03.08.2005, Avegno

Soulness, Kenny Neal

Kenny Neal: un figlio d’arte al Vallemaggia Magic Blues

Mano a mano che la quarta edizione del Vallemaggia Magic Blues si avvicina alla conclusione ci si accorge di quanto la manifestazione inizi a radicarsi nel territorio e ad attirare un numero sempre crescente di spettatori. Mercoledì sera ad Avegno, per quella che purtroppo è stata la penultima serata di concerti, la piazza brulicava di gente e neppure la concomitanza con l’„ouverture“ del Festival di Locarno è riuscita a sgualcire, in termini di presenze, l’atmosfera della serata. Parte del merito è certamente da attribuire all’attesa venutasi a creare attorno all’esibizione di Kenny Neal. Un personaggio che in molti considerano come l’erede più diretto della musica di Buddy Guy e della fertile tradizione di una delle capitali del blues: Baton Rouge. Un figlio d’arte che ha appreso l’arte di suonare l’armonica da una leggenda del calibro di Harpo Slim e che ha coltivato l’amore per il blues ascoltando le canzoni del padre (il grande Raful Neal). Un polistrumentista che, basso alla mano, a soli 17 anni si è accasato proprio presso la band di Buddy Guy e che ha iniziato a registrare come solista relativamente tardi (nel 1987 con un ottimo disco intitolato Bio On The Bayou). Oggi Kenny Neal può vantare al suo attivo una decina di album e con il tempo ha convinto la critica di trovarsi di fronte ad uno dei principali interpreti dello „swamp blues“. Il pubblico ha veramente apprezzato applaudendo a lungo le sfuriate musicali della band (composta, oltre che dal batterista Ken Johnson, anche dai due fratelli di Kenny Neal: Frederck e Darnell) che proprio in questi giorni tornerà negli Stati Uniti per un lungo agosto di concerti. La serata di Avegno è stata però aperta dal concerto dei Soulness. È la seconda volta quest’anno (dopo che già avevano accompagnato Sugar Blue in uno splendido concerto a Cevio) che la band milanese si esibisce al Magic Blues e non c’è da stupirsi se sono riusciti a conquistarsi la simpatia del pubblico. Un sound grintoso; un pochino soul ed un pochino boogie, che ogni volta vale tanti applausi da convincere la band a tornare sul palco per uno, due o addirittura tre bis. L’ennesima serata elettrizzante al Magic Blues.

Kenny Neal

Negli ultimi anni, dopo la scomparsa, a volte anche in maniera tragica, di molte leggende del blues, d’improvviso l’eredità cadde sulle spalle di una nuova generazione. Kenny Neal, uno dei giovani musicisti più in vista, si propose imperiosamente come uno dei capostipite per traghettare la “musica del diavolo” verso nuovi e dinamici orizzonti. Nato a Baton Rouge Kenny iniziò giovanissimo a suonare. Primogenito di dieci figli, suo padre, il famoso cantante ed armonicista Raful Neal, ed alcuni amici di famiglia quali Lazy Lester, Buddy Guy e Slim Harpo, affilarono il talento dell’astro nascente. A dodici anni suonava già basso, tromba, pianoforte e chitarra. A 13 esordì nel gruppo del padre e quattro anni più tardi era il bassista della band del grande Buddy Guy. Nel 1983 fondò in Canada, mirando subito a nuovi orizzonti, la “Neal Brothers Blues Band”, che divenne da subito la più amata e seguita blues band del paese. Nel 1987 tornò negli States per incidere il suo primo (e unico) album per la King Snake Records “Bio on the Bayou”. Questo progetto non lasciò indifferenti i responsabili della Alligator Records, che cercavano una star per il loro musical “Mule bone”. Kenny trionfò fino ad aggiudicarsi il “Theater World Award” quale miglior talento emergente. Kenny Neal ha suonato con i più straordinari artisti della scena blues. Basti citare Muddy Waters, John Lee Hooker, B.B. King, Buddy Guy, Steve Miller, Bonnie Raitt e Aaron Neville. Tutti entusiasti per il suo talento e le sue capacità. Nel 1998 iniziò la sua collaborazione con la prestigiosa casa discografica “Telarc” con la pubblicazione dell’album “Blues falling down like rain”. Quello che i critici musicali avevano già predetto anni prima divenne realtà. Neal guadagnò fama internazionale. In rapida successione videro la luce (sempre per la Telarc) “Homesick for the road” con Tab Benoit e Debbie Davies e “What you got” ed infine nel 2010 “let live flow”.

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Soulness

"Sono nata il 16 novembre del 1970, una piovosa e uggiosa giornata invernale… " ok, probabilmente non è proprio questo quello che volete sapere … proviamoci così: La mia preparazione musicale: Sul basso sono praticamente un'autodidatta, ho seguito alcune lezioni di piano quando ero piccola ma odiavo l'insegnante… Cosa ascolto: Direi, ...di tutto…. Afro-Americana, soul, funk latino & salsa, gospel sud africano,… Il primo strumento: una tastiera giocattolo quando avevo 5 anni… Musicista preferito: porca miseria, solo uno?… Junior Wells & Buddy Guy, James Brown, B.B. King, James Taylor, Elvis, Stevie Wonder, the Beatles, ... Bassisti che mi hanno influenzato: Willie Dixon, Johnny B. Gayden, Paul McCartney, Jerry Scheff e poi Marcus Miller, Noel Neal, ed uno sconosciuto bassista di gospel fuori dal mondo! Groove preferiti: la linea di basso in "The moon is full" di Albert Collins, "Penny lane" dei Beatles, ma ce ne sono così tanti altri! Miglior posto dove suonare: Chicago, ma non ho ancora pizzicato New Orleans. Prima band: Trutz Viking Groth, una r'n'r band Il mio primo disco: Sun Sessions di Elvis Ultimo cd comprato: Marvin Gaye Live, Neville Brothers Live on Planet Earth, Albert Collins Collection ( ...non riesco proprio ad uscire dal negozio senza almeno 3/4 cd…!) Pagherei per suonare con: B.B. King, James Brown, Neville Brothers Di buono on the road: guidare, vedere un sacco di posti, scazzare con la band, bisticciare sul cd da ascoltare sul van…Di no buono on the road: svegliarsi presto (intendo, molto presto!), aspettare il prossimo show…