14.07.2004, Giumaglio

Axis Blues Band, Peaches Staten

Il Magic Blues accoglie Peaches Staten a Giumaglio

Dalle suggestive viuzze di Aurigeno, dove il possente Stevie Cochran ci ha regalato un’ottima performance, all’accogliente piazza di Giumaglio, luogo che due anni or sono ha visto nascere l’idea di questo splendido Vallemaggia Magic Blues. La serata ha offerto al numeroso e festante pubblico due concerti molto validi e coinvolgenti. Ad aprire le danze, la Axis Blues Band, che si è esibita per la prima volta in assoluto in Svizzera. La simpatica formazione calabrese del leader Antonio Cerra, valido chitarrista dotato di una buona voce, ha presentato un set prevalentemente di cover del Jimi Hendrix più dichiaratamente Blues ( “Red house” “Voodoo Chile (slight return)” e l’immancabile “Hey Joe”) e del primo Stevie Ray Vaughan (su tutte “Pride and Joy”). Notevole anche la resa del classico “The sky is crying” di Elmore James, brano che ha chiuso un set convincente. La speranza è di rivederli nelle prossime edizioni della manifestazione. Se la Axis Blues Band ha saputo cogliere l’attenzione dei presenti, Peaches Staten e il gruppo dell’istrionico Nick Becattini e dei suoi “Serious fun” ha letteralmente scatenato la piazza dal primo brano proposto, una versione al calor bianco di “Trying to live my life without you” del grande Otis Clay. Come già a Moghegno due anni or sono, oltre alla gran bella voce e alla naturale capacità di coinvolgimento della bravissima cantante Peaches Staten, abbiamo potuto riammirare le straordinarie doti di chitarrista di Nick Becattini, scatenato in assolo mozzafiato, ma capace anche, e non è poco di questi tempi, di restare “melodico” e raffinato nelle “ballads” previste nella track list. Il gruppo, a parte il valido armonicista Mimmo Mollica, ha cambiato radicalmente formazione. L’impressione, dopo il concerto di Giumaglio, è che ci troviamo di fronte alla migliore, molto compatta e con tanta voglia di suonare. Era già mezzanotte e dieci e Peaches e Nick avevano già concesso due lunghi bis, tra cui una scatenata “Some kind of wonderful” resa famosa da Buddy Guy e una “Sweet home Chicago” con “audience participation”, come usava dire l’inarrivabile Frank Zappa, quando invitava sul palco spettatori smaniosi di esibirsi con lui! Ebbene quasi nessuno voleva andarsene e il gruppo è tornato una terza volta sul palco per presentare un altro “evergreen” del Blues, “Got my mojo working” di Muddy Waters. Lo show nel suo complesso presentava per lo più cover, di svariati musicisti. Si passava con gran facilità dallo stile New Orleans di “Mighty gumbo” dei Little Feet a brani come “Hole in the wall” di Magic Slim in stile Chicago o a ballads come “Yellow moon” dei Neville Brothers. Notevole la resa di “Can’t you see” della Marshall Tucker Band, con un assolo strepitoso di Nick Becattini, da pelle d’oca. Organizzatori, pubblico e sponsor tutti felici e contenti al termine della serata, certi di avere regalato emozioni a iosa al caloroso pubblico presente. Anche il bel tempo estivo sembra finalmente farsi largo.

Axis Blues Band

Oltre ai concerti ed alle serate nei pub e locali, di seguito riportiamo le esperienze relative a manifestazioni ed altri avvenimenti.

Gli “AXIS” nascono nella prima metà degli anni novanta, spinti dalla grande passione per la musica, dalla grande voglia di suonare e di formare un gruppo. Nell’agosto del 1990, Antonio ed Andrea si conoscono per caso e scoprono di avere la stessa passione per la musica blues e soprattutto per Jimi Hendrix, passione che Antonio ha trasportato anche nel campo degli studi, visto che per la sua laurea in lingue, ha scritto la tesi sulla vita e la poetica di Jimi Hendrix. Insieme formano il primo gruppo che prende il nome di “ANATEMA” che viene cambiato in breve tempo nel nome definitivo “AXIS”. Da quel momento diverse sono state le partecipazioni di musicisti nel gruppo e tante sono state le contaminazioni personali che le diverse persone hanno portato nel gruppo stesso.

Peaches Staten Band

Peaches Staten è annoverata fra le cantanti più carismatiche e affascinanti di Chicago (USA). Nonostante abbia iniziato la sua attività artistica solo cinque anni fa, Peaches può guardare alla sua pur breve carriera con un certo orgoglio. Ha infatti collaborato con alcuni fra i più grandi della scena musicale americana, come, per esempio con Koko Taylor, Sugar Blue, Katie Webster, Lonnie Brooks e C.J. Chenier. Da quando ha registrato “Ladies Blues Revue” con la Delmer Records e “Red Hot Mamas” con la Blue Chicago Records è considerata una delle più belle e importanti voci della “Next Generation Blues”. Quando non è in tournée negli Stati Uniti, in Brasile o in Europa, Peaches è molto richiesta sulla scena concertistica di Chicago. Con la sua voce espressiva e graffiante regala al pubblico uno spettacolo da far accapponare la pelle; irrompe nel cuore degli ascoltatori. Peaches e Nick Becattini si incontrano a Chicago. “Dal primo momento in cui mi trasferii a Chicago per suonare, potei contare sulla sua amicizia”. Dopo alcuni sporadici concerti in comune nacque l’elettrizzante idea per una tournée estiva in Italia, dove hanno suonato nei maggiori festival blues. La critica e il pubblico della vicina Penisola hanno definito i loro concerti l’avvenimento musicale, la scoperta dell’anno. L’affiatamento perfetto tra cantante e orchestra permette al gruppo di trasmettere un messaggio chiaro e convincente, quello del migliore blues.