06.08.2014, Avegno

Mandolin Brothers, Lakeetra Knowles & Chemako

Ad Avegno standing ovation per Fabio Treves e Dana Fuchs

Tre giorni di musica con i Mandolin Brothers, l’inaspettata presenza di Fabio Treves e lo Swiss Blues Award ai The Two
Non vogliamo togliere nulla alle splendide vocalist che, in maniera assai diversa,hanno irradiato con il loro fascino la piazza di Avegno, ma è doveroso iniziare con il fatto più importante, vale a dire la presenza, giovedì sera sul palco, del mitico Puma di Lambrate, alias Fabio Treves, colonna portante da quarant'anni del Blues italiano. Ripresosi in tempo record da problemi di salute, non ha voluto mancare, con la sua oliata band, l'appuntamento con il Magic Blues e gliene siamo tutti molto grati, appassionati ed estimatori, foltissimi anche dalle nostre parti. E' stata un po' la due giorni del Blues italiano, a cominciare mercoledì sera dai Mandolin Brothers, da molti a ragione considerata una delle migliori band europee di ciò che oggi si definisce Americana. Lo confermano il concerto di Avegno e gli ultimi due lavori, Moon road e Far out, dai quali Jimmy Ragazzon e soci hanno presentato molti brani originali, dalle sonorità roots-rock, vicine a quelle dell'ex-gruppo di Dylan, The Band, punto di riferimento imprescindibile per il gruppo, che non ha disdegnato però puntatine verso un solido Chicago blues (Bad liver blues). Un ottimo set per un gruppo sulla breccia da ben 35 anni!
A seguire Lakeetra Knowles e i Chemako. Inizio di concerto col botto, tre brani blues al fulmicotone, grazie soprattutto all'estro dell'ospite d'onore, l'ottimo chitarrista Maurizio "Gnola" Glielmo, in gran spolvero. Con l'ingresso in scena di Lakeetra Knowles i toni si sono smorzati. La cantante ha proposto il suo cocktail di soul-blues, venato di gospel, con qualche concessione all'easy listening, con una parte della piazza che non ne ha saputo coglierne le finezze. Dotata di una splendida voce, calda e duttile, la Knowles ha il suo tallone d'Achille nella presenza scenica, essendo di indole riservata. A metà concerto vi è stato sì un momento di stanca, ma Lakeetra e i Chemako si sono ben ripresi per un finale in crescendo. A conti fatti un buon concerto che ha coronato una bella serata di Magic Blues.
A dire poco pirotecnico il giovedì, nel complesso da considerare la migliore serata di questa tredicesima edizione della rassegna valmaggese. Apertura con la mitica Treves Blues Band, che ad Avegno ha festeggiato i 40 anni di attività! E come l'ha fatto! E' sempre un piacere ascoltarla e cogliere dai brani il blues genuino in parecchie delle sue molte sfaccettature. Concerto strepitoso, tiratissimo per tutti i 70 minuti, senza tregua, con gli strepitosi chitarristi Ale "Kid" Gariazzo e Guitar Ray sugli scudi assieme all'inossidabile leader e alla solida sezione ritmica. Un gruppo che riesce a stupirti ad ogni concerto.
Per chiudere la due giorni la scatenata Dana Fuchs, dalla presenza scenica dirompente e sensuale, unita ad una voce molto graffiante, vicina a quella di Janis Joplin, ma di certo non una copia della cantante di Port Arthur, visto che i brani originali, si avvicinano più ad un rock-blues un po' retrò che al soul-rock dei Big Brothers della Joplin. Di rilievo la chitarra di Jon Diamond, arrangiatore di molti dei brani proposti, con pregevoli assolo di sapore rock. Come per Fabio Treves spettatori in visibilio con la speranza di rivedere presto in azione i due gruppi.
La kermesse valmaggese si è chiusa per la seconda volta con gli Swiss Blues Awards. Quattro i promettenti gruppi in gara, scelti su un lotto di sedici da un'apposita giuria: Make Plain, The Two, Chubby Buddy e John Lyons Band. A spuntarla The Two, duo blues-folk. Torneremo nel dettaglio sulla rassegna valmaggese, che chiude con un bilancio assai positivo la sua tredicesima edizione. Un grazie a Hannes Anrig e Fabio Lafranchi, instancabili trascinatori e appuntamento al prossimo anno dal 10 luglio al 6 agosto 2015.

Lakeetra Knowles & Chemako

Un notevole progetto Italo-americano, unico nel suo genere

Lakeetra Knowels è nata in Arkansas, dove già da molto giovane ha accumulato grandi esperienze quale cantante in ambito Gospel e Soul. Giunta in Italia, ha incontrato il gruppo “Chemako” e assieme è nato un progetto fuori dall’ordinario e unico nel panorama Blues della vicina penisola. Il loro repertorio si basa in gran parte su composizioni originali e brani di grandi autori della scena americana. L’originalità del canto di Lakeetra, che non ha mai rinnegato le sue origini, si sposa alla perfezione con lo stile dei “Chemako”. La band, guidata da Gianfranco Scala, vanta una lunga esperienza quale gruppo di spalla di grandi artisti in tournée in Europa. Per citarne alcuni: Guy Davis, Eric Bibb, Blind Boys of Alabama, Charlie Musselwhite e Flaco Jimenez. Per il concerto al “Vallemaggia Magic Blues” sarà della partita Maurizio Glielmo, chitarrista leader della “Gnola Blues Band”, un veterano del Blues, conosciuto per essere stato anche uno dei primi chitarristi di Fabio Treves.

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Mandolin Brothers

Brillante Roots rock da Milano

Gradito ritorno in Vallemaggia per i “Mandolin Brothers”, uno dei migliori e dei più longevi gruppi della scena blues rock italiana. Attivi già a partire dal 1979 il loro stile è inconfondibile. Quali punti di riferimento, accanto alla Band e a Bob Dylan, troviamo i Los Lobos e un certo Ray Cooder. Scusate se è poco! La loro inesauribile vena li ha portato ad un’infinita sequela di esibizioni e tournée, che ha cementato il gruppo, ha creato un seguito di fans non trascurabile e permesso ai “Mandolin Brothers”, di esibirsi, quali invitati, già cinque volte nel profondo Sud degli States. Grandi echi ha suscitato l’ esibizione di Jimmy Ragazzon (il cantante del gruppo) e compagni ad Austin, nel Texas. Numerosi altri riconoscimenti negli States fanno pensare che i “Mandolin Brothers”, siano quasi più apprezzati nella terra dove il Blues è nato che a casa propria. Ma negli ultimi tempi, l’uscita sul mercato di vari cd e dvd, testimonianza viva dell’evoluzione tecnico-stilistica e della raggiunta maturità del combo milanese, hanno contribuito a dare il giusto risalto anche sulla stampa specializzata. Oggi i “Mandolin Brothers” non temono alcun confronto con le migliori band d’Europa.

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