18.07.2012, Giumaglio

Neal Black & The Healers, Royal Southern Brotherhood

A Giumaglio una due giorni di musica di alta qualità

Siamo stati ancora una volta facili profeti: lo splendido concerto della Royal Southern Brotherhood a Giumaglio passerà agli annali come uno dei momenti più intensi in assoluto della storia del Magic Blues! A patto che non si sciolga troppo presto, la band ha tutti i requisiti per ottenere un posto di rilievo nel panorama rock-blues mondiale. Nato da una fortuita jam, il supergruppo è formato da cinque musicisti con alle spalle una lunga esperienza musicale e a Giumaglio ha confermato di possedere un sound proprio, riuscendo ad amalgamare come meglio non si può il Memphis soul (Mike Zito), l'Atlanta hot rock-blues (Devon Allman) e il New Orleans funk (Cyril Neville) in un mix, ove nei brani, a turno, prevaleva ora il blues (Devon Allman), ora il Soul (Cyril Neville), con Mike Zito sorta di trait d'union. Tecnicamente ineccepibile la pazzesca sezione ritmica, una delle migliori in circolazione. La presenza di due superlative chitarre soliste rimanda in modo palese alla Allman Brothers Band. Prova ne è la cover "One way out". La maggior parte dei brani (molto più dilatati dal vivo) è stata tratta dal loro primo ottimo disco, uscito il mese scorso e già in quarta posizione nelle "charts" americane. La seconda cover eseguita, "Fire on the mountain", è invece un brano dei Grateful Dead, altro gruppo seminale, rivisitato con accenni reggae. Neal Black, rivelatosi il chitarrista straordinario che conoscevamo, con il suo ruvido Texas boogie (ottima la cover di "Wo do you love" di Bo Diddley) è stato l'ideale opener. Alla testa di un quartetto comprendente due musicisti già con Popa Chubby, ha sciorinato tutta una serie di assolo da brivido. Curioso il timbro di voce, molto vicino a Tom Waits! Un musicista che meriterebbe maggior considerazione (di qualità i suoi dischi) e che speriamo di riascoltare in futuro. Joan Armatrading ci ha rituffati negli anni '70, confermando che alcuni suoi brani resteranno degli evergreens anche negli anni a venire. Più jazzy i brani tratti dall'ultima fatica "Starlight". La sua voce non ha perso in brillantezza e dalla sua ha avuto anche un folto pubblico salito a Giumaglio appositamente per ammirarla. Concerto costruito da consumata star, con i brani più coinvolgenti lasciati per il finale ("Me myself and I" e "Drop the pilot"). Da notare al basso John Giblin, già con Peter Gabriel e i Brand X. Intenso il set di apertura di Marco Marchi e dei suoi Mojo Workers, che vanno sempre più profilandosi come una delle migliori realtà europee del blues acustico. Piedmont, Ragtime e Delta Blues sono il punto di partenza per un lavoro di tipo filologico "from the roots". I brani proposti, originali e/o cover tratti dal loro brillante cd "Listenin' to my soul", scavano appunto nel cuore della musica blues delle radici e confermano la grande preparazione dei quattro musicisti di casa nostra. Questa settimana appuntamento a Cevio per due serate da tutto esaurito. Non perdetevi la Manfred Mann's Earth Band, ovvero 50 anni di storia della musica pop-rock, e la Sweet Soul Music Revue, con il loro tributo ai giganti del Soul. Da opener Eamonn McCormack e i Chicken Mambo del grande Fabrizio Poggi, che da soli valgono la serata di giovedì.

Neal Black & The Hailers

Un Power Trio che riporta in vita la leggenda e lo spirito di Stevie Ray Vaughan.

Spazio ad uno straordinario performer, ottimo songwriter e chitarrista geniale. Neal Black, texano, noto anche per essere il maestro indiscusso del Texas Boogie. Ha alle spalle una carriera ormai trentennale ed ha collaborato con calibri quali Chuck Berry, Jimmy Dawkins e Popa Chubby, ospite e produttore del suo ultimo album, il notevole "Sometimes the truth". La sezione ritmica che lo accompagna è di grande spessore. Il versatile bassista Kris Jefferson (ora residente a Vienna) è stato per anni il fidato braccio destro di Popa Chubby e il tonitruante batterista Vincent Daune ha prestato la sua bravura a Luther Allison e al di lui figlio Bernard. Solitamente la prima parte dei concerti di Neal Black è rigorosamente acustica per poi esplodere in un fuoco d'artificio che ricorda il grande Steve Ray Vaughan, di cui si diceva negli anni '90 che Neal Black fosse l'erede designato. Saranno brani quali "Handful of rain", "Stepping out" e "Who do you love" (Bo Diddely) a far esplodere la piazza e permettere al pubblico del Magic Blues di ammirare uno dei migliori chitarristi in circolazione oggi.

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Royal Southern Brotherhood

Allman e Neville: nomi che già a partire dagli anni '60 sono sinonimo di musica eccezionale

Per i conoscitori ancora prima di sentire la loro musica il nome “Royal Southern Brotherhood” ha avuto l'effetto dirompente di una bomba ad orologeria! Basta scorrere i nomi dei cinque musicisti: Devon Allman, figlio del leggendario Gregg Allman, Cyril Neville (chi non conosce e apprezza i Neville Brothers o non conosce i Meters), Mike Zito, ottimo chitarrista e superba voce, nuova stella nel firmamento Rock-blues sudista, Charlie Wooten, astro nascente del basso e "last but not least" Yonrico Scott, batterista strepitoso della Derek Trucks Band. Una vera “All Stars Band”! La conferma l'abbiamo avuta lo scorso anno a Giumaglio, dove il gruppo, in grande spolvero, fu protagonista del miglior concerto della scorsa edizione del “Vallemaggia Magic Blues”. Colpevole lasciarsi sfuggire l'opportunità di vederli e sentirli una seconda volta quest'anno! Attenti a non cadere in forme di individualismo i membri del gruppo uniscono le forze per rinverdire, modernizzandolo, il grande sound sudista. C'è di che essere felici. La musica della Band si può infatti considerare la summa della tradizione sudista: da Professor Longhair, Muddy Waters e Mississippi McDowell fino ad arrivare ai grandi di oggi: la sempre viva e stupefacente “Allman Brothers Band”, i “Gov't Mule” con il loro Southern Rock da un lato e i “Neville Brothers” con il loro Southern Soul dall'altro. Tutto ebbe inizio quando Devon Allman e Mike Zito dopo alcuni show con i rispettivi gruppi decisero di unire le forze e creare quella che certamente diventerà una delle grosse sensazioni dei prossimi anni. Al “Vallemaggia Magic Blues” l'onore e soprattutto il piacere, dopo il battesimo dello scorso luglio, di presentarli dal vivo per la seconda volta. Fire on the mountain!

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