17.08.2007, Avegno

J.C.Harpo in Hot Woods, Walter Trout & the Radicals

Ad Avegno il gran finale di Magic Blues con Nine Below Zero e Walter Trout

Altro grande concerto quello offerto nell’ultima serata dal solidissimo gruppo di Walter Trout e dei suoi magnifici New Radicals. Come tre anni or sono a Maggia un treno in corsa e un virtuosismo alla stratocaster impressionante e, ciò che più conta, mai fine a sé stesso. Presentatosi in forma smagliante e stregato dalla bellezza del luogo nei suoi brani ha sciorinato tutta una serie di assolo da lasciare a bocca aperta, confermando di essere uno dei chitarristi più dotati in circolazione. Non poteva esserci finale migliore da portare a casa, in attesa della prossima edizione! Ad aprire la serata J.C. Harpo in Hot Woods, un gruppo di casa nostra, che ha regalato ai presenti un concerto coi fiocchi, rivisitando con gusto brani epocali del blues e del rock., dimostrando altresì che anche in Ticino ci sono belle realtà, che meritano tutta la nostra considerazione. Per terminare un plauso agli organizzatori e un complimento particolare a Hannes Anrig per i gruppi proposti per questa edizione, con un invito a fare altrettanto per la settima, che già aspettiamo con ansia e curiosità.

J.C.Harpo in Hot Woods

La band nasce nell'autunno del 2000 dall'incontro di J.C. Harpo, armonicista, con il bassista Guido Chierichetti, il tastierista Cristiano Arcioni, il batterista Roby Panzeri e il giovanissimo Filippo Giomo (allora solo 17enne). Dopo alcuni mesi di preparazione gli Hot Woods si lanciano alla conquista dei locali ticinesi. Il successo non si fa attendere. Tutti i loro concerti sono un'esplosione di emozioni, anche grazie alla voce calda e profonda di J.C.

Walter Trout & the Radicals

Da bambino, Walter Trout, viveva attorniato dalla big-band e dalla musica jazz dei suoi genitori. L’ambiente circostante lo stimolò ad avvicinarsi al suo primo strumento musicale, la tromba, ed inseguito gli permise di incontrare per la prima volta il grande Duke Ellington. “Questa fu la svolta della mia vita” si ricorda Trout “ Sono rimasto per due ore nel Backstage con Duke, Cat Anderson, Johnny Hodges e Paul Gonsalves, conversando di Jazz e d’esperienza di vita”. Sono stati simpatici, calorosi ed espansivi con me. Fui impressionato ”. Quest’incontro avrebbe potuto essere l’inizio di una gran carriera Jazz, ma l’avvento dei Beatles sui teleschermi ed inseguito nella cittadina d’origine di Trout, Ocean City, New Jersy lo contagiarono della febbre del Rock, depose la tromba e si dedicò alla chitarra acustica. Non durò a lungo ed anche la chitarra acustica fu messa da parte, dopo aver sentito Mike Bloomfield nella Paul Butterfield’s Blues Band suonare la chitarra elettrica. “Mike Bloomfield è brillante, voglio suonare la sua stessa musica!”, mi dissi. ”Basta con tutto il resto nella vita!”. Trout appese al chiodo la chitarra acustica e connesse la chitarra elettrica all’amplificatore e non guardò mai più indietro. Gli bastò poco tempo per accaparrarsi un posto nella band di Bloomfield. La capacità di Trout di dare sempre tutto nel far musica gli permise di diventare un sideman richiesto da musicisti come, John Lee Hooker, Big Mama Thornton e per cinque anni con John Mayall’s Blues Breakers e cinque con Canned Heat.Trout si guadagnò una vasta cerchia d’ammiratori, sia in Europa sia negli Stati Uniti, permettendogli un contratto con la casa editrice Provogue Records per i quali incise tre CD. Più di 400'000 copie furono vendute (e si vendono tuttora). All’estero Trout è considerato un fenomeno, i fanatici del rock e del blues frequentano i suoi concerti per essere testimoni delle sue escursioni frenetiche sulla chitarra e per vedere fin dove si arrischia ad andare. In un’indagine della BBC, Trout raggiunse il sesto posto nella classifica dei venti migliori chitarristi di tutti i tempi, subito dopo Jimmi Page. 20'000 copie vendute del disco, prodotto nel 1998, che porta il suo nome (il suo debutto americano) e finisce per un anno intiero al diciottesimo posto dei top 40 dischi meglio venduti della rivista Blues Revue. Nelle regioni del Midwest i locali sono sempre gremiti e lui viene sostenuto commercialmente su diversi mercati da Radiorock. Livin’Every Day di Jim Gaines (Blues Traveler, Santana, Stevie Ray Vaughansono) è stato prodotto dagli Ardent Studios a Memphis e apparse nel 1999. La sua popolarità aumentava e i fan pretesero un disco live. La risposta fu l’album dal titolo “Live Trout” contenente uno Show completo di Walter Trout, incisione dal vivo al Tampa Bay Blues Festival nel 2000. In seguito porta sul mercato “Go the distance”, prodotto da Jim Gaines negli studi Ardent a Memphis. “Go the distance” è stato un lavoro profondo per poter dichiarare la direzione ed il credo che ha sviluppato negl’anni trascorsi da quando si è liberato da alcune brutte abitudini. Accanto alla canzone che dal nome al disco troviamo il titolo più apprezzato dal pubblico “Message on the doorway” e “Bugle Billy” cosi come le belle sonorità di “I dont’want my MTV”. Trout ha scritto una serie di canzoni che sono caratterizzate dalla sua particolare voce e dalla sua abilità nel suonare la chitarra. Lui riesce a far gridare, piangere, ridere e sussurrare la sua chitarra, è un modello per qualsiasi chitarrista. In una sola canzone riesce ad incorporare gli stili degli ultimi cinquant’anni senza perdere il suo stile personale.

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