla testa l’inseparabile cappellaccio ornato da un serpente morto, i tatuaggi in bella mostra, alto e magro come uno scheletro. Più che per l’aspetto però, Eric Sardinas è davvero infernale quando suona: suoni distorti e un utilizzo magistrale dello slide per un blues ultrapotenziato dove non mancano elementi country. Uno stile fatto proprio dal locarnese Joe Colombo che proprio di Sardinas è stato allievo negli States. Da una decina d’anni sulla breccia, il 33. enne chitarrista e cantante originario della Florida ma californiano d’adozione, si è fatto notare esibendosi con grandi come Steve Vai o Johnny Winter. Alla rassegna Vallemaggia Magic Blues va il merito di averlo portato per la prima volta in Ticino, mercoledì sera a Cevio, per la gioia di circa un migliaio di spettatori, conquistati dalla sua energia dalla sua presenza scenica. Abbiamo incontrato Eric Sardinas prima del concerto dove, oltre a brani dai suoi primi due dischi e anticipazioni del prossimo lavoro in uscita, ha omaggiato anche il blues più tradizionale con una versione di C’mon in my Kitchen di Robert Johnson. Un po’ di storia, innanzitutto. Come ti sei avvicinato alla musica? « Sono stati i miei genitori ad avviarmi allo studio di uno strumento. Sono quelle buone cose che i genitori fanno per i loro figli... Ho scelto la chitarra e ho cominciato a suonarla a cinque anni. Sono mancino ma ho imparato a suonare una chitarra da destro. Ora utilizzo degli strumenti particolari, delle Dobro che ho elettrificato: una mia creazione. Volevo esplorare le possibilità del loro suono. Forse al momento è diventato una sorta di mio marchio di fabbrica... ma in fondo, le considero solo le mie chitarre elettriche. Quando ho cominciato, ascoltavo la musica dei miei genitori: soul, rhythm and blues, roba della Motown, Ray Charles... Mi piace la musica che ha del “ groove”. Il blues l’ho scoperto per conto mio, da ragazzo, mentre allo stesso tempo subivo l’influenza del rock’n’- roll » . Nel tuo stile infatti si ritrovano elementi di blues tradizionale ma anche molto “ rock”. A proposito di tradizione hai anche registrato un brano con Honeyboy Edwards, uno degli ultimi autentici bluesman del Mississippi rimasti, che da poco si è esibito a Piazza Blues a Bellinzona... « Con Honeyboy ci siamo incrociati in alcuni festival in passato. Abbiamo parlato della possibilità di fare qualcosa insieme. È capitato in seguito che ci trovassimo nella stessa città allo stesso momento e abbiamo registrato in albergo: una cosa molto vecchia maniera. Abbiamo inciso una delle sue canzoni, Gambling Man Blues per il mio album Devil’s Train. Molti trovano che la mia musica sia più dura del blues. Con quel brano ho mostrato da dove vengo, le mie radici. Penso che non ci sia nulla di più grande del blues, ma oltre a quello tradizionale mi piace quello coniugato con il rock’n’roll: Led Zeppelin, Hendrix, Cream, Rory Gallagher.... Quando senti Jimi o Stevie Ray Vaughan la ragione per cui ti rimangono in testa è che hanno elaborato il blues in maniera personale, facendovi confluire diversi elementi e creando così un loro stile ». E guarda caso il produttore del tuo nuovo album, in uscita ad agosto, è proprio qualcuno che ha lavorato con diversi degli artisti che hai appena citato. « Sì, è Eddie Kramer. Sono molto su di giri per il nuovo disco, Black Pearls, che uscirà per l’etichetta Favorite Nations. Ogni cosa che Eddie ha registrato in passato – e ti parlo dei suoi lavori con Hendrix, Led Zeppelin o Beatles–,è venuta fuori come una specie di fotografia sonora: sono registrazioni molto live, riesci a “ vederle”, senti che sono... reali. Era quello che stavo cercando ed è quello che credo siamo riusciti a ottenere. Penso ai due album precedenti (Treat Me Right e Devil’s Train, ndr.) come a delle pietre che si usano per passare un guado: volevo camminare ancora un po’, spingermi avanti e aprire maggiormente la mia mente. In realtà non si è trattato neppure di portare le cose in una nuova direzione, quanto semplicemente di lasciarle andare liberamente e vedere cosa succedeva, senza preoccuparsi di ipotetici confini o di quello che la gente pensa debba essere il vero blues. Quello che bisogna fare è essere onesti con se stessi: io faccio blues, ma alla mia maniera ».

Cekout Blues Band

Blues raffinatissimo.... anche se la formazione è appena nata

Andrea “Cek” Franceschetti (chitarra e voce) è conosciuto in tutti gl’importanti festival europei, come roadie dei più conosciuti musicisti Americani ospiti in Europa. Ciò potrebbe nei prossimi tempi cambiare radicalmente visto che ora c’é la Cekout Blues Band ed Andrea ha tutt’altre ragioni per viaggiare. Per il momento non necessita un gran bus, il piccolo Fiat è sufficiente. Nei fratelli Xeres ha trovato una buona base ritmica. Così i tre musicisti possono emulare con successo i loro idoli: Freddy King, Magic Sam, Howlin Wolf e Muddy Waters. Il primo CD è stato prodotto col titolo “Broken and Hungry”. Fino ad ora si sono sentite solo critiche positive. Lasciamoci sorprendere dalle qualità di questa formazione.

Joe Valeriano Band

Esponente di punta del rock blues italiano, Joe Valeriano vanta una decennale esperienza nella band del grande cantante inglese Kim Brown (Kim & The Cadillacs). Qualcuno, inoltre, si ricorderà la sua bella performance di qualche anno fa, in terra ticinese, accanto a Joe Colombo (uno dei nostri musicisti più rappresentativi). Con la sua voce e la sua chitarra, Valeriano esplora da sempre l’universo musicale in cui Jimi Hendrix e Stenie Ray Vaughan sono i suoi massimi ispiratori. Sia per l’appuntamento di Fontana, sia per il concerto di apertura in Piazza a Cevio, dove precederà un vero e proprio vulcano in eruzione del rock blues americano, il chitarrista milanese, che ha all’attivo cinque album solisti, sarà in scena con Enrico Castello, al basso, e Roberto Rimoldi, alla batteria. Siatene certi: saprà catturare l’attenzione del pubblico e risvegliare in esso forti emozioni!