08.08.2013, Avegno

Fast Eddy's Blue Band, Royal Southern Brotherhood

Il finale di Magic Blues.

Come da ‘tradizione’, la piazza di Avegno è stata bagnata. Stavolta però la pioggia ha marcato fortemente l’ultima settimana di concerti. Peccato, vista la presenza della superba Royal Southern Brotherhood.
Mercoledì sera apertura con il trio di Andy Egert alla terza apparizione in Vallemaggia. Musicista influenzato da Freddie King (incipit del concerto ‘Hideaway’) e molto considerato a livello svizzero, Egert, libero dalla presenza dell’“ingombrante” bassista Bob Stroger, ha potuto dar libero sfogo alla sua verve, presentando un set accurato,alternando molti classici del blues con alcuni brani originali. Incursione nel mondo di Otis Rush (il momento topico del concerto), di JohnnyWinter e CannedHeat (il mitico ‘One the road again’). A seguire un altro ritorno, stavolta da leader vero e proprio, quello dell’estroso Texas Slim con il suo Texas boogie. Ottimo chitarrista, deve molto a Johnny Winter e all’inarrivabile Stevie Ray Vaughan. Concerto tiratissimo e pubblico molto coinvolto, fino all’arrivo di un acquazzone che ha costretto il simpatico texano alla resa. Giovedì tempo infame e solo due centurie di sfegatati per la serata migliore. Riuscito opening act con la Fast Eddy’s Blue Band di Eddy Wilkinson, un gruppo interessante. Dopo una prima parte blues oriented, impregnato pure di swing e di funk meno interessante, il concerto è virato verso un southern rock di qualità, che ha messo in risalto la possente voce di Wilkinson e la bravura del chitarrista Paul Lawall. Momento topico poi con la Royal Southern Brotherhood, che anche per l’edizione targata 2013 si fregia dello scettro quale miglior gruppo in assoluto per intensità, classe e qualità della musica proposta. Il supergruppo americano ha confermato di avere tutti i requisiti per lasciare un’impronta di rilievo nel panorama rock-blues mondiale negli anni a venire ed è da considerare tra i top ten mondiali. I Royal Southern Brotherhood hanno i requisiti per lasciare un’impronta nella storia del blues Ricordiamo che è formato da cinque musicisti con alle spalle una lunga esperienza musicale e ha confermato di possedere un sound personale, un amalgama di Memphis soul, Atlanta hot rock blues e New Orleans funk, in una serie di brani, nel quale non vi sono personalismi di sorta e dove ogni musicista a turno ha lo spazio giusto per emergere. Tecnicamente ineccepibile la pazzesca sezione ritmica, una delle migliori in circolazione (Wooten ha basato il suo impressionante solo di basso sul riff di ‘So what’ di Miles Davis! e Yonrico Scott ha offerto uno straordinario solo di batteria, inventivo, come raramente capita di ascoltare) e in stato di grazia Mike Zito, uno dei migliori chitarristi in circolazione. I suoi assoli sembrano studiati a tavolino e fanno venire alla mente complesse strutture architettoniche. Più “selvaggia”,ma non meno efficace la solista di Devon Allman. La presenza dei due solisti tra l’altro rimanda in modo sempre più palese alla Allman Brothers Band. Prova ne è il bis, la cover ‘Oneway out’. La scaletta ha ricalcato in buona parte quella dello scorso anno, con brani (molto più dilatati ancora) tratti per lo più dal loro primo ottimo disco,uscito lo scorso anno. La seconda cover eseguita, ‘Fire on the mountain’, è stato uno dei momenti migliori del concerto. Appendice venerdì per la terza edizione dello Swiss Blues Challenge. L’onore di far da padrone di casa è toccato al Magic Blues. L’apposita giuria ha scelto tra i tre gruppi in competizione quale miglior gruppo blues svizzero ‘The Bacon fats’, gruppo che si rifà in modo assai originale al blues swingato degli anni 50, una sorta di Lounge Lizards del blues. I vincitori avranno diritto di partecipare all’European Blues Award in Lettonia. Conclusione del Magic Blues 2013 con i vincitori delle prime due edizioni, Marco Marchi con i suoi Mojo Workers, gruppo che migliora di volta involta con il suo convincente stile piedmont, punto di partenza per un lavoro di tipo filologico “from the roots”, e la scatenata band rock-blues di Fabian Anderhub, con un arrivederci al 2014.

Fast Eddy's Blue Band

Due quintali di Blues Rock esplosivo

Quello che i quattro musicisti della “Fast Eddy’s Blue Band”, fondata nel 1990, offrono è di gran qualità e meriterebbe palcoscenici prestigiosi. Da ammirare il loro Blues Rock-mix, venato di Funky, fatto di composizioni originali del gruppo e classici di Robert Cray, J.J. Cale o Willie Dixon. Il cantante e peso massimo Eddy Wilkinson, londinese con una voce e una presenza scenica che ricorda il miglior Joe Cocker, possiede grande carisma, dando un tocco personale ad ogni brano e riuscendo in pochi attimi a coinvolgere gli appassionati. I loro concerti sono dinamici, con molto ritmo, grazie all’apporto del batterista Matthias Kehrle e al bassista Michael Walter. Di caratura il chitarrista Paul Lawall, i cui virtuosismi strappano applausi a scena aperta. Al resto pensa il carismatico leader Eddie Wilkinson, trasformando ogni esibizione in un fantasmagorico calderone. Il gruppo ha al suo attivo tre dischi in studio e uno live, l’ultimo dei quali si intitola “Blues Club”. La “Fast Eddy’s Blue Band”, ha già calcato il palco al prestigioso Festival di Montreux.

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Royal Southern Brotherhood

Allman e Neville: nomi che già a partire dagli anni '60 sono sinonimo di musica eccezionale

Per i conoscitori ancora prima di sentire la loro musica il nome “Royal Southern Brotherhood” ha avuto l'effetto dirompente di una bomba ad orologeria! Basta scorrere i nomi dei cinque musicisti: Devon Allman, figlio del leggendario Gregg Allman, Cyril Neville (chi non conosce e apprezza i Neville Brothers o non conosce i Meters), Mike Zito, ottimo chitarrista e superba voce, nuova stella nel firmamento Rock-blues sudista, Charlie Wooten, astro nascente del basso e "last but not least" Yonrico Scott, batterista strepitoso della Derek Trucks Band. Una vera “All Stars Band”! La conferma l'abbiamo avuta lo scorso anno a Giumaglio, dove il gruppo, in grande spolvero, fu protagonista del miglior concerto della scorsa edizione del “Vallemaggia Magic Blues”. Colpevole lasciarsi sfuggire l'opportunità di vederli e sentirli una seconda volta quest'anno! Attenti a non cadere in forme di individualismo i membri del gruppo uniscono le forze per rinverdire, modernizzandolo, il grande sound sudista. C'è di che essere felici. La musica della Band si può infatti considerare la summa della tradizione sudista: da Professor Longhair, Muddy Waters e Mississippi McDowell fino ad arrivare ai grandi di oggi: la sempre viva e stupefacente “Allman Brothers Band”, i “Gov't Mule” con il loro Southern Rock da un lato e i “Neville Brothers” con il loro Southern Soul dall'altro. Tutto ebbe inizio quando Devon Allman e Mike Zito dopo alcuni show con i rispettivi gruppi decisero di unire le forze e creare quella che certamente diventerà una delle grosse sensazioni dei prossimi anni. Al “Vallemaggia Magic Blues” l'onore e soprattutto il piacere, dopo il battesimo dello scorso luglio, di presentarli dal vivo per la seconda volta. Fire on the mountain!

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