19.07.2006, Cevio

Fabrizio Poggi & Chicken Mambo Band, Nick Moss & The Flip Tops

Tradizione e innovazione con Nick Moss a Cevio

Dopo questa quarta settimana di concerti al Vallemaggia Magic Blues possiamo individuare una costante nella programmazione voluta da Hannes Anrig. La prima serata, il mercoledì, è soprattutto pensata per gli estimatori delle varie correnti del Blues. Immancabilmente abbiamo assistito a concerti di grande valore e quello di Nick Moss filologicamente sin qui ha rivestito l’importanza maggiore. Il corpulento chitarrista e il suo gruppo, i Flip Tops, hanno infatti offerto al numeroso pubblico accorso a Cevio una performance nella quale Moss ha confermato di avere trovato un buon equilibrio tra la tradizione dello stile Chicago Blues, anni ’50 soprattutto, e la necessità (e la volontà) di innovare. Non è azzardato puntare su di lui come uno degli alfieri del “New Chicago Blues”! Volutamente scevro da qualsiasi manifestazione gigionesca o aurea da “guitar hero”, il nostro si è concentrato esclusivamente sulla musica, sciorinando un repertorio molto variato, fatto essenzialmente di brani scritti dallo stesso Moss (poche le cover e tutti brani poco noti), nel quale abbiamo potuto apprezzare accanto a lenti molto delicati e sentiti, brani veloci e secchi molto intensi, merito delle sue indubbie qualità di chitarrista e cantante (tanto per intenderci, malgrado la rottura di una corda ha proseguito imperterrito per cinque minuti con un assolo di rara bellezza!) e della classe del gruppo (qui nel vero senso del termine) di validi musicisti che lo accompagnava. Sezione ritmica secca e precisa e un Bob Welsh alle tastiere molto ispirato. In attesa di Ronnie Baker Brooks davvero uno dei migliori concerti blues sentiti sulle piazze ticinesi. Ad aprire, il gruppo di Fabrizio Poggi, i Chicken Mambo, che hanno confermato le loro indubbie qualità come portabandiera del Blues del Delta. La lunga esperienza permette inoltre al leader di stabilire subito un contatto diretto con la piazza con la sua armonica a bocca e la sua verve e il gioco è fatto. Non per nulla partiranno tra breve propria per la Louisiana per una serie di concerti. “Songlist” più tradizionale per loro, con molte cover di brani di Robert Johnson, Elmore James e altri musicisti che hanno scritto la storia del Blues. Sicuramente più di un gruppo da prima serata.

Fabrizio Poggi & Chicken Mambo Band

Il soffio dell’anima: armoniche e armonicisti blues

A quattordici anni Fabrizio Poggi lascia la scuola e comincia a lavorare in fabbrica. In quegli anni i suoi eroi musicali sono le band di rock blues inglesi (Rolling Stones, Bluesbreakers di John Mayall e i Cream). A sedici anni vede “The Last Waltz”, il film d’addio della Band e viene folgorato dal carisma di Muddy Waters e dall’incredibile suono dell’armonica di Paul Butterfield. Fonda così i Chicken Mambo, una blues band con influenze Zydeco, la musica nera della Louisiana. Il nome del gruppo viene scelto per la sua musicalità e per incuriosire la gente: si tratta di quello che il mitico Howlin’ Wolf dice in un brano per incitare il chitarrista a fare con lo strumento “il verso della gallina” durante un assolo. Durante i quindici anni di vita dei Chicken Mambo, Fabrizio porta la sua armonica, “inesorabilmente” blues, nei locali sparsi per tutta la penisola, diventando un punto di riferimento per gli appassionati di blues. I Chicken Mambo, raccolgono entusiastici consensi grazie all’istrionica capacità di instaurare un rapporto pressoché immediato tra palco e platea. Ne sanno qualcosa le migliaia di persone che li hanno visti sui palchi dei più prestigiosi blues festivals: Pistoia, Bordighera, Sestri Levante, Narcao e Trescorel. Sono tanti i bluesmen con i quali Poggi ha condiviso il palco, tra i quali Charlie Musselwhite, Robben Ford, John Mayall, Robin Brown, Tony McPhee e i Groundhogs, Eric Sardinas, Robert Plant dei Led Zeppelin, e Billy Cobham.

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Nick Moss & The Flip Tops

Gli appassionati di blues gravitano attorno ai concerti dal vivo di Nick Moss e alle sue incisioni per il suo stile così legato al Chicago blues del passato. Ma la musica di Nick fa enorme presa anche su fans casuali del blues e sui principianti. “Sto cercando di trovare quella linea sottile che non compromette l’integrità di questa musica classica”, dice, “pur dandole un soud fresco e contemporaneo”. Nick non è un imitatore. Ha il suo distinto modo di dar voce alla sua chitarra, livello che al giorno d’oggi pochi musicisti riescono a raggiungere. “Ho ascoltato quasi tutti i chitarristi degli anni ‘40, ‘50, ‘60, ‘70, specialmente quelli di Chicago e ho cercato di cogliere qualcosa da ognuno di loro. Ho assorbito i loro stili, le loro emozioni, il loro tempo. Ho cercato di ascoltare e catturare l’essenza di quello che stavano facendo.” La scuola di Nick è iniziata quando si agganciò alla “Legendary Blues Band”, che propone lo stile di Muddy Waters, e a Willie “Big Eyes” Smith. Nick è in seguito passato dal basso alla chitarra ed ha suonato per tre anni con Jimmy Rogers a metà anni novanta. Da questo grande personaggio della storia del blues, ha appreso tutto sullo speciale insieme di suoni dell’autentico Chicago blues. Dopo aver completato gli studi sul blues, Moss forma la propria band: the Flip Tops. Al loro primo album, “First Offende”, fa seguito, nel 2001 “Got A New Plan”, e due anni dopo un terzo album, “Count Your Blessings”. Nel giugno del 2005 ha visto la luce il quarto,“Sadie Mae”, dal nome della prima figlia, che contiene anche le interpretazioni di “Crazy Woman Blues” di Jimmy Roger, “You Got To Lose” di Earl Hooker, “If I Could Get My Hands On You” di Lefty Dizz.