29.07.2015, Bignasco

Andrea Bignasca, The Quireboys

Al Magic Blues "It's only Rock'n'roll, but I like it"

Bignasco è ormai assurto a simbolo dell'hard rock. Dopo i Nazareth e gli Spin Doctors, per questa edizione i promoter hanno puntato sui poco noti (almeno alle nostre latitudini) Quireboys e sugli inossidabili Uriah Heep. Alla prova dei fatti l'esito è risultato migliore rispetto alle due scialbe esibizioni dello scorso anno.
I Quireboys, con trent'anni di carriera alle spalle, hanno confermato quanto di positivo si legge di loro sulle riviste specializzate. Hanno saputo divertirsi e divertire il pubblico, presente in buon numero, con un sound duro e compatto, visto il loro background Sleaze metal. A conti fatti però nulla di nuovo. E' un sound già ascoltato in contesti più consoni negli anni settanta. Il sestetto si rifà, oltre che ai più "classici" Rolling Stones, a gruppi come i Guns'n'Roses (epigoni di questo genere) e ai Faces di Rod Stewart, al quale si ispira il frontman Spike, sulle cui "ruvide" qualità vocali e di showman poggia in primis la band. Di rilievo dal lotto i brani "Mona Lisa smile" e "Seven o'clock" tratti dai primi lavori. Ad aprire la serata un musicista di casa nostra, il bravissimo Andrea Bignasca, chitarrista e songwriter, vincitore di "Palco ai giovani 2014", presentatosi solo sul palco. I brani proposti sono dell'artista stesso, con poche cover (Beatles, Queen e il suo "mentore" Springsteen) e risultano molto incisivi. Gran voce "nera", riffs secchi alla chitarra e ritmo incalzante alla grancassa trasformano la One man band in un gruppo vero e proprio. Inizio "forte" con "John the revelator" per sola voce! Pregnanti "Trouble" e "The burning and the flood". Un musicista coi fiocchi. Teniamolo d'occhio. A ottobre uscirà il suo cd di esordio, che ospita il grande batterista Omar Hakim.
Folla oceanica per la seconda serata nel segno degli Uriah Heep, di ritorno al Magic Blues dopo il concerto "bagnato" di Cevio nel 2011. Mick Box e soci hanno ribadito di attraversare un periodo di creatività, evidente all'ascolto dell'ultima fatica e sulla quale hanno imbastito metà del concerto. Non sono mancati i vecchi cavalli di battaglia, ormai degli standard del Prog hard rock! Ad onor del vero non tutto è filato liscio. Il forte volume del suono, voluto dai loro tecnici, con basso e batteria a schiacciare il resto degli strumenti, del tutto inadatto all' "angusta" piazza di Bignasco, non ha permesso di apprezzare fino in fondo il concerto. Inoltre è risultato stucchevole ed interminabile l'assolo combinato di chitarra e batteria a metà concerto. Opening act i locarnesi Pink Jelly Bean, che richiamano gli AC/DC. Di buon auspicio i progressi messi in mostra dal quintetto, recente secondo classificato a "Palco ai giovani". Tra le cover un interessante "All right now" dei Free, trasformato in un brano heavy! Settimana prossima si chiude ad Avegno questa riuscita edizione diel Magic Blues. Mercoledì, dopo Mighty Mo' Rodgers (cultori del blues non mancate questo appuntamento!), di scena il Johnny Cash Roadshow. Giovedì tutto al femminile, con Elli De Mon e il ritorno della fascinosa e brava Dana Fuchs.

Andrea Bignasca

Il carismatico musicista di casa nostra canta come se avesse il diavolo alle costole

Ticino terra d'artisti: lo è da sempre quando si parla di musica. Nell'ultimo decennio vale anche per il Rock e il Blues. L'ultimo esponente messosi in luce è proprio Andrea Bignasca, recente vincitore del "Palco ai giovani" e reduce da un'esibizione all'ultimo Estival Jazz in compagnia di Vic Vergeat e Joe Colombo. Benché molto giovane ha iniziato la sua attività già nel 2005 con il trio rock Vermillion Rouge, raccogliendo ampi consensi e facendo una buona gavetta, che gli ha permesso, una volta intrapresa la carriera come "one man band", di dominare il palco con la sua presenza carismatica. Il suo stile è fatto di riffs ritmici "aggressivi e percussivi", tappeto sonoro ideale per la sua possente voce, molto particolare, di grande presa sul pubblico. Quasi tutti i brani sono composti da Bignasca stesso, influenzato tra gli altri anche da Bruce Springsteen. Per la sua prima volta al Vallemaggia Magic Blues per Andrea Bignasca possiamo scommettere in un gran successo e in una carriera che si preannuncia interessante. Grande è anche la curiosità per il primo disco che dovrebbe essere presto disponibile, magari già al Vallemaggia Magic Blues!

The Quireboys

Siamo i Quireboys…e questo è Rock'n'Roll!

Sono queste le parole che dal palcoscenico il cantante Spike (all'anagrafe Jonathan Gray) urla in faccia al pubblico. Già a questo punto è chiara per tutti la meta di questo "viaggio sonoro". Sin dagli inizi della loro carriera il sound della band inglese si rifà alla tradizione che rimanda ai Rolling Stones e ai Guns N'Roses. Il gruppo si è fatto un nome nella storia del Rock, grazie a show incendiari in numerosi festival. Infatti dal vivo i Quireboys sono una macchina oliata alla perfezione. Il merito va soprattutto al già citato cantante Spike e al chitarrista Guy Baily. Come per i Nine Below Zero la loro carriera parte dal mitico Marquee Club. Grazie al loro stile hard rock con influenze Rhythm'n'blues si conquistano subito una larga schiera di fans. Riescono poi a sfondare definitivamente al Reading Festival nel 1987. Poco tempo dopo i musicisti lasciano l'Inghilterra e formano diversi gruppi in America. Dopo alcuni tentativi di reunion, ad inizio secolo Spike, Guy e il bassista Nigel decidono di ripartire e in poco tempo tornano al top, con una miriade di concerti e nuovi dischi. "We are the Quireboys…and this is Rock'n'Roll" appunto!

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