21.07.2011, Maggia

Louisiana Red, Popa Chubby

In visibilio la piazzetta di Maggia per il devastante Rock-blues di uno strepitoso Popa Chubby

Siamo stati facili profeti, Popa Chubby ("The King of New York Blues"), in forma smagliante e soprattutto di ottimo umore, tanto da definire la Vallemaggia un luogo abitato da "crazy people", ha sfoderato tutta la sua classe e regalato ai numerosi fans un concerto strepitoso che, come il precedente a Cevio (2005), entra di diritto nella bacheca del Magic Blues. Sprizzava gioia da tutti i pori ed è partito alla grande con una riuscita cover di Hey Joe. A seguire quasi due ore di feroce e sanguigno rock blues, con il possente chitarrista del Bronx, a scatenarsi con la sua Fender in torrenziali e devastanti assolo, vicini per fraseggio non solo ai suoi idoli Freddie King e Jimi Hendrix, con in scaletta ben cinque cover del mancino di Seattle (molto intense Red house e Little wing), ma con echi del migliore Jimmy Page. Rispetto alle ultime uscite Popa Chubby ha tralasciato quasi del tutto i brani composti prima del 2010, costruendo il suo show soprattutto su brani molto diretti (tratti da "The fight is on" e "Deliveriesafter dark"), ideali trampolini di lancio per le sue generose scorribande. Il pubblico letteralmente in delirio ha apprezzato. A chi lo segue da anni e che conosce le sue qualità di prolifico songwriter qualche pietra miliare della sterminata discografia è mancata, ma la stupenda versione di Hallelujah di Leonard Cohen è riuscita a compensare questo lievissimo neo. Ideale opener un altrettanto divertito e divertente "Giant of Blues", Louisiana Red (classe 1933) che, assieme ad Angelo "Leadbelly" Rossi e Angelo Fiombo, ha offerto una lunga carrellata sulla sua carriera, ripercorrendo in un'ora e mezzo abbondante la storia del Blues, passando dai suoni swamp della Louisiana al più classico Chicago Blues. Il carismatico cantante-chitarrista non finiva più di ringraziare il pubblico per la calorosa accoglienza tributatagli. Anche i concerti della sera precedente hanno riscosso un notevole successo di pubblico. Ad aprire i Flag, gruppo di giovani ticinesi, ormai giunti ad un buon grado di maturità. Ne è dimostrazione la qualità del loro cd Bloo (2010) e il fatto che il grande Vic Vergeat (chi non ricorda i Toad!) abbia voluto unirsi a loro per questa data. I ragazzi ne hanno sicuramente approfittato per incamerare ulteriore esperienza e il fatto che Vergeat abbia deliberatamente lasciato più spazio a loro, cesellando i suoi interventi sulla sua fenomenale Fender, la dice lunga sulle potenzialità della band, in grado di spaziare su vari generi (Blues, Funk, rock) con grande facilità e assolutamente da tenere d'occhio e da rivedere in una delle loro prossime date. Da Sharrie Williams ci si aspettava proprio il tipico Rockin' Gospel Blues, arricchito da qualche scorribanda in brani arcinoti (Hard driving woman). La cantante del Michigan, cresciuta però artisticamente a Chicago, può essere a ragione considerata la capofila di una nuova generazione di cantanti Soul-blues, degna erede di gente quale Etta James, per fare un nome. Ha sfoderato una voce incredibilmente sensuale e una band possente ha fatto ballare la straripante piazzetta di Maggia, ancora una volta rivelatasi luogo deputato a grandi e incendiari concerti, quest'anno malgrado una temperatura di inizio primavera! Questa settimana appuntamento a Cevio per due serate imperdibili. Il grande Tolo Marton e a seguire i mitici Canned Heat mercoledì e il giorno successivo i Red Wine Serenaders, i Methodica vincitori l’anno scorso del concorso “Sonorità emergenti” al Pistoja Blues Festival, e soprattutto gli Uriah Heep per quella che è stata definita la serata Rock della rassegna.

Louisiana Red

Già nel 1984 suona come „special guest” su invito del gigante del Blues, con B.B. King al Festival di Montreux

Nato come Iverson Minter in Alabama. Sua madre muore alla sua nascita e suo padre venne poco dopo assassinato dal Klu Klux Klan. Viene così cresciuto da una zia a Pittsburgh. A undici anni inizia a suonare la chitarra sotto la guida di Crit Walters. A 17 anni si arruola nei paracadutisti nell’esercito statunitense e presta servizio in Korea. Subito dopo il congedo suona con molti grandi del blues come: John Lee Hooker, Muddy Waters, Jimmy Ree, James Brown e B.B. King. Deve il suo soprannome „Red“ alla sua piccola goccia di sangue indiano. Negli anni sessanta fu attivo nel movimento Black Muslim e sfugge per poco a un attentato. Da quel momento in poi si dedica esclusivamente alla musica e suona in tournées e Festivals con Albert King, Rory Gallagher e Eric Burdon. Red si fa sentire sempre più in Europa e alla fine, dopo la scomparsa di sua moglie decide di trasferirsi in Germania, dove diventa rapidamente un „elder statesman“ della scena-blues europea. Rare le blues bands europee che non hanno ancora suonato con lui. Difficile trovare un musicista blues europeo che non sia stato influenzato direttamente o indirettamente da “Red”. Quasi nessun paese europeo dove “Red” non abbia ancora suonato. Grazie alla sua incomparabile personalità ogni suo concerto diventa un avvenimento commovente: Musica Blues che esce dall’anima.

