30.07.2014, Bignasco

Charlie Morris Band, Nazareth

Grandi Spin Doctors, poco convincenti i Nazareth

A Bignasco convincente la seconda serata con gli Spin Doctors e soprattutto i "semisconosciuti" ma bravissimi King King
Sarà stato il freddo di questo "luglio anomalo" o il fatto che il Ticino non porta loro bene (furono fischiati a Losone negli anni '70), ma il fuoco sacro che i Nazareth dovevano portare seco si è perso chissà dove e il loro set è risultato inferiore alle molte attese dei fans, che ricordavano l'energia del loro heavy rock melodico, vicino a gruppi quali Deep Purple e Uriah Heep. Potrebbe essere anche la conseguenza che della formazione originale non sia rimasto che il bassista Pete Agnew. Certo che il pubblico del Magic blues (di nuovo foltissimo) meritava più di un concerto di routine. Brani noti e arcinoti suonati in modo pulito, però con poca partecipazione. Il nuovo vocalist, forse ancora in fase di rodaggio, non ha convinto e sappiamo l'importanza del cantante in un gruppo di questo genere musicale. In apertura di serata la Charlie Morris Band con il suo mix di swing, blues della Louisiana e soul, venato di accenti jazz. Musica molto "relax", che conferma che il gruppo è più da piccolo club che da palco open air.
Di tutt'altro tenore la seconda serata con gli Spin Doctors, di nuovo in pista nella formazione originale una volta guarito dal problema alle corde vocali l'istrionico cantante Chris Barron. Il concerto è risultato double-face, ma a conti fatti il pubblico ha apprezzato la verve del quartetto nel quale spicca l'importante lavoro "di raccordo" del bassista Mark White. Accanto ai brani noti (Little can't be wrong) e meno noti con solida base punk/funk intrisi di grunge e alternative rock, che è il genere proprio alla band, il quartetto di New York ha presentato anche brani tratti dal loro ultimo lavoro If the river was whiskey, un album di fatto molto blues. Dal vivo si nota come questo genere musicale scorra sì nelle loro vene, ma non abbia ancora raggiunto il centro nevralgico, soprattutto per il fatto che gli assolo alla chitarra di Eric Schenkman risultano troppo spigolosi ed hanno poco a che fare con il blues. In apertura magnifica sorpresa con i King King, gruppo anglosassone che poggia sulle possenti spalle del leader Alan Nimmo, ottimo sia come chitarrista che cantante. Con la loro musica, un solido mix di blues, soul e rock classico, chiaramente retaggio degli anni '70, hanno subito catturato una piazza, apparentemente sonnacchiosa, che li ha seguiti con calore per tutto il concerto. Per chi vi scrive il gruppo più convincente della due giorni di Bignasco, da seguire assolutamente, nella speranza di rivederli magari come main act nei prossimi anni.
Appuntamento ora mercoledì e giovedì a Avegno (con appendice venerdì per gli Swiss Blues Awards) con un ritorno a sonorità più in linea con il target della rassegna. Arrivano i gruppi delle due cantanti Lakeetra Knowles e Dana Fuchs.

Charlie Morris Band

Blues da St. Petersburg in Florida

E’ dal 1992 che ogni estate Charles Morris intraprende delle lunghe tournée. Il suo Blues lo “prepara” secondo una ricetta segreta, che in parte vi sveliamo: pepe della Louisiana, il verde della Florida e l’umidità del Tennessee. Il piatto forte dei suoi concerti è rappresentato dai molti brani composti da Morris stesso, con testi divertenti riguardanti donne, amori, bevute e gioco, in altre parole le varie sfaccettature della vita di un artista. Buon intrattenitore è in grado di esibirsi quale cantante, chitarrista, pianista oppure organista. La sua musica è un ricco caleidoscopio di stili: Bluegrass, ritmi della Louisiana, con accenti soul e jazz. Le cover proposte spaziano da Muddy Waters a Howlin’ Wolf, senza dimenticare Ray Charles. Un sound caldo che riesce a catturare gli spettatori dopo pochi attimi.

Nazareth

Sulla breccia dall’ormai lontano 1968

I Nazareth appartengono alla prima generazione dell’Hard Rock e salgono sul proscenio subito dopo mostri sacri quali i Led Zeppelin, i Deep Purple , i Black Sabbath e gli Uriah Heep. I loro dischi più popolari risalgono al 1973 (“Razamanaz” e “Loud’n’proud”) e al 1975 con “Hair of a dog”. Con quasi 60 milioni di dischi venduti è il gruppo più famoso della Scozia, assieme ai Simple Minds. Nei primi anni di loro si ricorda soprattutto il look trasandato: barba di tre giorni, jeans consumati. Son in pratica i precursori del cosiddetto “Sleaze-rock”. Ciò faceva a pugno con le esigenze della casa discografica, che intendeva piazzarli nel gruppo delle band Glam-Rock quali gli Slade, gli Sweet e i T.Rex. Il gruppo rimane comunque uno dei pochi superstiti della scena Rock di quel periodo storico e da parecchi anni i Nazareth si esibiscono nella medesima formazione. Unico neo il fatto che, per motivi di salute, il cantante Dan Mc Cafferty non potrà essere della partita. Sicuramente vedremo un valido sostituto. Il tour è denominato “Nazareth Live – Greatest hits”. Vediamo come se la cavano al “Vallemaggia Magic Blues” i terribili “vecchietti”!

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