19.07.2012, Giumaglio

Marco Marchi & The Mojo Workers, Joan Armatrading

A Giumaglio una due giorni di musica di alta qualità

Siamo stati ancora una volta facili profeti: lo splendido concerto della Royal Southern Brotherhood a Giumaglio passerà agli annali come uno dei momenti più intensi in assoluto della storia del Magic Blues! A patto che non si sciolga troppo presto, la band ha tutti i requisiti per ottenere un posto di rilievo nel panorama rock-blues mondiale. Nato da una fortuita jam, il supergruppo è formato da cinque musicisti con alle spalle una lunga esperienza musicale e a Giumaglio ha confermato di possedere un sound proprio, riuscendo ad amalgamare come meglio non si può il Memphis soul (Mike Zito), l'Atlanta hot rock-blues (Devon Allman) e il New Orleans funk (Cyril Neville) in un mix, ove nei brani, a turno, prevaleva ora il blues (Devon Allman), ora il Soul (Cyril Neville), con Mike Zito sorta di trait d'union. Tecnicamente ineccepibile la pazzesca sezione ritmica, una delle migliori in circolazione. La presenza di due superlative chitarre soliste rimanda in modo palese alla Allman Brothers Band. Prova ne è la cover "One way out". La maggior parte dei brani (molto più dilatati dal vivo) è stata tratta dal loro primo ottimo disco, uscito il mese scorso e già in quarta posizione nelle "charts" americane. La seconda cover eseguita, "Fire on the mountain", è invece un brano dei Grateful Dead, altro gruppo seminale, rivisitato con accenni reggae. Neal Black, rivelatosi il chitarrista straordinario che conoscevamo, con il suo ruvido Texas boogie (ottima la cover di "Wo do you love" di Bo Diddley) è stato l'ideale opener. Alla testa di un quartetto comprendente due musicisti già con Popa Chubby, ha sciorinato tutta una serie di assolo da brivido. Curioso il timbro di voce, molto vicino a Tom Waits! Un musicista che meriterebbe maggior considerazione (di qualità i suoi dischi) e che speriamo di riascoltare in futuro. Joan Armatrading ci ha rituffati negli anni '70, confermando che alcuni suoi brani resteranno degli evergreens anche negli anni a venire. Più jazzy i brani tratti dall'ultima fatica "Starlight". La sua voce non ha perso in brillantezza e dalla sua ha avuto anche un folto pubblico salito a Giumaglio appositamente per ammirarla. Concerto costruito da consumata star, con i brani più coinvolgenti lasciati per il finale ("Me myself and I" e "Drop the pilot"). Da notare al basso John Giblin, già con Peter Gabriel e i Brand X. Intenso il set di apertura di Marco Marchi e dei suoi Mojo Workers, che vanno sempre più profilandosi come una delle migliori realtà europee del blues acustico. Piedmont, Ragtime e Delta Blues sono il punto di partenza per un lavoro di tipo filologico "from the roots". I brani proposti, originali e/o cover tratti dal loro brillante cd "Listenin' to my soul", scavano appunto nel cuore della musica blues delle radici e confermano la grande preparazione dei quattro musicisti di casa nostra. Questa settimana appuntamento a Cevio per due serate da tutto esaurito. Non perdetevi la Manfred Mann's Earth Band, ovvero 50 anni di storia della musica pop-rock, e la Sweet Soul Music Revue, con il loro tributo ai giganti del Soul. Da opener Eamonn McCormack e i Chicken Mambo del grande Fabrizio Poggi, che da soli valgono la serata di giovedì.

Joan Armatrading

Joan Armatrading: una musicista libera da ogni trend commerciale.

Ogni qualvolta si parlava di una donna che prendesse la sua chitarra e cantasse brani composti da lei subito si pensava a Joan Armatrading. La riservata cantante di Birmingham è comunque rimasta nell'ombra della più famosa Tracy Chapman. Non dipende certo dalla caratura della sua musica e neanche dalle qualità interpretative, ma la musica di Joan Armatrading non si è mai piegata al mercato discografico. E' piuttosto il modo semplice, quasi dismesso, di presentarsi sul palco che per alcuni stride con la voce e i successi presenti su disco. Per Joan Armatrading insomma è importante la musica, non lo show. Da lungo tempo ormai è accompagnata sul palco da un trio affiatato, che vede alle tastiere Spencer Cozens, al basso John Haley e alla batteria Gary Foote. A 40 anni dal suo debutto con "Whatever's for us" continua ad impreziosire la sua musica che slitta dal Rock al Blues, dal Rhythm'n'Blues al Soul. Sarà un piacere riascoltare al Magic Blues sempreverdi quali "Me myself I", "Drop the pilot" e molti altri successi.

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Marco Marchi & the Mojo Workers

Gli straordinari vincitori dello Swiss Blues Award 2011

Marco Marchi e i suoi Mojo Workers sono un quartetto Blues di musicisti con già una lunga esperienza alle spalle. Il gruppo suona un repertorio che attingendo dalle radici Blues degli anni '20 e si staglia lungo un percorso che comprende il Ragtime, il Piedmont Style, il Delta Blues,il Country Blues fino al primo Chicago Blues. Il trio, divenuto nel frattempo un quartetto, ha raccolto già dalle prime apparizioni un grande successo, tanto da diventare una delle promesse più solide della scena svizzera. Il loro cd "Listening to my soul" è un vero gioiellino. Come dice bene Ernesto de Pasquale, giornalista e presidente dell'associazione "Il popolo del Blues" "in un'epoca dove troppi gruppi suonano il blues in modo sempre piu' fracassone, Marco Marchi con i suoi Mojo Workers ha scelto la strada della classe, dell'eleganza e dell'introspezione. Tutto ciò si nasconde nelle pieghe delle loro interpretazioni e nella sapiente miscela di brani classici, ma originali". Chi non li conosce ancora non perda l'occasione offerta quest'anno dal “Vallemaggia Magic Blues”.

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