22.07.2015, Maggia

Philipp Bluedög Gerber, Mike Zito & the Wheel

Mike Zito & Wheel conquistano Maggia con la loro esplosiva miscela di Southern Rock, Funk e Texas Blues

Il Magic Blues prosegue sui migliori binari. La due giorni di Maggia ha aggiunto ulteriore qualità all'edizione 2015, soprattutto grazie a Mike Zito e Laurence Jones. Di gran qualità anche i due opening acts.
Chi lo ricordava qualche anno fa con la Royal Southern Brotherhood aveva già intuito la classe e le potenzialità di Mike Zito, da molti critici considerato una delle migliori proposte rock-blues in circolazione. Maggia lo ha confermato in tutto e per tutto. Musicista in stato di grazia, tecnica sopraffina alla chitarra, assolo da deliziosi a vibranti e dove finalmente prevale la melodia, gran voce, scrittura musicale di alto livello, poche cover ben calibrate (un medley di "Bootleg" e "Born on the bayou" curioso omaggio ai Creedence Clearwater Revival), componenti della band all'altezza del leader (in gran spolvero Jimmy Carpenter al sassofono): disponiamo il tutto su di un piatto ed ecco servita una sopraffina "cenetta" in un ristorante cinque stelle! Musica intrisa di Southern rock, ritmi funky e radici Texas boogie per un concerto tiratissimo dall'inizio alla fine. E' un brano lento a meritarsi però la palma del migliore: l'intenso "Pearl river", vincitore di un Blues award, con un assolo di chitarra di bellezza cristallina, da pelle d'oca. In scaletta molti brani tratti da "Gone to Texas" (ormai la sua seconda patria) e dal live "Songs from the road". Particolarmente intenso "Rainbow bridge" con un gran lavoro alla slide. Mike Zito ha regalato il miglior concerto del Magic blues 2015. Già dalle prime note gli spettatori competenti si sono accorti di essere al cospetto di un grande del Blues contemporaneo! A scaldare i motori uno dei migliori chitarristi svizzeri, Philip "Bluedög" Gerber con il suo potente quartetto Dözg, nel quale alla batteria sedeva il bravo Freddy Steady, già con i Krokus. Lui stesso definisce la sua musica "Loud and dirty blues"! C'è voluto poco per svegliare la piazza di Maggia e scaldarla per lo show di Zito. Torridi brani tutti usciti dalla penna del leader per un sound rock-blues, virato verso l'hard rock, quando sul palco è salito Leo Leoni, chitarrista dei Gotthard. Dimenticandosi però di essere l'opening act per Mike Zito e lasciandosi prendere la mano dall'entusiasmo loro e del pubblico, il gruppo ha trascinato troppo a lungo il set, sfociato in una jam conclusasi con un medley (non memorabile) di "Whole lotta love" e "Rock'n'roll" dei Led Zeppelin, che nulla ha aggiunto a quanto di buono mostrato prima. Il menu della seconda serata offriva il concerto del trio del pluripremiato Laurence Jones, considerato da molti critici il volto innovatore del British Blues, erede designato di eroi quali Rory Gallagher e Jimi Hendrix ( vedi "All along the watchtower" di Dylan reso nella versione di Hendrix con una sezione centrale costruita su una miriade di citazioni e "Bullfrog blues" di Gallagher). Occhio di riguardo anche oltreoceano: le sue figure di riferimento sono Stevie Ray Vaughan e Buddy Guy. Lo stile "ruvido" e la sua impressionante velocità sul manico rimandano proprio ai guitar heros citati. Molti i brani tratti da "Temptation" e "What's it gonna be", il primo prodotto da Mike Zito, con la sezione ritmica della Royal Southern Brotherhood. Grande entusiasmo tra il pubblico per i lunghi assolo al vitriolo di Jones, ben supportato dalla sezione ritmica, nella quale spicca il fenomenale bassista Roger Inniss. Simpatici e divertenti i siparietti tra i due. Dobbiamo d'altro canto ammettere che Jones, preso dall'entusiasmo giovanile, a tratti si è lasciato andare ad effetti di puro virtuosismo un po' esibizionistici e ciò non giova mai alla musica. Peccato veniale per un ventiquattrenne, che se saprà migliorare la già buona qualità della scrittura, porterà nuova linfa ad un British blues che stenta a rinnovarsi. Il brano migliore: "Fall from the sky" ,ancora un lento, in chiusura di concerto, che via via si infiamma, grazie al suo assolo migliore. Lungo bis con omaggi a Gallagher e a B.B. King. In apertura dalla South Carolina la simpatia di Wes Mackey, gentleman del Blues, che ha diviso il palco con mostri sacri quali Muddy Waters, Jimmy Reed e John Lee Hooker, dei quali porta avanti con coerenza il discorso. Con il suo Blues Train (ottima spalla l'armonicista Kreso Oremus) ci siamo immersi nel Chicago Blues e grazie ad una scaletta ben calibrata, con brani autobiografici ("Life is a journey"), egli ha conquistato tutto il pubblico presente, accorso di nuovo in massa. Un concerto quasi d'obbligo dopo l'ubriacatura funk e rock della sera precedente. Settimana prossima a Bignasco la due giorni marcatamente rock. Attesa per il ritorno degli Uriah Heep e per i Quireboys, una prima in valle. Opening acts i nostri Andrea Bignasca e Pink Jelly Bean.

