20.07.2005, Cevio

Max Prandi, Sugar Blues

Sugar Blues a sorpresa al Vallemaggia Magic Blues

Il blues è per davvero la musica universale. Cevio, forse uno dei luoghi più inaspettati per imbattersi nel sound del Delta, si trasforma in un angolo di Louisiana. Il fiume Maggia non è il Mississippi, certo, ma l’atmosfera che si respira lungo le sue rive grazie a questa quinta edizione di Vallemaggia Magic Blues è quasi la stessa. C’era molta gente mercoledì sera in piazza e nessuno si è scomposto quando ad Hannes Anrig (una delle vere anime di questo festival) è toccato l’arduo compito di dover annunciare il rinvio dell’attesissimo concerto di Andy J. Forest ed Elizabeth Lee, bloccati da un contrattempo in Francia. I due si sono comunque accordati per suonare il prossimo 28 luglio a Maggia per la serata che vedrà in programma anche la Rudy Rotta Blues Band. Improvvisamente è giunto l’annuncio: -„Sul palco per voi: Sugar Blue!“-. I fan dei Rolling Stones hanno immediatamente associato questo nome ad Emotional Rescue e Tatoo You ed è allora scoppiato l’applauso. È stato in effetti un colpo di fortuna trovare, in meno di 24 ore, un personaggio capace di sostituire, per quanto riguarda carisma e bravura, il tanto atteso Andy J. Forest. Una vera e propria sorpresa perché non capita tutti i giorni di vedere sul palco un musicista che nella sua carriera ha avuto il privilegio e l’onore di suonare con praticamente tutte le leggende del blues: da Willie Dixon ad Albert King passando per Muddy Waters. Un musicista considerato da molti come il più talentuoso e tecnico armonicista vivente ed è allora piuttosto facile immaginare quali livelli di euforia sono stati raggiunti quanto Sugar Blue e la sua band si sono avventurati in brani come I’m Your Hoochie Coochie Man o in Green Onions. Con una band del genere non si può che sfiorare l’ipnosi e se a questo si somma l’elettrizzante esibizione, proprio ad inizio serata, di Max Prandi & The Vintage Trio, ci si rende veramente conto di quanto valga la pena fare qualche chilometro per assistere ad un festival che pazientemente si è affermato tra i maggiori eventi dell’estate ticinese.

Max Prandi Vintage Trio

Il trio e' formato da Max Prandi (rullante, piatto, armonica, voce), Daniele Tortora (contrabbasso), Pietro Maria Tisi (chitarra). Il loro scoppiettante repertorio ci fa ascoltare la trascinante musica Blues e Rock and Roll degli anni 50 e 60. Con il loro dinamico trio reinterpretano in chiave originale brani di grandi artisti come Elvis Presley, John Lee Hooker, Big Boy Crudup, Otis Redding . La splendida voce di Max Prandi e le doti musicali della mini-band danno vita ad un concerto di autentica musica americana. Un concerto che regala momenti di particolare allegria con le interpretazioni mai scontate ricche di freschezza e dinamismo. Con loro la musica diventa piacere di riscoprire i grandi musicisti del passato senza cadere in riproposizione scontate. Ascoltateli dal vivo, sarà festa garantita.

Sugar Blues

Sugar Blue (vero nome James Whiting) nasce a Harlem – New York, e fin da bimbo è immerso nella musica. Cresce tra le note di Billie Holiday e James Brown, grazie alla madre che è ballerina e cantante presso il leggendario Apollo Theatre. La sua prima armonica gliela regala uno zio a dieci anni, ed impara a suonarla sulle canzoni di Bob Dylan e Stevie Wonder trasmesse dalla radio e ascoltando il be-pop dei dischi jazz di famiglia: un approccio quindi non prettamente blues allo strumento, che viene però ricondotto sui binari della tradizione con le prime esperienze in studio. Registra infatti diverse session per la Spivey Records, e partecipa, fra gli altri, ad album di colossi quali Brownie McGhee, Roosevelt Sykes e Johnny Shines. Una notte, uscendo con un amico dal locale dove ha appena suonato Doc Watson, s’imbatte in un bidone pieno di vecchi 78 giri, e ne estrae uno a caso: pesca così un vecchio album di Sidney Bechet dal titolo “Sugar Blues”, che da quel momento diventa il suo nome d’arte. Un giovanissimo Sugar Blue (appena finite le superiori) è invitato da Muddy Waters a partecipare a due dei suoi show nei pressi di New York City, “è stato come rinascere” ricorda l’armonicista. E’ sempre in questo periodo che avvia il suo fortunato sodalizio con Louisiana Red, con il quale incide anche negli anni successivi. Nel 1976 si trasferisce in Europa, prima a Londra e poi a Parigi, e diventa ben presto un “fenomeno” grazie ad una tecnica insuperabile, trasformando in palco gli angoli delle strade e le stazioni della metropolitana. La sua fama raggiunge l’apice nel 1978, quando un amico comune lo mette in contatto con Mick Jagger e collabora con i Rolling Stones: è suo il riff di della hit “I Miss You” dell’album “Some Girls”, suona anche nei successivi dischi “Emotional Rescue'' e "Tattoo You”, e prende parte a diversi concerti della rock band inglese. Apertesi le porte della notorietà, pubblica due album solisti – “Crossroads” e “From Chicago To Paris” – in cui, con grande talento strumentale, presenta riletture di blues classici e materiale di propria composizione ed inizia a mettere in luce anche le sue doti vocali. Sebbene abbia davanti a sé un grande futuro come session-man, il desiderio di una propria carriera solista è grande. Torna così negli Stati Uniti e lavora fianco a fianco con i giganti dello strumento: Big Walter Horton, Carey Bell, James Cotton e Junior Wells. Si stabilisce a Chicago e si esibisce per due anni con i leggendari Chicago Blues All Stars di Willie Dixon, prima di formare una propria band nel 1983. Nel 1985 la sua notorietà decolla: riceve un Grammy Award per il suo “Blues Explosion”, un disco live registrato al Montreux Jazz Festival e pubblicato dalla prestigiosa etichetta Atlantic. E’ presente anche su “Hidden Charms” di Willie Dixon del 1989, anch’esso vincitore di un Grammy Award. Gli anni novanta sono caratterizzati dalla collaborazione con la Alligator Records di Chicago, per cui pubblica nell’estate 1994 “Blue Blazes” e l’anno successivo “In Your Eyes”. Il suo stile all’armonica è ormai personalissimo, non ha frontiere, in esso confluiscono fraseggi jazz, temi blues tradizionali, melodie drammatiche e momenti lirici di grande impatto. Sopra tutto questo si staglia sempre però il suo funambolico virtuosismo, insuperabile, sempre spinto oltre il limite comune. Negli anni Sugar Blue registra o si esibisce con stelle che vanno da Willie Dixon a Stan Getz, da Frank Zappa a Johnny Shines a Bob Dylan. Ha attraversato in lungo e largo l’America, l’Europa e anche l’Africa partecipando ai più prestigiosi festival - Zurigo, Den Haag, Antibes, Nizza, Cannes, Montreal, Chicago- ed esibendosi con “classic artists” come Muddy Waters, B.B. King, Art Blakey e Lionel Hampton. Blue continua oggi con grande energia la sua inarrestabile attività, suonando nei club e nei festival di tutto il mondo.

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