20.07.2006, Cevio

Granny Says, Eugene "Hideaway" Bridges

La splendida voce “soul” di Eugene “Hidaaway”Bridges

La serata di giovedì ha visto alternarsi dapprima un gruppo di giovani bresciani, i Granny Says, autori di un set con brani tutti composti da loro. A tratti riecheggiavano suoni di “Southern Rock”, quello meno duro degli Allman Brothers targati Dicky Betts. Un gruppo davvero interessante, da rivedere una volta che avranno ulteriormente sviluppato le loro capacità di “songwriter”. E’ poi stata la volta di Eugene Bridges. E come ogni giovedì sinora, spazio soprattutto al coinvolgimento della piazza, con brani che troppo spesso facevano l’occhiolino al commerciale, rispetto ad un Sax Gordon o a una Toni Lynn Washington. Chitarrista appena discreto, Bridges ha una splendida voce, di chiaro stampo “soul”. Lo sa benissimo anche lui e non per nulla i momenti migliori e più toccanti del concerto sono stati i brani per voce e chitarra, nel quale il nostro ha dato il meglio di sé, anche perché il gruppo che lo accompagnava non ha avuto ( o voluto) grande spazio. Paradossalmente, il momento migliore del concerto è stato il bis, con finalmente del Blues suonato con più cuore.

Eugene "Hideaway" Bridges

Eugene è un musicista nomade.

La sua casa è ovunque lo porta la sua prossima esibizione e questo succede in America, attraverso l’ Europa, fino in Australia. Nato nel 1963, Eugene è il quarto di cinque fratelli ed è figlio del chitarrista blues Hideaway Slim. Sua madre è nata Bullock (la stessa famiglia di Anna Mae Bullock, meglio conosciuta come Tina Turner). Eugene afferma di avere ereditato le abilità con la chitarra dalla parte del padre, mentre la voce dalla madre. A cinque anni stava già percorrendo la Louisiana suonando con il padre. Con i suoi fratelli, come “The Bridges Brothers”, suonò per la chiesa del pastore Elder A. Edwards. A tredici anni Eugene entrò a far parte dei talenti del R&B e formò la sua prima band, The Five Stars. Lasciò il Texas a sedici anni per le Air Force. Si aggregò in seguito alla “The New Chosen Singers”, per poi continuare con “The Mighty Cloudes of Joy”. A Houston, Eugene registrò per tre band che andavano per la maggiore, fra le quali la prima “Eugene Hideaway Bridges Band”. Lavorò in seguito in Europa, dove Big Joe Turner gli offrì il ruolo di chitarrista e cantante nella “Big Joe Turners Memphis Blues Caravan”. Un anno dopo formò una nuova “The Eugene Hideaway Bridges Band. Registrò, con la Blueside, “Born to be Blue”, prodotto da Mike Vernon. Le sue esibizioni dal vivo incontrarono il favore delle critica e Eugene fu designato cantante dell’anno dalla rivista inglese Blueprint e vinse il trofeo France Blues 99 Chanteur de l’année. Nel 2000 Eugene pubblicò per Armadillo “Man Without a home”, apparso nei maggiori festival degli USA, Europa, Singapore, Nuova Zelanda e Australia. Il suo CD “Jump the Joint”, registrato nel 2003, raggiunse la quarta posizione nella US Living Blues Charts, rimanendo in classifica per tre mesi. Nel 2003 è stato nominato per tre Cammy music Awards.

Website

Granny Says

Granny Says” nascono dall’ultima line-up della band “Henry & The Blue Train”, capitanata dallo stesso Henry Sauda e molto conosciuta nell’ambiente blues della provincia di Brescia degli anni 2002-2005. Con questo nome, oltre ad esibizioni e concerti in diversi luoghi, partecipano per tre anni consecutivi alle iniziative promosse dall’associazione A.D.M.R. di Chiari: nel 2002 come gruppo spalla a Scott Finch, nel 2003 all’opening act per Paolo Bonfanti, Jono Manson & John Popper (blues traveler), nel 2004 per l’apertura della data bresciana del grande Robben Ford. Nell’estate del 2005 gli “Henry & The Blue Train” (formati dall’attuale line up dei Granny Says), hanno calcato il palco del MontiBlues Festival di Montichiari oltre ad aver aperto il concerto dell’armonicista Sugar Blue presso l’IdroPark Fila di Milano. Infine sono stati invitati a partecipare al “Convivio tra arte e musica” del 30 settembre 2005, organizzato nell’incantevole scenario del castello Bonoris di Montichiari. E’ questa l’ultima esibizione degli “Henry & The Blue Train” nella quale viene infatti presentato il nuovo progetto Rock-Blues d’autore “Granny Says”. La band è attualmente al lavoro per la produzione del suo primo lavoro discografico interamente originale.

Website