31.07.2013, Cevio

German Blues Project, Barclay James Harvest feat. Les Holroyd

Con gli Status Quo è festa grande a Cevio

Settimana dei big al Vallemaggia Magic Blues, in una sorta di confronto agli antipodi. Da una parte il suono vellutato della Barclay James Harvest, dall'altro il puro e duro rock'n'boogie degli inossidabili Status Quo..
La prima serata ci ha offerto un altro convincente opener. La German Blues Project, con un set in crescendo e pur con qualche concessione di troppo al rock orecchiabile, è riuscita a catturare l'attenzione del folto pubblico, con un set variegato passando con agio e duttilità dal Roots-rock al Rhtythm'n'blues, senza dimenticare le ballads. In evidenza la chitarra di Richie Arndt (bello il solo sul riff di Miss you degli Stones) e l'armonica di Marc Breitfelder nel solo di una stravolta Amazing grace. Intro ideale per il concerto della Barclay James Harvest, gruppo sulla breccia da una quarantina d'anni. Nessuna sorpresa, i Barclay James Harvest di Les Holroyd ha offerto ai fans un symphonic rock di levatura, anche se a volte un po' scontato, con in bella evidenza soprattutto il chitarrista Michael Byron-Hehir e l'inconfondibile voce di Holroyd. Pubblico entusiasta sin dalle note del brano iniziale Wo do we think we are, passando per Fly away, per arrivare agli inmancabili Hymn e Live is for living lasciati quali bis. Venerdì è toccato agli Status Quo, la band più di richiamo dell'intero cartellone, sulla breccia da 50 anni(!). Lo straripante pubblico presente (record assoluto per il Magic blues) ha confermato di apprezzarli. Il grezzo e puro rock'n'boogie, che l'inossidabile band di Francis Rossi e Rick Parfitt offre, sempre fedele a sé stessa, riesce a coinvolgere ogni fascia d'età ed è stata festa grande. Anche per loro gran finale con gli hits arcinoti What ever you want e Rockin' all over the world (il brano di John Fogerty). A fare da apripista e ad intrattenere il pubblico per il cambio palco ci ha pensato il trio rock-blues di Donnie Romano. Il chitarrista italiano ha confermato quanto di buono mostrato due anni or sono a Moghegno:assoli mozzafiato, mai banali e setlist arguta, a mettere in risalto le sue doti. I Reverend Black Network di Lionel Raynal, che oggi si ispira ai Gov't Mule e agli ZZ Top, ha scaricato sulla piazza il suo possente sound: voce dalle "profonde tenebre", ritmica incalzante, piattaforma ideale per le incisive evoluzioni alle chitarre di Raynal e Patrick Baldran. La maggior parte dei brani presentati provengono dal sintomatico "Hell or heaven" (qualcuno avrà di certo pensato ai Black Sabbath). Peccato abbiano iniziato ben oltre la mezzanotte, con molti spettatori già partiti. Appuntamento ad Avegno, soprattutto per la Royal Southern Brotherhood, miglior gruppo lo scorso anno.

Barclay James Harvest feat. Les Holroyd

I più raffinati interpreti del Classic Rock

La "Barclay James Harvest" (BJH), considerata tra i più raffinati interpreti del genere denominato “Classic Rock” si è formata a Manchester nel lontano 1967, sulla scia di grandi gruppi quali i "Pink Floyd" e, soprattutto, i "Moody Blues", ancora prima della nascita dei "King Crimson", la band seminale del Progressive Rock. Furono tra i primi ad affiancare il Mellotron (strumento a tastiera capace di riprodurre un'orchestra d'archi e divenuto un marchio distintivo del gruppo) ai tradizionali strumenti del rock, ossia chitarra, basso e batteria. L'album omonimo d'esordio, uscito nel 1970, ne fu fedele testimone. Suoni ad ampio respiro, onirici e sperimentali, con l'inserimento di una sezione fiati ad enfatizzare il loro sound. Il gruppo divenne subito famoso, non solo in Inghilterra, ma nel mondo intero, proprio sulla scia dei grandi gruppi Progressive dell'epoca, pur mantenendo uno stile molto personale e meno avvezzo al virtuosismo puro e duro che contraddistingueva gruppi quali gli "Yes" e gli "ELP". Dal vivo è sempre di grande effetto risentire brani che hanno fatto storia quali "Hymn" "Mockingbird" e "Life is for living" e ripensare al concerto di Berlino del 1980 alla presenza di centomila spettatori. Il gruppo poggia ancora oggi, fortunatamente, sul cantante e bassista Les Holroyd, vero leader del gruppo e autore della maggior parte dei loro brani. Ciò non significa che la BJH sia rimasta ancorata agli anni '70. Al contrario ha sempre cercato di evolversi, mostrandosi aperta a nuove esperienze. Basti pensare al progetto "Symphonic Barclay - Classic meets Rock" e agli svariati concerti con grandi orchestre filarmoniche, esibizioni che rappresentano una sorta di evoluzione del loro concetto musicale.

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German Blues Project

Sul palco i rappresentanti dello Swiss-German Blues Exchange 2013

Blues in Germania: cosa non è ancora stato provato? Scimmiottature penose, musica patinata, senza anima. Il “German Blues Project” spazza via tutto questo. Partito come power trio, Richie Arndt & Bluenatics ha saputo perfezionarsi con il passare degli anni, acquisendo esperienza internazionale. Durante delle jam sessions ai tre si sono aggiunti il tastierista George Schroeter e l’armonicista Marc Breitfelder per formare così un supergruppo in pianta stabile, che da subito ha trovato un grande amalgama. Schroeter e Breitfelder tra l’altro sono stati insigniti dal boss della “Blues foundation” Jay Sielemann del prestigioso premio “International Blues Challenge” a Memphis quale migliore duo. E’ la prima volta per musicisti non americani! Lasciamoci sorprendere e stupire da questo quintetto teutonico.

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