28.07.2004, Avegno

Level Blues Band, Anthony Gomes Band

Anthony Gomes Band in scena ad Avegno¨

Nuovo appuntamento lo scorso mercoledì per il Vallemaggia Magic Blues, nell’assolata Avegno, ai piedi della valle. Altra corsa, altro giro, per usare un gergo da “giostrai”, e tornando alla musica, valorizzata da un altro gioiellino paesaggistico, è stata l’ennesima volta di due formazioni di tutto rispetto. La serata è stata aperta dalla Level Blues Band, guidata dal cantante e chitarrista Giancarlo Schinina affiancato da Andrea Quaglia al basso e da Max Malavasio alla batteria. Con un repertorio vario, comprendente standard blues come He hurst me too, di Elmore James, attraverso il linguaggio r’n’b la band si è avventurata anche in brani al di fuori di questo perimetro. Con un Hey Joe, di Hendriks, proposta come un funky anni ‘70, e una riuscitissima The house of the rising sun, successo degli Animals del 1964, reinventata per l’occasione con rispetto e fantasia. Il bluesman milanese, con la sua voce graffiante e un po’ malinconica ha dimostrato che questo modo di pensare alla musica è patrimonio ormai anche europeo. Sonorità tese e sincopate, alla Chicago style, hanno contraddistinto anche i brani più lenti, con una chitarra, la gloriosa Fender Stratocaster, dai fraseggi un po’ be bop corti e veloci, quasi cantati, senza dimenticare un basso eccezionale e preciso e una batteria potente ma non invadente.
Dopo di loro la Anthony Gomes Band, dell’omonimo cantante e chitarrista, ha proseguito quest’avventura insieme ai suoi compagni di viaggio, Trey Huffman alle tastiere, Miller Biscuit al basso e Roy Huffman alla batteria. Passati una ventina di minuti di riscaldamento, il trentenne canadese ha esordito con un: “ Now, we’re ready to play” - ora siamo pronti a suonare -, e dopo qualche attimo in cui qualcuno ha temuto un sermone, data la sua fama di predicatore, il vero spettacolo è iniziato. Nella prima parte sono stati generosamente proposti brani lunghi e incalzanti, un po’ “sciamanici”, con continui passaggi dalla voce della chitarra a quella del basso fino alle tastiere, nei quali era possibile ascoltare un po’ di tutto. Un’altra dimostrazione di come un artista intelligente può sintetizzare all’interno del rhytm ‘n blues anche sonorità più moderne senza per questo rinnegare il passato. La seconda parte, che ha scatenato il pubblico fino a farlo ballare e cantare, ha proposto una Missisipi hurricane cantata con un “call and responce” alla maniera gospel e successivamente scherzosi giochi di chitarra e basso. Gomes, dalla voce a cavallo tra un bluesman bianco e uno nero, possiede uno stile chitarristico quasi pianistico e le sue progressioni inclini alla fuga, hanno ricordato a tratti quelle del pianista jazz Bud Powell e, prima di lui, di Johan Sebastian Bach. Non da meno i suoi colleghi, dal bassista afro-americano che spesso si metteva a ballare con il basso, al preparato tastierista, molto stile organo Hammond e, per finire al batterista, che a differenza di molti suoi colleghi d’Oltreoceano ha accompagnato la band con vigore ma senza per questo fare il picchiatore. Con questa divertita autoironia, che non li ha fatti trascendere in narcisistici numeri da circo equestre, tutti si sono divertiti anche attraverso richiami di brani, vedi accenni a Smoke on the water. E alla fine, dopo il concerto, per fortuna qualche cosa è rimasto davvero.

Anthony Gomes Band

L’Anthony Gomes’s Unity supera notevolmente tutti gli altri. Blues Album dell’anno! Canzone dell’anno – Darkest Before the Dawn.“

Antony Gomes è un musicista che è riuscito a miscelare tutte le influenze dei suoi modelli in un fresco ed eccitante complesso. Le basi di soul, rock e R&B sono rimesse in ballo con un sentimento profondo del blues – così Gomes riesce a creare una nuova ed inconfondibile caratteristica sonora. Nonostante la sua giovane età ha lasciato nella musica americana una permanente impronta personale. Nashville, Toronto, e Chicago sono le sue basi geografiche. Al di là dal essere un musicista estremamente creativo, Gomes si è fatto un nome anche come intrattenitore instancabile e brillante. I suoi concerti dal vivo lasciano dietro di se una platea recalcitrante con scrosci d’applausi e mai stanca di ballare. Gomes si presenta come un predicatore gospel di domenica, e suona la sua chitarra come se fosse posseduto da sette demoni. Il suo primo CD, “Blues in technicolor” apparve nel 1998 per l’etichetta Urban Electric Label. Il suo secondo CD lo dedicò al blues acustico, “Sweet stringing soul” e apparve nel 2000. Il terzo CD “Unity” è stato prodotto da Jim Gaines e fu subito giudicato, dopo la sua apparizione, un capolavoro dell’”American Roots”. I lettori di Blues Wax (la più grande rivista blues del mondo) lo hanno insieme a Buddy Guy eletto artista blues dell’anno 2003. Il suo CD Unity è stato eletto disco dell’anno 2003 dalla stessa rivista Blues Wax.

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Level Blues Band

Giancarlo Schinina cantante, chitarrista di talento e leader della Level Blues Band è uno dei pochi bluesman di casa nostra capaci di catturare l’essenza della musica Afroamericana senza risultare una sterile copia dei maestri d’oltreoceano. Il primo album “Back to my hometown” si apre con due poderosi rock blues, la “Title track” e “Rainy Sunday”, marchiati da micidiali assoli di chitarra. “The blues connection” è la conferma della duttilità della Levels Blues Band e della tendenza di Schinina ad “......uscire dalle righe per interpretare la musica nera in modo personale ed anticonvenzionale, sull’esempio di un atrista come Van Morrison dopo una travolgente versione di “I’ll go crazy” di James Brown, ritmo sincopato e travolgente assolo di chitarra si giunge ad un altro vertice dell’album “So mean”, di Tognoli e Schinina. “Driftin Blues”, autentico capolavoro dell’album è un classico Blues tratto dal repertotio di Eric Clapton e arrangiato in stile Tex-Mex alla Ry Cooder. Altre ottime cover version chiudono un disco che definisce splendidamente il sound di una Band meritevole di essere conosciuta ed apprezzata anche al di fuori della ristretta cerchia dei bluesofili.