13.07.2016, Moghegno

Alvin Youngblood Hart, Shemekia Copeland

Dopo la riuscita ouverture di Brontallo le due serate di Moghegno hanno aggiunto ulteriore qualità al Magic Blues targato 2016 e permesso al pubblico di tuffarsi nel turbinio delle molteplici sfaccettature del Blues del nuovo millennio.

La graziosa piazzetta di Moghegno offriva un'occasione imperdibile per tastare il polso all'amato Blues. Ebbene se consideriamo quanto visto e sentito durante questa due giorni, allora possiamo affermare che la musica del diavolo è in buona salute ed ha per fortuna ancora parecchie frecce al suo arco, anche se i puristi storceranno il naso! Quattro proposte proiettate nel futuro, senza rinnegare il passato e senza ammiccamenti, evitando in tal modo banali e abusati clichés.

La prima serata, asciutta malgrado i piovaschi del pomeriggio, ha avuto due (ottimi) "main acts". Infatti risulta difficile definire la granitica Muscle Theory di Alvin Youngblood Hart un "apripista" per la straordinaria voce di Shemekia Copeland. Sono due artisti che meritano parimenti il proscenio del palco. Chi conosce Hart sa che la sua musica è un'esplorazione enciclopedica di tutti i generi musicali della sua terra, senza barriere ed è talmente variata che risulta difficile etichettarla. Quando però si presenta con la Muscle Theory (in Europa la "corposa" sezione ritmica degli ormai disciolti WIND, Fabio Drusin e Silver Bassi), il sound vira decisamente verso uno "sporco" Hard rock-blues, molto vintage. Si viene proiettati direttamente nei mitici anni '70, con chiari rimandi ai suoi idoli d'infanzia, Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Neil Young & Crazy Horses e Rolling Stones (vedi "Watchin' Brian Jones", omaggio al compianto primo chitarrista degli Stones). Insomma concerto tiratissimo, diretto, senza fronzoli, con il brillante chitarrista e cantante di Oakland, sempre di poche parole, a sciorinare tutta una serie di riffs mozzafiato, con brani tratti per la maggior parte da "Motivational speaker", come l'iniziale rivisitazione di "Big mama's door", la title song e "Necessary roughness" con pochi rimandi all'amato Country Blues e alcuni richiami addirittura del Surf rock californiano, sound tipico della prima metà degli anni sessanta.

Shemekia Copeland non ha smentito la sua nomea di vocalist dalle doti incredibili. Mancava in Ticino dal 2002 e la performance dell'altra sera ci ha restituito una delle cantanti più importanti in circolazione, capace con la sola voce di "ipnotizzare" la piazza. Ha confermato quanto emerge anche dal suo ultimo interessante lavoro "Outskirts of love", ovvero la duttilità e la capacità di spaziare in un mirabile ampio spettro di generi musicali, con accenni che vanno dal Soul al Blues, dall'Americana al Country o al Funky. Accenni, poiché il bel concerto di Moghegno ha evidenziato come la Copeland sia riuscita ad amalgamare tutto quanto in un sound molto personale, tenendo anch'essa occhi e orecchie tese verso il futuro. Di notevole livello la band che la accompagnava, in primis il versatile chitarrista Arthur Neilson.

Alvin Youngblood Hart 2016

Hard Americana Bluesrock con un chitarrista formidabile”

Alvin Youngblood Hart, americano di origini indiane, è nato in California nel 1963. Suona una bella serie di strumenti: chitarra acustica, chitarra elettrica, banjo e mandolino e negli anni è divenuto uno die più celebrati interpreti del Country Blues, anche se nei suoi concerti e in un paio di dischi spesso "sconfina" in suoni molto più duri, fino a ricordare addirittura i Led Zeppelin! Non per nulla uno dei chitarristi di riferimento, quando imparava a suonare la chitarra, era Jimi Hendrix. La sua musica comunque è saldamente ancorata nel sud degli States. A proprio nome ha inciso pochi album ,ma sono numerosissime le collaborazioni con altri musicisti. Già il suo debutto con "Big mama's door" (1996) è stato accolto con entuasiasmo da critici e fans e gli valse un Award. Il secondo cd "Territory" (1998) è stato votato miglior album Blues di quell'anno. Con "Down in the alley"(2002) è poi tornato a timbri più acustici con sentiti omaggi ai suoi mentori Bukka White, Leadbelly, Skip James o Sleepy John Estes. Inutile aggiungere che anche con questo disco vinse un Award. In qualità di chitarrista ha accumulato molti premi e anche gente come Ben Harper, Eric Clapton e Mick Taylor lo considera un gigante dello strumento. L'ultimo suo disco risale al 2005, "Motivational speaker", un capolavoro di Blues-rock tagliente. A chi gli chiede se non sia ormai ora di pubblicare un nuovo disco, la risposta è lapidaria: "Per incidere un disco ci vogliono delle buone idee, altrimenti meglio lasciar stare!".

Website

Shemekia Copeland Band

Shemekia conosce il Blues e canta come un vulcano

Shemekia Copeland calca il palcoscenico dall'età di otto anni! A sedici inizia la sua carriera e va in tournee quale cantante nel gruppo del padre, il mitico chitarrista Johnny "Clyde" Copeland, che subito riconosce il grande talento della figlia. Nel 1998 esce sul mercato il suo primo lavoro "Turn the heat up!", che riceve un'accoglienza trionfale. A ciò segue una nutrita serie albums e di riconoscimenti: Handy awards, Grammynominations, Living Blues awards e posizioni di riguardo nella classifica di Billboard Blues. Ad oggi una carriera incredibile per la nativa di Harlem (NY) con una serie incalcolabile di concerti in giro per il mondo, nelle sale, nei club e a vari festival (tra i quali Piazza Blues nei primi anni 2000). Sono numerosi i musicisti che hanno condiviso la scena con Shemekia. Tra i principali ricordiamo Eric Clapton, B.B. King, Bonnie Riatt, Mick Jägger e Keith Richards (Rolling Stones) e Carlos Santana. Nel suo ultimo lavoro "Outskirts of love" la dozzina di brani copre mirabilmente uno spettro molto ampio di generi musicali, con accenni che vanno dal Soul al Blues, dall'Americana al Country, tenendo occhi e orecchie aperte verso il futuro. Lei stessa lo dichiara apertamente: "Voglio continuare a crescere musicalmente ed essere sempre innovativa per riuscire con la mia musica ad aiutare la gente".

Website