23.07.2014, Maggia

Kalle Reuter Power Trio, Henrik Freischlader

Chitarre per il blues e scettro per Lucky Peterson

A Maggia il blues spicca soprattutto grazie alle chitarre e parla tedesco, ma lo scettro di sovrano spetta a Lucky Peterson
Al Magic Blues una due giorni di chitarristi sopra la media, appassionati soddisfatti e scommessa vinta, malgrado le bizze del tempo. Hannes Anrig ha fortemente voluto una sorta di scambio tra Swiss e German blues awards e gli artisti che abbiamo potuto gustare a Maggia hanno giustificato la scelta, a cominciare dal power trio di Kalle Reuter (15 anni!), continuando con la star Henrik Freischlader, per terminare con il Mike Seeber Trio, opening act della seconda serata . Il tutto è poi stato ulteriormente impreziosito dalla splendida esibizione di Lucky Peterson, che rimarrà, con ogni probabilità, la ciliegina sulla torta di questa edizione. Alla testa di una band di musicisti fantastici egli ha offerto il meglio di sé e quella di Maggia è stata sicuramente la sua performance più esaltante in Ticino. Ora molto più dedito all'Hammond che alla chitarra, dall'alto della sua esperienza, sa leggere subito il tipo di audience presente e riesce ad adattarvisi istantaneamente. Così anche a Maggia, dove ha presentato molti brani tratti dal suo ultimo lavoro The son of a bluesman, un condensato di tutti i generi "black". Un sound dal sapore moderno. Da ricordare inoltre la buona mezzora passata, chitarra in mano, in mezzo al pubblico festante. Davvero fantastico.
La prima serata è iniziata con il concerto di Kalle Reuter, chitarrista dal fraseggio già sicuro, che cerca di rinnovare le cover proposte (molte di Hendrix). Ha davanti a sé una lunga carriera, se riuscirà, appena affinata la voce, a migliorare la presenza scenica e a cimentarsi con la scrittura. La band del vulcanico Henrik Freischlader invece ha confermato i giudizi positivi della critica. Sicuramente uno degli artisti più interessanti d'Europa e uno dei set più tirati di questo Magic Blues. I brani, con influenze evidenti di rock, blues e soul, quasi tutti usciti dalla sua penna (paga certo tributo ai miti degli anni '70), gli permettono, quale ottimo chitarrista, supportato da una solida band, nella quale spicca l'organo hammond di Moritz Fuhrhop, di sbizzarrirsi in fantasiosi e interessanti soli dal sapore vintage. Splendido in tal senso il crescendo di The bridge. Mike "Texas" Seeber infine attinge a brani originali composti da musicisti della Germania dell'Est (cantati in tedesco), risultando molto personale nella resa delle cover. Anch'egli chitarrista sanguigno e superiore alla media, con il suo hard rock trio ha saputo trascinare il pubblico presente e si è rivelato un ideale opener per Lucky Peterson. Appuntamento ora mercoledì e giovedì a Bignasco con un sound più rock, visto l'arrivo dei Nazareth e degli Spin Doctors.

Henrik Freischlader

Uno che oggi si è conquistato un posto di riguardo nella scena Blues

Se c’è un chitarrista nel panorama tedesco, che non si lascia mettere in ombra dalle nuove star della scena Blues-Rock ,allora è proprio Henrik Freischlader, nato nel 1982 a Wuppertal. Ormai è considerato uno dei più grossi talenti, cresciuti negli ultimi anni. Autodidatta, è stato influenzato da mostri sacri quali Gary Moore, BB King, Stevie Ray Vaughan e Rory Gallagher. Freischlader brilla soprattutto grazie al suo fraseggio virtuoso alla chitarra e alla voce roca e piena. La sua capacità di muoversi tra tutti i generi affini al Blues (Jazz, Rock e Soul) gli permette anche di conquistarsi un seguito di pubblico giovane, ciò che è anche uno dei suoi scopi. La band che lo accompagna, con il tempo, è divenuta una sorta di famiglia. Quattro musicisti, tutti rigorosamente autodidatti, veri maestri sul proprio strumento. Niente di più logico che anche questo gruppo faccia parte degli scambi dello Swiss-German Blues Exchange!

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Kalle Reuter Power Trio

Non vi è da preoccuparsi per il futuro del Blues in Germania

Può succedere di stare seduti al bar, davanti ad un buon boccale di birra, chiacchierando tranquillamente con amici e improvvisamente sentire le prime note della band di turno, quasi nel subconscio: bravi, dimostrano di avere il blues nel sangue. Prima di girarti ritieni di trovarti davanti tre musicisti indiavolati, sulla cinquantina, con un bel "panciotto" da birra. Niente di più sbagliato! Sul palco invece trovi un giovane di appena 14 anni, introverso e molto schivo, esattamente il contrario di quanto riesce invece a cavare dal suo strumento. Classe cristallina senza ombra di dubbio. Notevole anche il fatto che il ragazzino non tenta di imitare i grandi del passato, ma costruisca qualcosa di personale. Accompagnato da una solida sezione ritmica, con qualche anno in più sulle spalle, Kalle Reuter può "involarsi" nei suoi "ghirigori" alla chitarra. Dietro le quinte i due mentori, Georg Schroeter e il padre di Kalle, primo fan del ragazzo e colui che lo ha spinto e motivato sin dalla prima infanzia, che ovviamente accompagnano in giro per il mondo Kalle Reuter e il suo Power Trio. Un musicista assolutamente da scoprire.