06.08.2015, Avegno

Elli de Mon, Dana Fuchs

Piazza di Avegno straripante per una chiusura da favola con quattro splendide esibizioni

Il Magic Blues manda agli archivi , senza ombra di dubbi, la migliore edizione di sempre. La due giorni di Avegno, con una piazza inondata di gente, ha posto un degnissimo sigillo alla manifestazione.

"Io suono solo il Blues vivo", parola di Mighty Mo' Rodgers. Per chi apprezza davvero questo genere l'esibizione del settantatreenne cantante e tasterista di Chicago rappresenta certo una delle migliori performances di blues contemporaneo da sempre sentite al Magic Blues. Un melting pot fatto di blues anni '50, soul, boogie e addirittura reggae per un concerto che ha subito conquistato la piazza. Personaggio coerente, volitivo, con alle spalle una lunga esperienza nel mondo delle sette note, Rodgers è assurto negli ultimi decenni a mentore e portabandiera di ciò che la "musica del diavolo" può ancora offrire di puro e duro, a livello musicale che pensando al contenuto dei testi delle canzoni, lucidi esempi di critica sociale e politica. Per il set di Avegno il poderoso cantante ha scelto di porre l'accento più sulla musica che sugli aspetti "politici". Grazie alla presenza di un gruppo, capitanato dal versatile chitarrista Luca Giordano, che ha saputo assecondarlo alla perfezione, il concerto d'apertura di mercoledì ha così offerto un blues certamente moderno, ma che viene dal cuore, sofferto, espressione da un lato del dolore e della rabbia di un popolo, come lo era ai suoi albori, e dall'altro sprizzante di "joie de vivre". Musica non sempre di facile ascolto, quasi "da meditare". Con Rodgers non si privilegia certo il virtuosismo fine a sé stesso che spesso ci è capitato di ascoltare. Inizio forte con il brano che è anche il titolo del suo primo lavoro "Blues is my waillin' wall" ed è già chiaro il messaggio. Parecchi i brani tratti dalla sua ultima fatica "Mud'n'blood", come il boogie "Devil train blues" o "Driving up", un sorprendente reggae, ma come dice Rodgers "Reggae is also blues". Benché esploso in Giamaica, grazie soprattutto a Bob Marley, anch'esso comunque è stato importato dall'Africa. Per chi avesse perso l'esibizione del gruppo di Mighty Mo' Rodgers vi è un "arrivederci a presto". Infatti la band sarà di nuovo in Ticino per il Festival Blues di Tesserete sabato 22 agosto. Non perdetevelo!
A seguire una "curiosa" prima al Magic Blues: un tributo ad uno dei più importanti artisti country di tutti i tempi, Johnny Cash, "the man in black", non solo per il suo immancabile abito nero, ma anche per i contenuti "dark" di molti suoi testi. Il pubblico ha risposto con incontenibile entusiasmo e per una sera Avegno si è trasformata in una novella Nashville, con tanto di musica, ballo, birra e sballo. Il Johnny Cash Roadshow possiamo considerarlo un omaggio di tipo quasi filologico. La musica, la mise dei musicisti e la presenza sul palco rimandano rigorosamente all'artista dell'Arkansas. Set lungo, a volte monocorde per chi non conosce a sufficienza l'inglese, ha nel leader Clive John il fulcro. I cinque hanno spaziato da brani del primo periodo (1955) fino agli ultimi, prima della scomparsa di Cash nel 2003.
Altra fiumana di gente per la seconda serata tutta al femminile. Ad aprire la graziosa e brava Elli De Mon, grintosa one man band che con la sua chitarra resofonica pesca nel blues arcaico del Mississippi, ma "rinnova" il genere con accenti soprattutto di rock psichedelico e addirittura raag indiano; ad Avegno con un bel assolo di sitar. Lei definisce la sua musica "Blues del delta del Po". Una sorprendente apertura per l'adrenalinico concerto della band di Dana Fuchs. Infatti per il secondo anno a chiudere la kermesse del Magic Blues è stata chiamata la scatenata nativa della Florida, "the Queen of Magic Blues" o "the Queen of soul-rock", dalla presenza scenica dirompente e sensuale, unita ad una voce potente, molto graffiante una sorta di miscuglio tra Janis Joplin ed Etta James. Le esibizioni del quartetto sono ormai una delle più belle realtà del panorama rock-blues, grazie anche alla solidità della band, nella quale spiccano il chitarrista decisamente rock e arrangiatore John Diamond ed il notevole bassista Walter Latupeirissa. I promotori Hannes Anrig e Fabio Lafranchi possono essere molto soddisfatti. La grande qualità della musica ha trovato una incredibile risposta del pubblico. Nove splendide e calde serate, nessuna in sordina. Mai avevamo visto le piazze così affollate. Il top a Bignasco per gli Uriah Heep e ad Avegno per entrambe le serate. E' un buon auspicio per il futuro, anche se oggettivamente non sarà impresa facile riproporre un programma musicale qualitativamente così alto. Godiamoci ancora questa edizione e lasciamoci sorprendere dalla XXV edizione che da domani i promotori cercheranno di puntellare a dovere.
Ricordiamo infine che “Vallemaggia Magic Blues” è promosso dall’omonima Associazione con il sostegno dell`Organizzazione Turistica Lago Maggiore e Valli (Area Vallemaggia), del Cantone con Swisslos, dei Comuni della Valle che hanno rinnovato il loro entusiastico sostegno all’iniziativa e dei numerosi sponsor che hanno creduto e continuano a credere in questo “piccolo grande festival”; lo sponsor principale Heineken, affiancato da Hans e Vivian Borter, Delea Vini & Distillati, Rapelli Sa, Henniez, Interroll, Blues`n`Jazz Rapperswil-Jona, Azienda Forestale di Cevio, Pro Brontallo, Azienda Forestale di Avegno, Elektroplan AG, Axa Winterthur Agenzia generale Davide Pilotti, Caffé Carlito, HolAp, Mondini SA Elettrigilà, Clear Channel, Ticketcorner e L-Sound. Sostengono la manifestazione pure il Policentro, la Società Elettrica Sopracenerina, le Salvioni Arti Grafiche, la Macelleria Valmaggese, la Tipografia Bonetti e Freidesign. I media partner sono LaRegione Ticino, Radio Fiume Ticino e TicinOnline.

