30.06.2010, Avegno

Kenny Neal

Kenny Neal: What a wonderful Night

L’avrà ripetuta almeno Quattro volte Kenny Neal questa frase! Più vera non si può. Non era certo di circostanza, conoscendo bene il musicista di Baton Rouge. Il battesimo della nona edizione del Vallemaggia Magic Blues è stata festa grande. All’ormai abituale e accogliente Grotto Mai Morire, stipato in ogni ordine di posto (bene 220 riservazioni per la cena) e almeno altrettanto spettatori in piedi, subito una gradita sorpresa, un doppio concerto con due gruppi, interessante il primo e decisamente grande il secondo. Ad aprire degnamente il carrozzone un quintetto dalla lontana Svezia, la Sharpnotes Blues Band, giovane formazione compatta, già molto considerata in patria. Essenzialmente buone rese di grandi brani della tradizione blues e roots, con chiare influenze anni ’50 con di cenni di southern rock (tra le cover da ricordare una bella versione di “Midnight rider” della Allman Brothers Band), a dimostrazione che il blues scorre ancora nel sangue delle giovani generazioni. In evidenza soprattutto il frontman Verner Westlund, simpatico e dotato di una buona voce, che ha saputo riscaldare bene l’ambiente prima dell’arrivo della potente band di Kenny Neal. Occorre subito dire che quest’ultimo è parso trasformato rispetto alla precedente esibizione di sei anni fa ad Avegno. Subito chiarito il motivo. Neal allora aveva perso in un lasso di tempo assai breve ben tre componenti della sua numerosa famiglia all’epoca non riusciva più ad esprimere tutta la sua verve e la sua gioia per la musica. Superato questo duro momento è tornato il leader carismatico del suo gruppo famigliare (il solo batterista non è un Neal), capace di dispensare ottima musica, ma anche allegria e desiderio di divertimento. Il solidissimo combo ha sciorinato tutta una serie di brani convincenti, spaziando della swamp blues del Delta, al sound degli idoli e maestri Buddy Guy e B.B. King, con una buona dose di brani soul, eseguiti con una forte carica di emotività. Il tutto sostenuto alla grande dal ensemble, una ritmica eccezionale con uno straordinario Joseph Morris alla batteria e un solido, ma mai invadente tappeto sonoro creato dai due tastieristi. Il blues del futuro è salvo (parola di Kenny Neal) e voce e chitarra stratosferica a metà concerto del nipote tastierista Darnell Neal a dimostrarlo alla grande. Darnell è un mancino che suona la chitarra per destrorsi, con una abilità che lascia di stucco. Finale con una lunga sequela di brani quale bis. Pubblico festante ed appassionati più che soddisfatti. In altre parole non poteva iniziare meglio la rassegna valmaggese. Il concerto della band di Kenny Neal è stato senza ombre di dubbio la migliore opening night al Mai Morire. L’unica nota dolente è la conferma che, avendo la rassegna assunto una dimensione troppo grande, non sarà più possibile il battesimo al Grotto del buon Lalo. Agli organizzatori trovare un’altra formula, magari con un concerto in piazza.

Kenny Neal

Negli ultimi anni, dopo la scomparsa, a volte anche in maniera tragica, di molte leggende del blues, d’improvviso l’eredità cadde sulle spalle di una nuova generazione. Kenny Neal, uno dei giovani musicisti più in vista, si propose imperiosamente come uno dei capostipite per traghettare la “musica del diavolo” verso nuovi e dinamici orizzonti. Nato a Baton Rouge Kenny iniziò giovanissimo a suonare. Primogenito di dieci figli, suo padre, il famoso cantante ed armonicista Raful Neal, ed alcuni amici di famiglia quali Lazy Lester, Buddy Guy e Slim Harpo, affilarono il talento dell’astro nascente. A dodici anni suonava già basso, tromba, pianoforte e chitarra. A 13 esordì nel gruppo del padre e quattro anni più tardi era il bassista della band del grande Buddy Guy. Nel 1983 fondò in Canada, mirando subito a nuovi orizzonti, la “Neal Brothers Blues Band”, che divenne da subito la più amata e seguita blues band del paese. Nel 1987 tornò negli States per incidere il suo primo (e unico) album per la King Snake Records “Bio on the Bayou”. Questo progetto non lasciò indifferenti i responsabili della Alligator Records, che cercavano una star per il loro musical “Mule bone”. Kenny trionfò fino ad aggiudicarsi il “Theater World Award” quale miglior talento emergente. Kenny Neal ha suonato con i più straordinari artisti della scena blues. Basti citare Muddy Waters, John Lee Hooker, B.B. King, Buddy Guy, Steve Miller, Bonnie Raitt e Aaron Neville. Tutti entusiasti per il suo talento e le sue capacità. Nel 1998 iniziò la sua collaborazione con la prestigiosa casa discografica “Telarc” con la pubblicazione dell’album “Blues falling down like rain”. Quello che i critici musicali avevano già predetto anni prima divenne realtà. Neal guadagnò fama internazionale. In rapida successione videro la luce (sempre per la Telarc) “Homesick for the road” con Tab Benoit e Debbie Davies e “What you got” ed infine nel 2010 “let live flow”.

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