29.06.2005, Moghegno

Black Cat Bone, John Mooney & Bluesiana

John Mooney sfida il maltempo a Moghegno

Peccato, davvero peccato! Le bizze di Giove Pluvio hanno impedito a gran parte degli appassionati di ammirare un concerto veramente superlativo. Vallemaggia Magic Blues è dunque entrata nel vivo. Dopo l’esibizione di Louisiana Red, un altro gradito ritorno in valle, quello del chitarrista slide John Mooney, questa volta non in solitaria, ma accompagnato dalla sua Band, i Bluesiana. Per trovare un ipotetico “fil rouge” con il concerto di settimana scorsa, possiamo ribadire che Mooney rimane uno degli interpreti più sinceri e ispirati delle tipiche atmosfere del Deep Blues, di cui proprio la Louisiana è considerata la patria. La sua musica trae origine dal Delta Blues, impreziosito di richiami New Orleans e il bel concerto di Moghegno ha permesso alla centuria di presenti di apprezzarne le cadenze direi sospese e ipnotiche, comunque avvincenti, tratti distintivi della Swamp Music (musica delle paludi), con i tipici ritmi sincopati e i rimandi chiari al Bayou. Innegabile l’influenza di Son House e soprattutto di Professor Longhair, con i quali il nostro ha suonato, eleggendoli a suoi padri adottivi. Mooney non si è risparmiato ed ha proposto tutta una serie di brani personali, tratti dalle ultime fatiche discografiche, in primis da All I want. Dotato di una voce ispirata e calda, il suo stile chitarristico si può situare, per intenderci, a metà strada tra l’inarrivabile Sonny Landreth, attualmente il numero uno alla slide e il mitico Ry Cooder, due nomi stellari, che bastano a farci capire la statura artistica di Mooney. Rispetto ai suoi concerti “solo”, con il gruppo il sound si fa più diretto, esaltando le qualità dello stesso Mooney e del pirotecnico batterista Kerry Braun, a discapito forse di un’atmosfera venata di magico, che egli riesce a trasmettere quando si esibisce da solo sul palco. Ma di fronte ad un concerto come quello di Moghegno sono quisquiglie. Ormai sulla breccia da quasi trent’anni, il nostro non è mai sceso a compromessi, non ha strizzato l’occhio al commerciale, proseguendo onestamente sul suo percorso. Sono questi i veri artisti, preziosi continuatori della tradizione blues, quando altri invece ripetono ormai uno stracco canovaccio, senza spessore, privi di una vera anima blues. Apertura di serata affidata ai Black Cat Bone, solido gruppo pugliese, trapiantato a Milano, che propone essenzialmente un Chicago Blues, ha confermato di essere una realtà nel panorama della vicina penisola. In particolare risalto il chitarrista Gianni Di Ruvo. Al tirar delle somme, di questa quarta edizione della rassegna valmaggese, siamo certi che il concerto di Moghegno, meteo a parte, verrà ricordato come uno dei momenti indimenticabili.

Black Cat Bone

Blues con le mani…

La storia della band si divide in due periodi legati a due aree geografiche ben diverse: il primo si è sviluppato in Puglia, dove viene formata col nome di Black Cat Bones nel 1982 da Gennaro Carrillo e da Enzo "Bob Rock" Palumbo, sino al 1989; il secondo invece, a partire dal 1992, e' caratterizzato dalla rifondazione avvenuta a Milano ad opera sempre di Gennaro Carrillo e di Gianni Di Ruvo (già chitarrista della band nel 1986) entrambi trasferitisi in Lombardia per motivi di lavoro, con un nome solo leggermente differente, appunto Black Cat Bone blues band. Da un po' di tempo a questa parte la BCB blues band ha inserito nel proprio repertorio dei pezzi che fanno anche da spina dorsale al secondo CD della band (uscita febbraio 2000). Significativo, riguardo alle caratteristiche specialmente delle esecuzioni "live" della band, è il titolo del CD, ovvero Blues con le mani. Blues con le mani è anche il titolo del pezzo che, nelle intenzioni della BCB, dovrebbe diventare il manifesto del gruppo. Con esso infatti si vuole esprimere, anche con parole esplicite, quello che da sempre è il marchio di fabbrica della Black Cat Bone blues band, ovvero un blues improntato alla fisicità, alla immediatezza, in altre parole al "feeling". Questo lavoro rappresenta quindi un momento fondamentale per l'evoluzione della band. Infatti dopo molti anni passati a riproporre unicamente classici del blues e della musica nera in genere, la BCB blues band ha sentito il bisogno di esprimere con la musica anche qualcosa di più personale. A differenza del primo, che conteneva 14 rifacimenti di classici, nel nuovo Cd ci sono infatti solo 3 classici (ovvero Wang Dang Doodle, Black Cat Bone ed Ain't no sunshine), ma ben 7 pezzi originali, dei quali 3 in Italiano (il gia' citato Blues con le mani, Calaggio Saxophone, e Se Muddy Waters fosse qui...) e 4 in Inglese (BCB Blues, I can't stand all those bluesmen no more, Giorgia Blues e Michael Blues). Completano il CD 2 adattamenti in Italiano di classici, ovvero Cammino tutto solo (traduzione quasi letterale di Walking by myself) ed Espresso 924 (libero adattamento di Mystery Train).

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John Mooney

Artista energico, e nello stesso tempo cantante ispirato, dai toni caldi e penetranti, John Mooney suona il blues con uno stile tutto suo, dando grande importanza al fraseggio e all’aspetto ritmico. Molti cercano di suonare il blues nella migliore tradizione nera, ma il carisma e la sensibilità di Mooney sono ineguagliabili. Ciò che stupisce in quest’uomo è il feeling che lo anima e che lo porta, senza alcuna difficoltà, a esprimersi con la stessa intensità sia negli episodi acustici, in completa solitudine, sia in quelli elettrici in trio, situazione quest’ultima in cui riesce a non sprofondare nel chitarrismo fine a se stesso. Nato nel 1955 a East Orange (NJ), inizia a suonare la chitarra a dieci anni. Due anni più tardi si esibisce con gli amici durante le feste in chiesa o nelle coffee houses, mentre a quattordici sale sui palchi dei grandi concerti all'aperto. Lo sviluppo musicale di Mooney deve molto all'incontro – durato qualche anno - con il leggendario Ed “Son“ House, che rappresenta una delle più importanti voci del blues e che condivide, insieme a Charley Patton, la paternità del tipico stile denominato Delta Blues. Un concerto, come dimostrano lo splendido album dal vivo Travelin’ On, registrato in Germania nel 1991, e le tracce solitarie inserite nella sua ultima fatica discografica All I Want, a cui non potete assolutamente mancare!

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