27.07.2011, Cevio

Tolo Marton, Canned Heat

En-plein a Cevio per la settimana dei giganti

Cevio invasa da una foltissima schiera di aficionados del Rock-blues per ammirare Tolo Marton, i Canned Heat e gli Uriah Heep, gli ultimi due alla loro prima apparizione al Vallemaggia Magic blues.
E' toccato al trio di Tolo Marton aprire la prima serata e lo ha fatto, come sempre, alla grande, partendo da brani vagamente country blues per arrivare al grande finale con la resa (molto personale) di alcuni
classici di Hendrix (Stone free, Hey Joe e Manic depression). In mezzo un doveroso omaggio a Rory Gallagher e una rivisitazione originale e notevole di brani di Ennio Morricone! Marton ha confermato di
essere uno dei chitarristi più interessanti in circolazione, con assolo di pregevole fattura: uno su tutti quello, stupendo, del brano strumentale Alpine Valley (sembra un omaggio alla Vallemaggia!), veramente
da pelle d'oca. Un ritorno graditissimo dopo l'esibizione per pochi intimi a Bosco Gurin dello scorso anno. Presentatisi nella formazione di Woodstock (Harvey Mandel aveva appena sostituito il compianto Henri
Vestine) i Canned Heat sono partiti alla grande con On the road again, subito il loro tipico sound boogie sanguigno e ipnotico, spruzzato di psichedelia e forgiato sullo stile dei loro maestri, John Lee Hooker e
Bo Diddley. I tre reduci di Woodstock sono parsi in vena e il concerto si è snocciolato agile fra brani arcinoti (Let's work together, Time was e Going up the country), lunghe cavalcate strumentali di un ispiratissimo Harvey Mandel alla chitarra e di un altrettanto solido Larry Taylor (1942), il grande bassista (già con Jerry Lee Lewis e Chuck Berry!) che tutti conoscono, e nuovi brani tratti dall'ultimo lavoro. Un'ora
e trenta senza cali di tensione e per finire due bis, tra cui un interminabile ed ossessivo boogie con tutta la piazza a ballare freneticamente! Tre gruppi per la seconda serata. Dapprima il country blues divertente di Veronica Sbergia e dei suoi Red Wine Serenaders, capitanati dal bravo Max De Bernardi. A seguire i Methodica, un gruppo progressive (bene che il Magic Blues allarghi i suoi orizzonti) giunto a Cevio dal Pistoia Blues (la rassegna numero uno in Italia) con il quale si sono intavolate collaborazioni per il futuro. Il gruppo ha un passato nell'hard rock e si sente, nel sound è molto vicino ai Dream Theatre, allinea
musicisti ed un vocalist validi, ma il songwriting, essenziale per questo genere, va ancora affinato. Non a caso il loro brano migliore è risultato la curiosa versione di Light my fire dei Doors. Per concludere un
gruppo mitico degli anni '70 gli Uriah Heep, sempre sulla breccia (con il solo chitarrista Mick Box della formazione originale). Il loro esplosivo set di puro hard rock ha catapultato il pubblico nei favolosi anni di
massimo splendore di questo genere e dopo una partenza con brani tratti dall'ultima fatica, Into the wild (23° album in studio) gli Uriah Heep hanno attinto a piene mani dai loro album classici (brani tratti da Very 'eavy very 'umble, Salisbury, Look at yourself e Demons and wizards). Finale atteso, Lady in black con partecipazione totale della piazza, gremita all'inverosimile, malgrado una fastidiosa pioggerellina. Questa settimana si chiude ad Avegno con due serate ideali per chi ama divertirsi e ballare. Ospiti della rassegna mercoledì la cantante Louisiana Mojo Queen (già presente alla prima edizione del Magic Blues)
con la collaudata Morblus Band e giovedì la Sweet Soul Music Revue (una vera e propria orchestra di 16 elementi). Apripista mercoledì Egidio Juke Ingala e giovedì Andy Egert con Bob Stroger.

Canned Heat

The original members from the 1969 Woodstock Festival... Fito de la Parra, Harvey "The Snake" Mandel and Larry "The Mole" Taylor all playing together with Austin, Texas legendary harmonica player and singer Dale Spalding fronting the band.

Il gruppo dei Canned Heat , il cui nome deriva da un classico datato 1928 di Tommy Johnson “Canned heat Blues” (definizione in gergo di un sostituto dell’acquavite a basso costo), vengono fondati dal bassista Larry “The Mole” Taylor, dal chitarrista “Blind Owl” Wilson, dal batterista Adolfo (Fito) de la Parra e da Harvey “The Snake” Mandel. Il primo album di successo “Boogie with Canned Heat” risale al 1968 e porta la formazione nell’olimpo dei gruppi dell’epoca Hippie sulla costa occidentale degli States. Nel 1969 da segnalare la partecipazione a Woodstock, dove furono uno dei gruppi più acclamati, tanto da trasformare il loro brano “Goin’ up the country” nell’inno del Festival. Il periodo d’oro della loro carriera si sviluppa fino alla metà degli anni ’70, poi alcune defezioni (Larry Taylor e Harvey Mandel finirono nei Bluesbreakers di John Mayall) e la morte di Wilson e del mitico cantante Bob Hite segnarono un inesorabile declino. Nel 1999 Fito De la Parra riunisce di nuovo la band con Harvey “The Snake” Mandel, Larry “The Mole” Taylor assieme al leggendario armonicista e cantante originario del Texas, Dale Spalding, ottenendo un clamoroso successo, tanto che alcuni definiscono la nuova Line-up la migliore in assoluto!

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Tolo Marton

Il guitar hero italiano per eccellenza

Il suo stile musicale è il rock classico, ricco di influenze importanti quali Jimi Hendrix, Rory Gallagher, Nils Lofgren, Miles Davis e B.B. King. Da giovane ebbe una breve parentesi con il gruppo Le Orme (“Smogmagica”), che lo rivelò al mondo intero. Da allora ha iniziato una lunga carriera solista, collaborando con giganti quali Jack Bruce e Ginger Baker. Nel 1988 vinse il “Jimi Hendrix Electric Guitar Festival” a Seattle, ricevendo lodi personali dal padre di Hendrix. Alla testa di un solido trio Tolo Marton percorre ancora oggi con grande successo i maggiori festival europei e americani.

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