21.07.2005, Cevio

Cross-Fires, Popa Chubby

Al Vallemaggia Magic Blues uno scatenato Popa Chubby

“E’ vero, New York non sarà la patria del blues, ma ciò che importa è che quando tu suoni provenga direttamente dal tuo cuore , dalla tua anima”. Ecco riassunta in questa frase di Popa Chubby prima del concerto, l’essenza e la forza di questo incredibile chitarrista del Bronx! Il pubblico ha capito, ascoltando in “religioso” silenzio, come rapito, il brano che ha chiuso il concerto, un “gospel” per sola voce che invocava “pace, giustizia e amore” per tutti i diseredati della terra. C’era grande attesa per l’arrivo di questo vero “guitar hero” al Vallemaggia Magic Blues. Complice la stupenda giornata e la maestosa luna piena molti si sono riversati in Vallemaggia per godere del fresco e sicuramente perché richiamati dall’evento che Hannes Anrig ha fortemente voluto per questa quarta edizione. Popa Chubby è un artista ambito da molti festival, e chi ha avuto la fortuna di assistere al suo spettacolare set ora capisce perfettamente il perché. E’ un signor musicista e ne ha dato straordinaria dimostrazione anche nell’accogliente e ampio “salotto” di Cevio. Senza alcun dubbio sarà considerata lui la star di questa edizione della rassegna valmaggese. Anzi, quello visto l’altra sera, è stato di gran lunga il miglior concerto in assoluto da quando esiste il Magic blues e, siamo certi, rimarrà scolpito nella memoria di tutti i presenti! “The king of the New York blues”, accompagnato dalla sua affiatatissima e possente sezione ritmica, il giovane bassista Nicholas D’Amato e il navigato Steve Holley alla batteria, ha offerto il suo consueto cocktail esplosivo, fatto per la maggior parte di composizioni originali, con alcune cover di grande spessore e chilometrici e stratosferici (aggiungerei mai scontati o noiosi) assolo di chitarra. I brani presentati, di matrice rock-blues anni ‘70, hanno comunque confermato la tendenza degli ultimi anni di Popa Chubby di voler “contaminare” la sua musica con stili e generi molto disparati, come il funk o il rap, per fondere il tutto in uno stile comunque molto personale. Incredibili anche le “citazioni” e i rimandi ai grandi della storia del rock e del blues, a conferma che Popa Chubby è un’enciclopedia vivente. Per la scaletta di questo tour ha curiosamente pescato a piene mani dai suoi album degli anni novanta. Dopo l’iniziale “Unamerican blues” tratta dall’ultimo disco in studio “Peace, love and respect”, ha sciorinato tutta una serie di splendidi brani, che lo hanno fatto conoscere in tutto il mondo (“Stoop down baby” “Coffein and nicotine”). Più del solito anche il numero delle cover, oltre a “Nobody knows you when you’re down and out” di Jimmie Cox e “Isis” di Bob Dylan, da pelle d’oca l’interpretazione di “Back door man” di Willie Dixon e dei tre brani di Jimi Hendrix “The wind cries Mary”, “Purple haze” e “Manic depression”. Senza parole si rimane dopo l’ascolto del lunghissimo “New York City blues”, in pratica un assolo di chitarra di 16(!) minuti, che racchiude la storia e gli svariati stili dei più grandi chitarristi rock e blues. Un concerto di due ore tonde tonde, senza mai una caduta di tensione. E pensare che il trio era giunto in Ticino solo alle 17.00, dopo un lunghissimo viaggio in torpedone dalla Francia! Ma Popa non si risparmia mai. Ama il suo pubblico e non smetterebbe mai di suonare. Per chiare ragioni doveva chiudere alla una e non ha suonato un minuto di meno! In apertura di serata il pubblico ha avuto l’opportunità di apprezzare il concerto del gruppo ticinese di Riki Braga, Cross-Fire, autore di un interessante set con brani per lo più di matrice rock, con chiari rimandi soul e funk, con in bella evidenza, oltre alla chitarra solista, le tre cantanti. I Cross-fire, reduci da una tournee a Cuba, dove hanno suonato con Rick Wakeman, tastierista degli Yes, sono un gruppo emergente nel nostro panorama e speriamo di rivederli in futuro e di seguirne da vicino l’evoluzione.

Cross Fires

Band composte da 7 o più elementi sono sicuramente una rarità al giorno d’oggi. Cross<>Fires è una Rock-Blues Band di recente costituzione, ma con elementi di assoluto valore ed esperienza, dove ciascun elemento della „Big Band“ trova il suo spazio. Le loro performance vanno dal rock classico anni ‚60, al rock con influenze "Funky" ed al South Coast Blues con inserti "Soul". Ideale per concerti Open Air, la band è dotata di un "grip" ed un ritmo esplosivo, accompagnato da prestazioni individuali e di un'insieme, di elevata professionalità ed effetto. Grazie alla cultura musicale, al valore dei singoli elementi ed alla loro esperienza al lavoro professionale, Cross<>Fires è anche un gruppo ideale per accompagnare artisti stranieri che vengono nel nostro paese senza la loro band.

