25.07.2012, Cevio

Eamonn Mc Cormack, Manfred Mann's Earth Band

En-plein di pubblico ed entusiasmo sulle note di brani immortali

Avessimo affermato che un giorno la piazza di Cevio, gremitissima, intonasse a mezzanotte Mighty Quinn ci avrebbero derisi e presi per pazzi! Invece è proprio quanto successo al concerto della Manfred Mann's Earth Band, che ha confermato di saper ancora cavare dal proprio cilindro quella magia che negli anni '70 ha portato la band ai vertici della hit-parade. Da sempre Mann e soci hanno dato largo spazio a cover famose e meno, ma hanno saputo trasformarle e caratterizzarle con un sound proprio, tanto che brani di Bob Dylan quali Father of day, father of night, You angel you, il già citato bis Mighty Quinn e la springsteeniana Blinded by the light, dilatati in concerto da momenti in puro stile progressive, sono oggi ritenuti brani composti da loro! Incredibile l'energia contagiosa e la voglia di suonare e divertirsi del gruppo, nel quale spicca la verve del 71enne leader e la graffiante chitarra di Mick Rogers (i due superstiti della prima line-up della Earth Band). Come detto pubblico da record per la prima serata a Cevio, apertasi con un poderoso set del bravo e convincente Eamonn McCormack, che sull'onda del buon vecchio rock'n'roll e del blues-rock venato di hard, caro al suo compianto amico Rory Gallagher, ha scaldato a dovere i motori. Tra i brani proposti da incorniciare una versione di Summertime blues di Eddie Cochran, molto vicina a quella degli Who di Live at Leeds e l' "encore" Shadow play di Rory Gallagher. Chissà che l'entusiasmo con il quale il pubblico ha accolta il brano non possa significare al Magic blues 2013 la presenza della Band of Friends dell'ex ritmica di Gallagher, Gerry McAvoy-Ted McKenna. Riproporre per la seconda serata di Cevio la Big Band Sweet Soul Music Revue si è rivelata una decisione azzeccata. I ventidue elementi della cover band, con i cantanti a turno sul palco, hanno reso omaggio alla grande musica targata Stax, Motown e Atlantic. Chiari omaggi a Otis Redding, Marvin Gaye, Wilson Pickett, Aretha Franklin e a tutto lo stuolo di grandi musicisti che a cavallo della fine degli anni '60 e inizio '70 hanno reso mondialmente famoso il Soul (tutto il pubblico a ballare al ritmo di Soul man). Anche giovedì piazza gremita, per una musica esplosiva, allegra e allo stesso tempo disimpegnata. Fabrizio Poggi infine con la sua Chicken Mambo Blues Band ha aperto la serata. Con chiare influenze Cajun e Zydeco, ma con una musica fattasi col tempo più "heavy" e ipnotica, condita dalle brillanti tastiere di Pippo Guarnera e dalla scoppiettante chitarra di Enrico Polverari, Poggi ha trasportato l'attento pubblico verso un immaginario viaggio nell'anima del blues, partendo dalle lontane origini, passando dai campi di cotone, su su fino al delta del “magico” fiume Mississippi. Su di un muro a New Orleans c'è scritto: "If you don't love the blues, you have a hole in your heart" (se non ami il blues hai un buco nel cuore). Lo pensa anche Fabrizio Poggi. Insomma la risposta del pubblico di Cevio ha ribadito le qualità della rassegna valmaggese, che, senza esagerare, accanto a grande blues sa pure proporre artisti importanti non strettamente etichettabile quale musica del diavolo. Questa settimana si chiude ad Avegno con una interessante due giorni molto Blues, grazie alla Blues Explosion e alla R'n'B All Star, che conta tra le sue fila gente del calibro di Pete York (ex-Spencer Davis Group), Collin Hodkginson e la cantante Maggie Bell (ex-Stone the Crow).

Eamonn McCormack

Ciò che il Blues dovrebbe essere...non quello che è stato!

Eamonn McCormack è nato nel cuore di Dublino, in Irlanda. A nove anni ha iniziato a suonare la chitarra acustica. I suoi primi punti di riferimento furono gli Slade, Cat Stevens, Neil Young e naturalmente il grande Rory Gallagher, che fu ospite in uno dei primi lavori di McCormack (quando si faceva ancora chiamare Samuel Eddy). A dodici anni iniziò anche a cantare e ad affascinare il pubblico durante funzioni religiose. Spinto dalla volontà di osare di più si comprò una chitarra elettrica, proprio nel periodo di massimo fulgore di artisti del calibro di Jimi Hendrix, Eric Clapton, degli irlandesi Thin Lizzy e degli olandesi Focus. Dopo quattro anni di pellegrinaggi attraverso gli States Eamonn fece ritorno in Europa con un proprio stile personale di suonare. Da allora ha inciso e collaborato con molti grandi del Rock e del Blues, quali Robert Plant (con il quale ha diviso il palco del Parkpop-Festival, dinnanzi a mezzo milione di spettatori), Walter Trout e Popa Chubby, vecchie conoscenze del Magic Blues.

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Manfred Mann's Earth Band

A distanza di quarant'anni ancora una delle migliori live band in Europa .

Già con la sua prima band Manfred Mann (classe 1941) ha ottenuto successi indimenticabili dell'era Beat con brani quali "Ha ha said the clown" "Pretty flamingo" e la splendida cover di "Mighty Quinn" di Bob Dylan, che fa ancora oggi parte dei brani più richiesti della Earth Band! Agli inizi degli anni '70 Mann forma con Mike Hugg il Manfred Mann Chapter Three, orientandosi verso il nascente Jazz-Rock, ma nel 1972 vi è un'altra sterzata a 360° con la nascita della Manfred Mann's Earth Band, chiaramente orientata verso il Rock, a tratti anche duro. Si ripete manco a dirlo il grande successo. Della formazione originale non rimane che l'ottimo chitarrista Mick Rogers, ma il resto del gruppo è affiatatissimo e al Magic Blues assisteremo alla rivisitazione di brani sempreverdi quali le cover di Bruce Springsteen "Blinded by the light" e "Spirits in the night". Da consigliare tutti gli album dal '73 al 78' e in special modo "The roaring silence" e "Nightingales and bombers", il disco più vicino al Jazz-rock figlio della Mahavishnu Orchestra (Mick Rogers è sempre stato un ammiratore devoto dell'inarrivabile John McLaughlin). Il periodo successivo e i frequenti cambi di organico segnarono un avvicinamento a temi più commerciali, ma sempre di qualità ("Watch" su tutti). Dopo un periodo di silenzio, con il fallimento della casa discografica "Bronze", il gruppo riemerse agli inizi del nuovo secolo con un interessante album intitolato "2006". Da allora concerti su concerti con il meglio del meglio della loro sconfinata produzione. Chi li ha conosciuti ed amati ai loro tempi d'oro non può mancare l'appuntamento di Cevio. Sarà uno degli eventi top di questa dodicesima edizione.

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