28.07.2005, Maggia

Ptah Brown, Rudy Rotta Blues Band

Rudy Rotta infiamma la piazza di Maggia

Andy J. Forest, è finalmente arrivato in Vallemaggia. Settimana scorsa, proprio mentre gli spettatori lo attendevano a Cevio, era rimasto bloccato in Francia con l’auto ed aveva dovuto dichiarare forfait. Gli organizzatori avevano però promesso una sua presenza in questa quarta edizione del Magic Blues e così è stato. Forest, un ragazzone alto due metri e dal sorriso perenne, è salito sul palco impugnando l’armonica con la mano destra e tenendo sollevato a mezz’aria il braccio sinistro come per salutare qualcuno o per incitare il pubblico. In realtà l’artista stava semplicemente tentando di trovare la posizione più comoda in mezzo a tutte quelle imbragature dato che, proprio pochi giorni prima di arrivare in Vallemaggia, si è rotto un braccio. Una sfortuna nera per un artista che ha comunque deciso, ostinato come un mulo, di salire nonostante tutto sul palco per suonare, in perfetta solitudine, un paio di brani e fare con una sola mano quello che molti armonicisti non sarebbero riusciti a fare neppure con quattro. È in questo modo che ci si fa voler bene dalla folla che ha reagito con un applauso scrosciante. La serata di giovedì, che ha avuto come cornice la splendida piazza di Maggia, ha però strizzato l’occhiolino soprattutto al blues targato Italia e questo, come sanno bene gli amanti di questo genere musicale, vuol dire spesso e volentieri grinta, passione e tanta, tantissima qualità. Il pubblico ha avuto l’opportunità di trovarsi di fronte a due nomi che certamente rappresentano altrettante “istituzioni” nel panorama del “delta” della penisola. Lello Panico, con la The Fritz Gang, ha aperto le danze con un blues soffice e sensuale e la splendida voce di Ptah Brown, la cantante newyorkese che ha accompagnato la band, in un sound che ha flirtato per tutto il tempo con il soul e che ad ogni canzone andava via via infiammandosi sino ad esplodere su una versione di Hoochie Coochie Man che, senza troppe esagerazioni, possiamo veramente considerare memorabile. È poi stato il turno di Rudy Rotta e della sua splendida collezione di Fender Stratocaster. Un vero virtuoso delle sei corde che in passato, non a caso, ha avuto l’onore (più unico che raro) di duettare con B.B. King a Montreux e di dividere la scena con una delle più brillanti leggende degli anni sessanta: John Mayall. Uno spettacolo avvincente. Un sound elettrico ed ipnotico con continui echi di Jim i Hendrix e Stevie Ray Vaughan e che ha ricordato in molte occasioni il modo “heavy” di suonare il blues che contraddistingue Gary Moore.L’ennesima dimostrazione di come non sia per forza necessario avere un cognome americano per emozionare pubblico e critica.

Ptah Brown

Ptah è una “nuova entrata” nell’industria della musica.

All’età di quattro anni, iniziò a cantare in pubblico, attraverso varie chiese e organizzazioni religiose, come “The Young Folk’s Choir” della “House of Prayer for All People” ad Harlem. Altri cori con i quali ha cantato sono “Saint Mark’s Holiness Choir”, a Brooklyn New York, il “Parkchester Baptist Church Choir” e “Saint Paul's Evangelical Lutheran Church” nel Bronx, New York. Per Ptah, la musica gospel è stata la porta d’entrata per la musica blues, soul, jazz, latina, pop, reggae, calypso e zydeco. Ptah si è esibita con artisti conosciuti quali Art Blakey, Hassan Roland Kirk, Charlie Mingus, Wilson Pickett, C.J. Chenier, Walter "Wolfman" Washington, Kenny Neal, Buckwheat Zydeco, Henry Butler, Patti LaBelle Tito Puente, Orchestra Broadway, Joe Cuba, e Bob Marley's Wailers. Ha fatto anche da spalla per Aretha Franklin, Melba Moore, Ronnie & Eloise Laws, Peter Tosh, Marcia Griffith, Mighty Sparrow, Calypso Rose, e più recentemente al nuovo CD di Don Covay, fra molti altri. Quale migliore periodo di questo c’è per Ptah per lanciare la sua carriera da solista. Si è esibita per tutti gli Stati Uniti, oltre che essere stata invitata nelle ambasciate del Ghana e dell’Etiopia. Dal famoso teatro Apollo, fino al Plaza Hotel a New York City, Detroit, Chicago, Miami Beach, Atlanta, Antigua, Jamaica nel The West Indies, e in molti altri posti, Ptah continua a conquistare il pubblico con la sua voce, il suo spirito e la sua grazia. La voce di Ptah definisce il dolore al cuore del blues e la speranza del gospel. Continua a crescere in potenza e rivoluziona i generi soffiando vita nella musica con il suo abbagliante repertorio. La carismatica Ptah ha abbastanza energia per illuminare una piccola città.