Website

Popa Chubby

Se amate il rock'n'roll, il blues, il soul- rock sudista, se il rock sanguigno ed istintivo punta dritto al vostro cuore, non perdetevi il concerto di Popa Chubby: centotrenta chili di rock- blues, look da rapper, nato nel Bronx voce sporca e grintosa, chitarra Fender Stratocaster affilata e swingante. L'alchimia musicale di Popa Chubby si è evoluta durante i suoi primi 5 album raggiungendo la sua massima potenzialità con "Brooklin Basement Blues". L'album abbraccia diversi stili che vanno dal blues al soul, dal rhythm & blues al rock, al jazz al funk e al rap, riflettendo l'atmosfera musicale multi-etnica di New York, la quale pone una particolare enfasi al Blues. Secondo Popa "Il blues a New York è una cruda musica urbana che ti colpisce direttamente in faccia. È la personificazione dell'onestà e della realtà, che non mente e non ha pretese". Popa è cresciuto nel quartiere newyorkese di Queens. Ha debuttato nel mondo della musica suonando con Screaming Mad George e Disgusting e collaborando con il poeta punk Richard Hell e con il cantautore irlandese Pierce Turner. La carriera solista vera e propria di Popa Chubby inizia nel 1992, quando vince un concorso per nuovi talenti in cui si afferma come "Best New Artist" e conquista la possibilità di aprire i concerti di James Brown e Chuck Berry. Immediatamente più tardi, pubblica due album sulla sua etichetta Laughing Bear: si tratta di "It's Chubby time" e di "Gas money", poi ripubblicati. Il successo giunge nel 1995, quando Chubby fa uscire "Booty and the beast", pubblicato dalla Sony e prodotto da Tom Dowd (tra i "suoi" artisti prediletti, Allman Brothers, Ray Charles e Aretha Franklin); il singolo "Sweet goddess of love and beer" lo pone all'attenzione del pubblico dei college americani e lo lancia verso le zone alte delle classifiche blues e rhythm & blues americane. Popa Chubby è una realtà del genere blues rock e lo dimostra con "Hit the high hard one", l'album live che lo conferma protagonista assoluto della chitarra degli anni Novanta. Nel 1997 esce "One million broken guitars", pubblicato dalla Dixiefrog. Nel 2000, sempre per la DixieFrog, esce un nuovo album, intitolato "How'd a white boy get the blues?": un concept album blues-rock, che solo in Europa vende circa 60.000 copie. Di sé racconta: "Il mio primo ricordo è il Bronx. I miei genitori avevano un negozio di dolciumi. Mio padre è morto quando ero ancora piccolo, ha vissuto una vita underground, amava molto il jazz, che mi ha accompagnato per tutta l' infanzia. Sono cresciuto con i miei nonni italiani, in quanto mia madre non aveva tempo per me, da allora ho iniziato a pensare in maniera molto ribelle. All'età di 13 anni ho avuto il primo approccio con la batteria. Ho scoperto di apprezzare gli Stones, i Led Zeppelin e i sentimentali Queens. Ho iniziato così a suonare il blues heavy metal, poco dopo mi sono occupato della chitarra". Fece le sue esperienze musicali passando dalla metropolitana alla strada e da questa, nel 1988, alla sala prove formando una sua band. Ci sono voluti ben quattro anni prima che riuscisse a farsi conoscere a livello nazionale. Oggi Popa Chubby è uno degli artisti più rappresentativi e carismatici del blues mondiale, innovandone il linguaggio e contaminandolo con generi più moderni. Negli ultimi tempi, ha anche lanciato una casa di produzione e si dedica alla pubblicazione di opere di artisti meno conosciuti. Negli ultimi anni dopo ‘The Good, The Bad and The Chubby’ del 2002, esce nel 2004 ‘Peace, Love, and Respect’, 2 live album nel 2005 ‘Wild Live”e ‘Big Man, Big Guitar - Popa Chubby Live’, che ripropongono la dimensione live di Popa, quella che più di tutte le altre gli è congeniale, per carisma ed espressività. Seguono nel 2006 ‘Stealing the Devil's Guitar’ e ‘Electric Chubbyland’, ‘Deliveries After Dark’ nel 2007, ‘Vicious Country’ 2008 fino all’ultimo lavoro ‘The Fight Is on’ del 2010.

Website