Mike Zito and the Wheel

Mike torna con il suo supergruppo da sogno

Dopo la sorprendente notizia dell'uscita di Mike Zito dalla Royal Southern Brotherhood, non c'è voluto molto tempo per capirne il motivo principale. Quello che Zito propone con il suo nuovo supergruppo è ancora più interessante del sound della RSB! Mike ha deciso di mettersi in proprio anche per avere più spazio e più tempo da passare con la sua numerosa famiglia. Fortuna vuole che questa estate sia libero per una breve tournée in Europa. Eccolo dunque approdare al Magic blues, per la prima volta con i Wheel. Chi lo ha già ascoltato può confermarvi che il concerto di Mike sarà una delle vette di questa XIV edizione. Possiede tutto il necessario: una voce unica, riconoscibile all'istante, ha una presenza scenica notevole ed è un chitarrista tecnicamente ineccepibile, di grande fantasia e classe. Con il suo nuovo gruppo vira decisamente verso un sound più duro rispetto al recente passato, intriso com'è di Southern Rock, Funk e Texas Blues. Vincitore del Blues Music Award per lo splendido brano "Pearl river" ha di recente pubblicato due dischi molto interessanti: l'album in studio "Gone to Texas", molto ricco di sfumature che abbisogna di diversi ascolti per essere apprezzato interamente e il sanguigno e splendido "Songs from the road", un cd+dvd live stratosferico ed immediato, che riesce a catturare dalle prime note il pubblico. Non dubitiamo che potrà l'evento clou di quest'anno. Una fortuna che Mike Zito sia affezionato alla Vallemaggia, visto che è alla sua terza apparizione, ma stavolta…..

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Philipp "Bluedög" Gerber

Lo sciamano Blues di Soletta

Philipp "Bluedög" Gerber, già ammirato con la sua Hardcore Bluesband al Magic Blues nel 2009, torna stavolta in trio con il bassista J.C. Worth e il leggendario batterista Freddy Steady dei Krokus. Con alle spalle numerose tournee in patria e all'estero al fianco, tra gli altri, dei Ten Years After, di Ana Popovic, dei Nazareth e di Fabian Anderhub (tutti già ammirati al Vallemaggia Magic Blues) Bluedög si ripresenta ricaricato, duro e grezzo nel tipico sound Bluesrock targato fine '60 e inizio '70. Molto coinvolgente il simpatico e barbuto Gerber saprà entusiasmare il pubblico del Vallemaggia Magic Blues con i suoi scatenati riffs alla chitarra, la voce possente e il torrido groove della sua scafata sezione ritmica. Da non perdere. E' una delle band più trascinanti in circolazione in Svizzera.

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