26.07.2017, Bignasco

Luke Winslow-King, Animals and Friends

Festeggiati idealmente 60 anni e più di Blues-Rock.

Sembra essere invecchiata bene la musica rock e dintorni se pensiamo a quando visto e sentito in questa ennesima esaltante due giorni del Simply Magic Blues.

Sembra essere invecchiata bene la musica rock e dintorni (primi vagiti già nel 1949), se pensiamo a quando visto e sentito in questa ennesima esaltante due giorni del Simply Magic Blues. Vi è stato pure l ideale passaggio di testimonio dai gloriosi e sempre validi Animals all astro nascente (invero è già una realtà) Marcus Bonfanti, che ha chiuso (per ora) idealmente il cerchio. Mercoledì sera sulla capiente piazza di Bignasco spazio a più di mille appassionati in visibilio per il ritorno in Ticino di uno dei gruppi seminali dei sixties, gli Animals, ora Animals & Friends. Il loro primo album risale addirittura al 1964 e sono stati i primi (assieme agli Stones) a proporre del Rhythm n blues in Inghilterra, grazie anche al fatto di essere cresciuti a Newcastle, città proletaria del Nord. Subito fugati i dubbi legati all anagrafe, non hanno deluso le aspettative, presentandosi in forma e sciorinando tutta una serie di grandi brani, entrati di diritto nella Hall of Fame. Allora, per la gioia dei fans, spazio a I m crying, Don t let me be misunderstood, White light, big city e solo quale bis (chi oserebbe tenere i pezzi da novanta alla fine, se non fosse cosciente delle proprie capacità?) Boom boom e House of the rising sun. In bella evidenza le tastiere di Mickey Gallagher e la voce dell istrionico frontman e chitarrista Danny Halley. In apertura altra bella realtà del Blues, Luke Winslow-King, elegante ambasciatore, con tanto di laurea universitaria, di quell immortale sound delle paludi del Mississippi, una calibrata alchimia di Delta blues, Jazz tradizionale e Rock n Roll, a volte rurale a volte urbano. Un suono e brani di fatto originali, indelebili marchi di fabbrica del chitarrista nativo del Michigan. Il concerto di Bignasco ha confermato quanto apprezzato in altre occasioni, capace come è, con la sua slide, di ridare vigore e nuovi suoni ad una musica vecchia di oltre un secolo. Ad assecondarlo, oltre ad una solida sezione ritmica, rivisto con la sua raffinata slide l ottimo Roberto Luti, già due volte al Magic Blues con i Playing for Chang, e Andy J.Forest, ospite all armonica. Davvero una serata storica (in tutti i sensi) per la rassegna valmaggese ed indimenticabile per il pubblico. Giovedì sera avvio con un interessante esibizione degli Shabby Chic, con la nuova formazione più melodici e pronti a contaminazioni (nel bis) persino con il sound balcanico e bravi nel proporre cover di spessore quali Do you read me di Rory Gallagher o Me and Bobby McGhee versione Janis Joplin. E stata poi la volta del trio infuocato di Marcus Bonfanti, altro guitar hero, che, sorretto da una sezione ritmica d.o.c., ha letteralmente inondato la piazza con il suo incredibile virtuosismo alla sei corde, con la sua incredibile voce e, dulcis in fundo, con la sua forte presenza scenica. Dalla sua bacheca brani di propria scrittura, di taglio Blues-rock, ma, a differenza di quasi tutti i power trio in circolazione, la sua musica risulta più originale, senza ovviamente stravolgere un genere che ormai ha detto quasi tutto. Bonfanti è ancora giovane e con il tempo saprà (e dovrà) arricchire il suo sound e migliorare delle liriche a volte troppo scontate. Le qualità per farlo le possiede in toto. Un musicista da rivedere tra qualche anno! Della magnifica performance di Bignasco da ricordare, conditi con assolo incredibili, My baby don t dance,Cheap Whisky e il gran finale con Blind Alley e fuori scaletta un ultimo assolo mozzafiato. Davvero una due giorni con un programma di grande spessore, per un edizione che già sin d ora risulta una delle più riuscite.

Animals and Friends

Di nuovo in giro per il mondo dal 2000

Accanto ai Rolling Stones, ai Beatles e agli Yardbirds gli Animals furono una delle band di maggior successo negli anni sessanta, piazzando addirittura 13 hits nelle charts e assicurandosi di diritto un posto nella Rock'n'Roll hall of fame. Se a ciò aggiungiamo l'influenza che hanno esercitato su calibri quali Bruce Springsteen o il premio Nobel Bob Dylan possiamo avere un'idea di chi stiamo parlando. Dopo più di 30 anni i due membri originali John Steel e Mickey Gallagher hanno deciso di far rivivere la magia di tempi andati e di tornare con le loro hits in giro per il mondo, escogitando una sigla "Animals and Friends" che permette loro di invitare sul palco vari amici quali ospiti occasionali o per più date. Ciò che i fans possono aspettarsi sono veri fuochi d'artificio e classici immortali quali "House of the rising sun" "We gotta get out of this place" "Boom boom" o "I'm crynig" e molti altri ancora. Evento imperdibile per tutti gli amanti della buona musica dei mitici sixties.

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Luke Winslow King

And they play because they never know who might be listening…

Nell'autunno del 2012 un allora diciannovenne appassionato di Folk, Luke Winslow-King (LWK), giunse a New Orleans per presentare lo show con Seth Bernard e Daniel Khan dal titolo "From California to the New York Island - the songs and stories of Woody Guthrie". Solo qualche giorno dopo gli rubarono l'automobile, carica di tutti gli strumenti. Luke girovagò per giorni in città, cercando di ritrovare il maltolto. Piano piano si innamorò della Crescent City. Lo si trovava sempre più nel quartiere frrancese, dove si esibiva da solo, in duo con l'amica del cuore Esther Rose o con una band. Divenne un leader per i tradizionalisti, aiutando i musicisti con validi consigli. E' il periodo delle esibizioni con John Boutée, Washboard Chaz e Paul Sanchez. Luke Winslow-King, chitarrista, compositore, cantante e poeta rimane oggi ancorato al Blues e al Jazz tradizionale di New Orleans. La sua abilità sta nel combinare la tradizione con suoni più moderni e attuali. Il risultato è una musica vivace e trascinante, che si muove dal Delta-Folk, passando per il Ragtime, per arrivare al Rock'n'Roll. Elegante e a tratti eccentrico sul palco , ma con tanto "power" che scaturisce sia dalla chitarra acustica e dalWashboard che da organo e tromba. "The coming tide", terza fatica di LWK ne è la conferma. Per il pubblico un concerto da non mancare.

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