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Rudy Rotta Blues Band

Rudy Rotta è il diabolico chitarrista italiano ormai celebre nell'intero circuito blues mondiale. Il suo stile aggressivo e disciplinato al tempo stesso, abbinato alla strepitosa velocità sulla sei corde ed alla voce graffiante, gli permette ben presto di raccogliere le prime soddisfazioni all'estero nel corso delle sue partecipazioni ai festival più blasonati.Collabora con i più grandi nomi del blues: John Mayall lo vuole con sé sul palco del “Delta Blues”, del “Nave Blues” ed alla House of Blues a Boston; si esibisce anche alla House Of Blues di New Orleans con gli Allman Brothers; nel luglio 2001 B.B.King lo invita a prendere parte al suo show al “Montreux Jazz Festival”. Chitarrista, cantante ed eccellente compositore, viene ormai annoverato nell'olimpo dei migliori artisti blues bianchi a livello internazionale, dalla stampa più qualificata europea e statunitense. Rudy con la sua strepitosa band è protagonista di progetti originali che nel tempo coinvolgono Zora Young, Sugar Blue, Carey Bell, Dick Hackstall-Smith, Mick Taylor e molti altri giganti della blues-scene. Negli ultimi anni ha scalato la scena mondiale partecipando con enorme successo (testimoniato anche dai colleghi d'oltre oceano) alla "Ultimate R & B Cruise", in compagnia di artisti del calibro di Luther Allison, Buckweat Zydeco e Marcia Ball. Arriva anche la grande soddisfazione di essere invitato al "Kansas City Blues Festival" dove divide il palco con Al Green, Taj Mahal e Brian Setzer, e in seguito a questa gratificante esperienza registra dal vivo al prestigioso Grand Emporium il CD "Live in Kansas City". Nel gennaio '97 una nuova grande avventura internazionale lo porta alla "Crociera Blues nei Caraibi" accanto a leggende quali Etta James, Fabolous ThunderBirds, Taj Mahal e tanti altri capostipiti del blues mondiale, aggiungendo un altro prezioso tassello al suo curriculum. La promozione dei suoi ultimi album ("Blurred", strepitoso album strumentale pubblicato nel 1999, e l’originale progetto “The Beatles In Blues”) lo vedono impegnato in giro per l’Europa. Nella stagione estiva del 2002 giunge per Rudy e band l’importantissimo tour europeo con il leggendario hammondista Brian Auger, da cui verrà tratto un live-album di prossima pubblicazione. A settembre dello stesso anno la Rudy Rotta Band tiene un concerto-evento al Teatro Romano di Verona con ospite il leggendario Peter Green.Il 2003 si apre nei migliori dei modi: Rudy vola a New Orleans per registrare il suo nuovo album, in compagnia dei migliori musicisti della Crescent City con la produzione del geniale Anders Osborne. Appena rientrato in patria è occupato nell’impegnativo “Fender Tour” per i maggiori live clubs d’Italia, che culmina nell’eccezionale partecipazione al grande concerto del Primo Maggio: Rudy e compagni si esibiscono in diretta nazionale sul palco di Piazza San Giovanni a Roma di fronte a oltre 700.000 persone…

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