13.07.2011, Giumaglio

Kent DuChaine, Mac Arnold & Plate Full O'Blues

Il Blues arcaico e Robben Ford incantano Giumaglio

Mentre tutti aspettano ancora l'estate il Magic Blues è entrato nel vivo e il pubblico, sempre numeroso, ha potuto ammirare la prima grande star della manifestazione, Robben Ford, che ha confermato appieno le attese.Anche altri musicisti hanno comunque contribuito alla riuscita di questa prima due giorni, a cominciare dai due set acustici, l'enciclopedico Kent DuChaine e il duo del sempre bravo Max Prandi, stavolta unicamente alla batteria, con il simpatico Harmonica Bean. Munito di sola chitarra, una National Steel Guitar, per Kent DuChaine nessuna sorpresa, era piaciuto molto già alla precedente apparizione al Magic blues (sempre a Giumaglio, ma nel 2005) e anche stavolta, nell' accogliente Ristorante Fiscalini (soluzione decisa per evidenti motivi meteo), non ha fatto che confermare la sua duttilità nel reinterpretare, commentandoli con gustosi aneddoti, molti classici soprattutto del Delta arcaico, da Bukka White a Blind Lemon Jefferson, da Robert Johnson a Son House. I suoi concerti sono una sorta di lezioni in musica, che invogliano lo spettatore ad addentrarsi nell'intricato e magico mondo del Blues degli albori. DuChaine mantiene viva la tradizione e musicisti, sorta di missionari come lui, sono di importanza fondamentale per tramandare alle nuove generazioni queste leggende ancestrali, che hanno ormai il sapore del mito. Due bis a grande richiesta. A fatto il paio con il set di Max Prandi. Pure lui rifugge da ogni contaminazione e continua incessantemente a celebrare il Blues rurale più puro. Stavolta in duo con Harmonica Bean, bluesman del Delta, a confermare l'importanza di proposte semplici e acustiche per questo genere di musica. Il main act della prima serata non era altri che Mac Arnold con i suoi Plate Full of Blues, con un passato condiviso con Otis Redding, James Brown e Muddy Waters (scusate se è poco!). Concerto che ha mantenuto le attese e che avrebbe meritato, visto il carisma del personaggio, una cornice più ampia del pur affollatissimo Ristornate Fiscalini. Soprattutto Chicago blues, con qualche incursione nel Soul, con jam finale jam assieme a Kent DuChaine. Altra serata da incorniciare. Di Robben Ford si conoscono vita, miracoli e soprattutto le sue eccelse qualità di chitarrista. Già alla corte di Joni Mitchell e del sommo Miles Davis (tour 1986) è innegabilmente uno dei migliori chitarristi in circolazione. La prima star della rassegna ha mantenuto le promesse e consegnato agli annali un'altra pietra miliare. Lo possiamo già annoverare tra i migliori concerti di questa decima edizione. Sul palco con lui altri due giganti. Andy Hess, già bassita dei Gov't Mule e Toss Panos, tonitruante batterista già con il geniale Mike Keneally (ex Frank Zappa)! I tre formano un combo molto affiatato, in grado di suonare una musica, che pur avendo le sue radici nel Blues, sa spaziare in molti altri generi, rimandano pezzo dopo pezzo, a turno, al Funk, al Rock, al Jazz, alla Fusion, senza per questo cadere in una sorta di eclettismo sterile, anzi gli assolo, a volte stupefacenti, di Ford e dei suoi due compagni di viaggio hanno dato spessore a brani non sempre di facile ascolto. Il pubblico, dimostrando maturità, ha saputo cogliere il valore della proposta e ciò sarà di sicuro incoraggiamento per gli organizzatori ad invitare anche in futuro musicisti in grado di andare oltre agli stereotipi del Blues o del Rock. Questa settimana appuntamento a Maggia con i nostri Flag (con Vergeat) e poi attenzione al possente Popa Chubby, se in forma, capace di grandi cose.

Kent DuChaine

Blues come credo, missione e scopo di vita

Sono sempre più rari i musicisti per i quali la musica significa davvero tutto e questo bianco “bluesman” del Minnesota appartiene a questa minoranza. “Quando hai il blues nel sangue, non puoi fare nient’altro che vivere il suo passato e il suo futuro“ questo è anche il motto di Kent. Una missione che si ripete per lui nelle notti americane di città in città e di concerto in concerto. Il suo spettacolo è convincente, estasiante e impetuoso, celebra il Blues insieme al suo alter ego, la “National Steel Guitar”. Per mezzo del suo strumento riesce a trasmettere al pubblico il suo forte talento. Per molti anni ha accompagnato il grande Johnny Shines (che a sua volta nei tardi anni ‘20 ha vagabondato con il famoso Robert Johnson) e per questo esiste un forte legame con una delle più grandi leggende e con i tempi eroici e drammatici del Blues. Nonostante sia un compositore e scrittore di testi di gran talento, testimonia in ogni concerto il suo rispetto nei confronti degli eroi passati del blues con canzoni scelte e interpretate con cura. I suoi fans non ne hanno abbastanza dei suoi album visto che anche dopo il decimo CD non c’è stata alcuna flessione nelle vendite. Il suo ultimo CD „She’s Irresistible“ è sicuramente un esame di maturità della sua opera di compositore, scrittore di testi, cantante e chitarrista. Incredibile come egli riesca a rendere in musica dalla prima all’ultima canzone allo stesso altissimo ed intenso livello. E dallo studio dei testi in copertina si può facilmente comprendere perché la vedova di Johnny Shine, Candy Martin, abbia dato a Kent la chitarra di suo marito scomparso.

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Mac Arnold & Plate Full O'Blues

„Absolutely Nothing To Prove“. Mac Arnold deve aver saputo già dalla prima infanzia che la sua carriera sarebbe diventata un „Who’s’who“ del Blues e del Rhythm’n’blues. Il gruppo formato ai tempi della scuola „J Floyd and the Shamerocks“ contava nelle proprie fila un pianista di nome James Brown! Una volta decisosi ad intraprendere una carriera professionistica Mac Arnold inizia quale bassista nel gruppo di Charles Miller. Si trasferisce poi a Chicago e suona nel gruppo di Muddy Waters, combo seminale per tutti i musicisti e gruppi Blues e Rock blues degli anni `60 e `70. Fra i molti che hanno diviso il palco con il gruppo di Muddy Waters, basti ricordare Eric Clapton, Johnny Winter, Paul Butterfield, Mike Bloomfield e Elvin Bishop. Inoltre si annoverano concerti con Howlin’ Wolf, Elmore James, Jimmy Reed, Junior Wells e Big Mama Thornton, insomma il „gotha“ del Blues. Mac lo si ascolta anche negli album di John Lee Hooker „Live at the Café au go go“ e di Otis Spann „The Blues where it’s at“. Negli anni `70 si trasferisce a Los Angeles per lavorare alla Abc Television e per l’etichetta Laff Records. Di ritorno nella Carolina del Nord negli anni `80 suona per quattro anni con Bill Withers („Lean on me“). Da parecchi anni lo accompagna il gruppo „Plat Full O’ Blues, presente anche al Magic Blues.

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