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Popa Chubby

Se amate il rock'n'roll, il blues, il soul- rock sudista, se il rock sanguigno ed istintivo punta dritto al vostro cuore, non perdetevi il concerto di Popa Chubby: centotrenta chili di rock- blues, look da rapper, nato nel Bronx voce sporca e grintosa, chitarra Fender Stratocaster affilata e swingante. L'alchimia musicale di Popa Chubby si è evoluta durante i suoi primi 5 album raggiungendo la sua massima potenzialità con "Brooklin Basement Blues". L'album abbraccia diversi stili che vanno dal blues al soul, dal rhythm & blues al rock, al jazz al funk e al rap, riflettendo l'atmosfera musicale multi-etnica di New York, la quale pone una particolare enfasi al Blues. Secondo Popa "Il blues a New York è una cruda musica urbana che ti colpisce direttamente in faccia. È la personificazione dell'onestà e della realtà, che non mente e non ha pretese". Popa è cresciuto nel quartiere newyorkese di Queens. Ha debuttato nel mondo della musica suonando con Screaming Mad George e Disgusting e collaborando con il poeta punk Richard Hell e con il cantautore irlandese Pierce Turner. La carriera solista vera e propria di Popa Chubby inizia nel 1992, quando vince un concorso per nuovi talenti in cui si afferma come "Best New Artist" e conquista la possibilità di aprire i concerti di James Brown e Chuck Berry. Immediatamente più tardi, pubblica due album sulla sua etichetta Laughing Bear: si tratta di "It's Chubby time" e di "Gas money", poi ripubblicati. Il successo giunge nel 1995, quando Chubby fa uscire "Booty and the beast", pubblicato dalla Sony e prodotto da Tom Dowd (tra i "suoi" artisti prediletti, Allman Brothers, Ray Charles e Aretha Franklin); il singolo "Sweet goddess of love and beer" lo pone all'attenzione del pubblico dei college americani e lo lancia verso le zone alte delle classifiche blues e rhythm & blues americane. Popa Chubby è una realtà del genere blues rock e lo dimostra con "Hit the high hard one", l'album live che lo conferma protagonista assoluto della chitarra degli anni Novanta. Nel 1997 esce "One million broken guitars", pubblicato dalla Dixiefrog. Nel 2000, sempre per la DixieFrog, esce un nuovo album, intitolato "How'd a white boy get the blues?": un concept album blues-rock, che solo in Europa vende circa 60.000 copie. Di sé racconta: "Il mio primo ricordo è il Bronx. I miei genitori avevano un negozio di dolciumi. Mio padre è morto quando ero ancora piccolo, ha vissuto una vita underground, amava molto il jazz, che mi ha accompagnato per tutta l' infanzia. Sono cresciuto con i miei nonni italiani, in quanto mia madre non aveva tempo per me, da allora ho iniziato a pensare in maniera molto ribelle. All'età di 13 anni ho avuto il primo approccio con la batteria. Ho scoperto di apprezzare gli Stones, i Led Zeppelin e i sentimentali Queens. Ho iniziato così a suonare il blues heavy metal, poco dopo mi sono occupato della chitarra". Fece le sue esperienze musicali passando dalla metropolitana alla strada e da questa, nel 1988, alla sala prove formando una sua band. Ci sono voluti ben quattro anni prima che riuscisse a farsi conoscere a livello nazionale. Oggi Popa Chubby è uno degli artisti più rappresentativi e carismatici del blues mondiale, innovandone il linguaggio e contaminandolo con generi più moderni. Negli ultimi tempi, ha anche lanciato una casa di produzione e si dedica alla pubblicazione di opere di artisti meno conosciuti. Negli ultimi anni dopo ‘The Good, The Bad and The Chubby’ del 2002, esce nel 2004 ‘Peace, Love, and Respect’, 2 live album nel 2005 ‘Wild Live”e ‘Big Man, Big Guitar - Popa Chubby Live’, che ripropongono la dimensione live di Popa, quella che più di tutte le altre gli è congeniale, per carisma ed espressività. Seguono nel 2006 ‘Stealing the Devil's Guitar’ e ‘Electric Chubbyland’, ‘Deliveries After Dark’ nel 2007, ‘Vicious Country’ 2008 fino all’ultimo lavoro ‘The Fight Is on’ del 2010.

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