03.08.2007, Bosco Gurin

W.I.N.D.

Il vento del Rock-Blues soffia impetuoso su Bosco Gurin

La serata in alta Valle Rovana è stata invece baciata dal bel tempo ed è iniziata all’insegna della musica medievale, con incursione anche in ambito celtico, del musicista di casa Paolo Tomamichel, che ha presentato il suo nuovo progetto “Sempach 1638”, che uscirà in cd il prossimo mese di settembre. Solo sul palco con chitarra e suoni campionati in sottofondo, Tomamichel ha offerto un set davvero interessante e suggestivo, per nulla scontato. I brani eseguiti, tutti strumentali, erano essenzialmente medievali. Oltre a temi ispirati dalla battaglia di Sempach, dal prode Winkelried e dal “nemico” asburgo Leopoldo III, vi è stato spazio per alcune ballate “Walzer” e per alcune improvvisazioni. A seguire i tanto attesi W.I.N.D., finora noti solo al popolo del “Paso”, dove suonarono nel 2004. Ebbene possiamo tranquillamente parlare del gruppo friulano come la rivelazione del Vallemaggia Magic Blues di quest’anno, almeno finora. Ma visto che d’ora innanzi ci saranno solo big affermati resteranno loro la bella sorpresa del 2007. Il trio ha offerto al pubblico accorso fino ai 1500 metri di Bosco Gurin due ore abbondanti di musica che entrerà sicuramente nella bacheca del Magic Blues. Ci si attendeva un power trio dal torrido suono rock-blues e così è stato. Una serie di lunghe jams, in cui si mescolavano con rara maestria il blues arcaico, il british blues anni ‘70 e il Southern rock tipico di gruppi quali i Gov’t Mule e gli inarrivabili Allman Brothers Band. Subito dalle prime note (una Tomorrow never comes, che ricordava i famosi Free), per continuare con una lunga serie di brani originali, come lo splendido Bad luck Blues, un blues lento e viscerale, con la Gibson di Jimi Barbiani in bella evidenza o la splendida Lucky man, per non dimenticare la solida versione del brano di Elmore James Dust my broom e un paio di splendidi e lunghi strumentali (il clou del concerto), nei quali risaltavano la precisa, furiosa, ma poliedrica Gibson di Jimi Barbiani, il solido basso di Drusin e le aperture a 360 gradi (progressioni jazz, blues e altri generi musicali) della Band. Un tocco che a volte si avvicinava addirittura a certa psichedelia fine anni ’60, che richiamavano alla mente gruppi storici come i Grateful Dead (per restare Oltreoceano) e i primi Traffic, per poi dirigersi verso il grande rock targato Inghilterra dei Cream (il concerto si è chiuso infatti con Sunshine of your love) e dei Led Zeppelin, che costituiscono i modelli per il trio italiano. Da citare ancora una concitata Voodoo chile. E’ un gruppo da tenere d’occhio, che si sta ritagliando piano piano un posto importante in tutta Europa. Sono già molto richiesti in Germania e Francia e speriamo di poterli rivedere presto dalle nostre parti.

W.I.N.D.

Un mix di Rock&Blues dalle forti tinte jam, una band con all'attivo quattro CD, un DVD e centinaia di concerti ovunque in Europa, alcuni dei quali suonati come support act di B.B.King, Blues Brothers, Joe Cocker, Blasters e i Animals. La loro musica é un'esplosione di colori a tinte forti, una jam band capace di ipnotizzare il pubblico con le sue lunghe e varie improvvisazioni a cavallo tra rock e blues, ma anche con melodiche ballate soul… Con una chitarra slide lancinante, una voce "soulful" ed una sezione ritmica potente e poliedrica, la musica dei W.I.N.D. ha conquistato la stima di musicisti come John Mooney, B.B.King, Tishamingo, Johnny Neel, Warren Haynes e Holmes Brothers. Vari, potenti e melodici i W.I.N.D. vi porteranno indietro negli anni '60 e '70, alle frontiere ipnotiche del blues e del rock.

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