24.07.2008, Maggia

Blues Fever, Otis Grand

Otis Grand “dialoga” con la sua chitarra in mezzo alla gente

Seconda serata con in apertura il gruppo veronese dei Blues Fever, che ha riproposto brani, tra gli altri, di Buddy Guy (a cui si rifà il bravo chitarrista “Black cat” Zoccatelli), Muddy Waters e Albert King, ormai a tutti gli effetti degli “standards”. A seguire il più atteso concerto della settimana, il grande Otis Grand, accompagnato dall’ottimo gruppo di Guitar Ray and the Bluesgamblers. Il chitarrista inglese, ora residente in California, è stato uno dei portabandiera del seminale British Blues negli anni ’70 e non ha deluso, anzi è parso in forma smagliante e voglioso di divertire e divertirsi. Non si è certo risparmiato, regalando due ore abbondanti di musica senza compromessi e di ottima fattura. Finora senza ombra di dubbio il miglior concerto di questa edizione del Magic Blues. Anche per lui spazio al grande Blues che ha marcato la scena musicale per un trentennio (anni ’40 – anni ’60, l’epoca d’oro insomma), essenzialmente brani originali, con omaggi ai “grandi vecchi” B.B. King, T.Bone Walzer e Otis Rush (di cui è stata riproposta una delle poche cover suonate, il ritmo Rumba di “All your love is miss loving”). Splendida la sua tecnica chitarristica, grande l’inventiva con assolo sempre diversi uno dall’altro. Dall’alto della sua grande esperienza Otis Grand, malgrado la sua mole, ha colto al volo l’entusiasmo del pubblico, scendendo ben due volte di persona a “dialogare” con la sua chitarra in mezzo alla gente (alla Buddy Guy per intenderci). Finale a ritmo di Rock’n’Roll e di Bolgie con gente invitata “on stage” a ballare con Otis e la sua band. Le due serate di Maggia lanciano definitivamente la rassegna e nelle prossime settimane, visto il cartellone, c’è da scommettere che gli amanti del Blues non resteranno delusi.

Blues Fever

„La febbre del blues” vede il cantante e chitarrista Roberto "Black Cat” Zoccatelli in questi ultimi anni vagabondare con il blues in spalla in Germania, Ungheria, Cecoslovacchia, Svizzera, Italia e Grecia, per arricchire le proprie esperienze di blues". Una passione che cominciò 25 anni fa ascoltando Muddy Waters, Albert King, Buddy Guy, Howlin’Wolf, Big Walters & Sonny Boy Williamson.

Otis Grand

Citiamo : “...non confondete l'entusiasmo con la megalomania. Io sò il suono che voglio e guido la mia band dal fronte del palco. Il mio successo e la mia reputazione sono stati costruiti su questo e tutto ciò traspare chiaramente dalla mia musica”. Otis Grand è stato descritto come un incrocio tra B.B.King e T.Bone Walker, arricchito dall'energia di Buddy Guy e, sebbene sia giustamente orgoglioso di tutte le lodi ricevute, per Otis la cosa più importante resta la musica...la sua...il Blues, un ideale perseguito lontano dai compromessi, con uno zelo talvolta frainteso, ma sempre guidato da un genuino amore per questa musica, misura concreta del suo ta-. lento. Nato in California nel 1950, Grand ha assorbito un ampio spettro di stili fino a diventare oggi leader di una delle migliori band di blues della scena internazionale.

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