28.07.2011, Cevio

Veronica & the Red Wine Serenaders, Methodica,Uriah Heep

En-plein a Cevio per la settimana dei giganti

Cevio invasa da una foltissima schiera di aficionados del Rock-blues per ammirare Tolo Marton, i Canned Heat e gli Uriah Heep, gli ultimi due alla loro prima apparizione al Vallemaggia Magic blues.
E' toccato al trio di Tolo Marton aprire la prima serata e lo ha fatto, come sempre, alla grande, partendo da brani vagamente country blues per arrivare al grande finale con la resa (molto personale) di alcuni
classici di Hendrix (Stone free, Hey Joe e Manic depression). In mezzo un doveroso omaggio a Rory Gallagher e una rivisitazione originale e notevole di brani di Ennio Morricone! Marton ha confermato di
essere uno dei chitarristi più interessanti in circolazione, con assolo di pregevole fattura: uno su tutti quello, stupendo, del brano strumentale Alpine Valley (sembra un omaggio alla Vallemaggia!), veramente
da pelle d'oca. Un ritorno graditissimo dopo l'esibizione per pochi intimi a Bosco Gurin dello scorso anno. Presentatisi nella formazione di Woodstock (Harvey Mandel aveva appena sostituito il compianto Henri
Vestine) i Canned Heat sono partiti alla grande con On the road again, subito il loro tipico sound boogie sanguigno e ipnotico, spruzzato di psichedelia e forgiato sullo stile dei loro maestri, John Lee Hooker e
Bo Diddley. I tre reduci di Woodstock sono parsi in vena e il concerto si è snocciolato agile fra brani arcinoti (Let's work together, Time was e Going up the country), lunghe cavalcate strumentali di un ispiratissimo Harvey Mandel alla chitarra e di un altrettanto solido Larry Taylor (1942), il grande bassista (già con Jerry Lee Lewis e Chuck Berry!) che tutti conoscono, e nuovi brani tratti dall'ultimo lavoro. Un'ora
e trenta senza cali di tensione e per finire due bis, tra cui un interminabile ed ossessivo boogie con tutta la piazza a ballare freneticamente! Tre gruppi per la seconda serata. Dapprima il country blues divertente di Veronica Sbergia e dei suoi Red Wine Serenaders, capitanati dal bravo Max De Bernardi. A seguire i Methodica, un gruppo progressive (bene che il Magic Blues allarghi i suoi orizzonti) giunto a Cevio dal Pistoia Blues (la rassegna numero uno in Italia) con il quale si sono intavolate collaborazioni per il futuro. Il gruppo ha un passato nell'hard rock e si sente, nel sound è molto vicino ai Dream Theatre, allinea
musicisti ed un vocalist validi, ma il songwriting, essenziale per questo genere, va ancora affinato. Non a caso il loro brano migliore è risultato la curiosa versione di Light my fire dei Doors. Per concludere un
gruppo mitico degli anni '70 gli Uriah Heep, sempre sulla breccia (con il solo chitarrista Mick Box della formazione originale). Il loro esplosivo set di puro hard rock ha catapultato il pubblico nei favolosi anni di
massimo splendore di questo genere e dopo una partenza con brani tratti dall'ultima fatica, Into the wild (23° album in studio) gli Uriah Heep hanno attinto a piene mani dai loro album classici (brani tratti da Very 'eavy very 'umble, Salisbury, Look at yourself e Demons and wizards). Finale atteso, Lady in black con partecipazione totale della piazza, gremita all'inverosimile, malgrado una fastidiosa pioggerellina. Questa settimana si chiude ad Avegno con due serate ideali per chi ama divertirsi e ballare. Ospiti della rassegna mercoledì la cantante Louisiana Mojo Queen (già presente alla prima edizione del Magic Blues)
con la collaudata Morblus Band e giovedì la Sweet Soul Music Revue (una vera e propria orchestra di 16 elementi). Apripista mercoledì Egidio Juke Ingala e giovedì Andy Egert con Bob Stroger.

Methodica

I Methodica sono una band di rock progressive formata nel 1996 da musicisti provenienti da altri gruppi rock metal, accomunati dalla voglia di sperimentare qualcosa di diverso e particolare, oltre il solito hard rock che si suonava e si ascoltava in giro. Già dall’inizio la band comincia a comporre materiale originale, esclusivamente strumentale. Nel 1998 viene registrato il primo demo, intitolato semplicemente “Methodica”, autoprodotto dalla band. Nel dicembre del 2007 iniziano le registrazioni del primo album vero e proprio, “Searching For Reflections” che sarà pubblicato per la Underground Symphony nel settembre 2009. L’album riceve recensioni entusiaste da siti specializzati come Eutk, Metallus, Rock Rebel Magazine, Truemetal, e riviste musicali come Classix!, Rock Hard, Metal Maniac, Rockerilla, e non solo nel 2009 vincono il premio “„Pistoia Blues – sonorità emergenti“ al prestigioso omonimo festival. Grazie agli organizzatori del Pistoia Blues, i 5 musicisti suoneranno al “Vallemaggia Magic Blues”. Grazie mille Pistoia.

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Uriah Heep 2015

Uno dei gruppi seminali dei primi anni ’70, con all’attivo concerti in 52 paesi e con oltre 30 milioni di dischi venduti. Chi non ha mai sentito “Lady in black” uno dei loro classici immortali? Della formazione iniziale rimane il solo chitarrista Mick Box, ma il gruppo nell’attuale line up è assieme da parecchi anni. Sarà allora l’occasione per riascoltare brani come “Gypsy” “Look at yourself” “The wizard” “Free me” fino ai brani del celebrato cd “Wake the sleeper” e del nuovo lavoro datato marzo 2011. Pionieri del hardrock i loro concerti non lasciano gli spettatori freddi. Paradossalmente i continui cambiamenti di formazione nel corso della loro lunga carriera rendono la loro musica scevra da qualsiasi routine. Le loro esibizioni non hanno niente di nostalgico o di riciclato, la loro musica suona fresca ed energica e la voglia di divertirsi e divertire rimane intatta. Nulla a che vedere insomma con quei gruppi che ripropongono pedissequamente gli shows di quarant’anni prima! Ci aspetta una serata di rock “fuoco e fiamme”

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Veronica & the Red Wine Serenaders

I Menestrelli, nel senso arcaico del termine, ai tempi erano soliti cantare e suonare i loro strumenti a corda alle corti di Re e Principi, come una sorta di giullari. Scomparsi completamente in Europa, la vecchia tradizione venne ripresa, soprattutto nella Louisiana del XIX. Secolo, dove viene usata come accompagnamento per i “medicine show”, nei quali venivano offerti da sedicenti guaritori miracolosi intrugli. Privilegiando la chitarra quale strumento si arriva presto ad una fusione di queste arcaiche melodie con il Blues. E’ proprio qui che il gruppo di Veronica e dei suoi Red Wine Serenaders pesca a piene mani, dando nuova vita al Blues arcaico con strumenti tradizionali, quali ukulele e kazoo e reinterpretando in chiave moderna una musica vecchia di oltre cento anni! Del gruppo fa parte anche uno dei migliori chitarristi in circolazione, Max De Bernardi, già più volte ospite con i suoi numerosi progetti al Magic Blues.

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