Dana Fuchs 2014

Ecco a voi la Regina del Magic Blues

Ogni rassegna che si rispetti ha la sua regina. Il Vallemaggia Magic Blues l'ha scovata, dopo tredici anni di estenuanti ricerche, lo scorso mese di agosto e con malcelato orgoglio la riporta sul trono per questa XIV edizione. Il concerto di Dana Fuchs ad Avegno ha davvero lasciato il segno ed è ancora vivo nella memoria di tutti gli spettatori. Presentata come la nuova Janis Joplin, avendo tra l'altro, molto giovane, interpretato la mitica cantante in un musical Off-Broadway, pur essendo, come molte cantanti, debitrice della carica prorompente di Janis, ha dimostrato di avere un sound e una voce sua ed è oggi considerata a giusta ragione una delle star internazionali del Blues. Allo stesso tempo cantante, con esperienze quale attrice cinematografica, di teatro e di ballerina in shows musicali Off-Broadway, è ora un vero animale da palcoscenico, grazie alla sua presenza ipnotica e selvaggia, mai comunque esagerata. Nata nel 1976 nel New Jersey, si trasferisce ancora piccola in Florida. A Wildwood inizia la sua carriera di cantante, entrando a far parte del coro Gospel della Chiesa Battista, supportata da una famiglia amante della buona musica. Dopo la High School si trasferisce a New York e assieme al chitarrista John Diamond (a lungo leader del gruppo di Joan Osborne) fonda la Dana Fuchs Band, una band di caratura mondiale. Il resto è storia recente. Grazie a esibizioni travolgenti e al ruolo principale in "Love Janis" di Eric Nederlander sfonda definitivamente nel difficile mondo delle sette note. Il primo grande successo è il disco "Lonely for a lifetime" del 2003. Da poco è uscito invece "Songs from the road" un cd+dvd che dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, la classe di questa "nostra" splendida Regina. Long live the Queen!

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Elli De Mon

Onegirlband, arrangiamenti essenziali che colpiscono subito nel segno

Ovunque si esibisca la giovane vicentina lascia sempre il segno; si avverte come un sussulto dalle parti del cuore e dell'anima. I suoi idoli dichiarati sono Bessie Smith, Son House e Fred McDowell. Elisa De Munari (questo il suo vero nome) riesce a far rivivere queste leggende del Blues arcaico senza pertanto risultare una loro pura copia. Al contrario è in grado di trasformare il blues tradizionale in una musica moderna, con influenze che arrivano fino ai tanto amati Beatles. Basta ascoltare "Call me" per capire la facilità con la quale la graziosa artista italiana riesce ad integrare il beat con elementi di Blues, Country, Folk e Rock, che compongono la variegata tavolozza con la quale riesce a conquistare il pubblico ai suoi concerti. Ciò anche grazie ad arrangiamenti essenziali, diretti e alla capacità di coinvolgere il pubblico, cosa di per sé non scontata per un'artista che si esibisce in solitaria sul palcocenico. Una serata che ci regala due splendide presenze femminili e che va gustata fino all'ultima nota.