30.06.2004, Aurigeno

Max Prandi Vintage Trio, Stevie Cochran

Stevie Cochran ha dato il meglio al Magic Blues

E’ toccato ad Aurigeno, con le sue suggestive viuzze, incorniciate da un cielo stellato, ospitare la seconda magnifica serata “open air” di Vallemaggia Magic Blues. In sede di presentazione si era scritto che lo show di Stevie Cochran sarebbe risultato esplosivo. E così è stato, eccome! Entrambi i concerti in cartellone vanno annoverati tra i migliori assoluti visti nelle tre edizioni, e vi assicuro, non saranno dimenticati tanto presto dagli amanti del Blues e del Rock-Blues presenti! Ad aprire le danze il Vintage Trio di Max Prandi, che già aveva convinto, accompagnando Tabby Thomas a Bignasco mercoledì scorso. Ebbene, anche stavolta, Max Prandi e soci hanno offerto un’ottima prova. mezzo. Set basato essenzialmente sul Downtown, quasi cronologico nel suo percorso, pescando nel Blues degli anni ’50 e ‘60 soprattutto. Ottime versioni di grandi “standards” come “Travelling riverside blues” di Robert Johnson, “I can’t be satisfied” di Muddy Waters, “Proud Mary” di Jimmy Reed e “Who do you love” di Bo Diddley. Davvero un piacevolissima sorpresa. Speriamo di poterli riascoltare in futuro. C’era viva attesa tra il folto pubblico salito in valle per il ritorno in Ticino del grande “axeman” di New York Stevie Cochran. Quanti avevano potuto ammirarlo nelle numerose apparizioni al Record Rock Café di Locarno, locale in cui aveva lasciato un ricordo indelebile, erano curiosi ed impazienti di riascoltarlo. C’era anche gente venuta da Brescia per ascoltarlo! Ebbene il possente chitarrista non ha deluso i suoi fans, accorsi numerosissimi ad Aurigeno. Un set molto ben calibrato con parecchi brani grintosi alternati a “ballads” di largo respiro. Accompagnato dal suo valido combo americano, Stevie era felice di poter tornare dopo lunghi cinque anni in Ticino. E qui dobbiamo tutti un doveroso grazie agli organizzatori di Vallemaggia Magic Blues, e ad Hannes Anrig soprattutto, per essere riuscito nell’impresa. Il gruppo non si è risparmiato, regalando emozioni a non finire al pubblico. Stevie Cochran ha confermato in pieno di essere uno dei più grandi chitarristi ascoltati alle nostre latitudini. Semplicemente da brividi alcuni suoi assolo di chitarra nella parte centrale del tiratissimo e lungo “set”. Lo stesso bassista Alan Katz accennava al termine come il concerto fosse stato il migliore del tour 2004! Notevole la resa di brani (tutti composti da Cochran) come “Maybe it’s you”, “Sometimes you never know” “You amaze me”, “Wolfman’s boogie” “Why do they kill”, scritta dopo l’assassinio di John Lennon, e “Confused and misunderstood”, tratto quest’ultimo dal recente nuovo cd omonimo. Gran finale con le due stupende cover “No quarter” dei Led Zeppelin e “With a little help of my friends” di Lennon-McCartney, nella famosa versione di Joe Cocker a Woodstock. Un tuffo insomma negli anni d’oro del Rock a cavallo della fine dei ’60 e dell’inizio dei ’70. Al termine, ed era già passata da un pezzo la mezzanotte, il pubblico non voleva saperne di rientrare. Doveroso bis, ma tutti avrebbero voluto continuare fino all’alba con lo show. Ma Stevie ha promesso che d’ora in poi tornerà di nuovo a scadenze regolari dalle nostre parti per la gioia di chi sa ancora apprezzare la buona musica.

Max Prandi Vintage Trio

Il trio e' formato da Max Prandi (rullante, piatto, armonica, voce), Daniele Tortora (contrabbasso), Pietro Maria Tisi (chitarra). Il loro scoppiettante repertorio ci fa ascoltare la trascinante musica Blues e Rock and Roll degli anni 50 e 60. Con il loro dinamico trio reinterpretano in chiave originale brani di grandi artisti come Elvis Presley, John Lee Hooker, Big Boy Crudup, Otis Redding . La splendida voce di Max Prandi e le doti musicali della mini-band danno vita ad un concerto di autentica musica americana. Un concerto che regala momenti di particolare allegria con le interpretazioni mai scontate ricche di freschezza e dinamismo. Con loro la musica diventa piacere di riscoprire i grandi musicisti del passato senza cadere in riproposizione scontate. Ascoltateli dal vivo, sarà festa garantita.

Stevie Cochran

In ogni senso un peso massimo – più che altro musicalmente

Osservando Stevie Cochran da un punto di vista superficiale egli è ancora una stella nascosta, conosciuto prevalentemente dagli addetti ai lavori. Se però lo si osserva più da vicino la situazione cambia. Già il nonno è stato un eccezionale musicista e compositore, la famosa canzone ”You’re eating on me” è sua come molte altre . Stivie inizia la sua carriera nel 1981. Come musicista da studio d’incisione ha lavorato con Muddy Waters, Jonny Winter, Bruce Springsteen, Eric Clapton e David Sonborn. La sua personalità musicale ed il suo talento si esprimono al meglio nelle produzioni da lui curate. Fino ad ora sono usciti sul mercato più di dieci dischi che si vendono tutt’ora benissimo. Il suo stile musicale si muove tra Stevie Ray Vaughan, Jonny Winter e Jimi Hendrix impressionando lo spettatore. Sopratutto per via del fatto che la sua musica è ben di più di una semplice copia dei maestri. No, Stevie Cochran convince ancora di più grazie al suo stile personale ed ostinato sostenuto da un particolare canto blues. Ama specialmente suonare nei club perché apprezza l’atmosfera ed il contatto ravvicinato con il pubblico. Nei suoi concerti egli si concentra esclusivamente sulla musica, è li che va scoperto il suo carisma. Fare inutilmente l’intrattenitore non è il suo stile, considerata anche la mole del personaggio. Stivie si muove regolarmente negli Stati Uniti, Giappone ed Europa dove lo ritroviamo spesso ospite al Off-Festival di Montreux.