25.07.2018, Cevio

The Dreams, Blues Caravan 2018 feat. Mike Zito - Bernard Allison - Vanja Sky

Una tre giorni nel ricordo di grandi musicisti scomparsi e di grandi chitarristi, su tutti l’inarrivabile Mike Zito. E pubblico delle grandi occasioni per i CoreLeoni

Il ritorno del Vallemaggia Magic Blues dopo quattro edizioni nell’accogliente salotto di Cevio è coinciso con la settimana più “hard”, non solo per la presenza sul palco dei Crystal Ball e dei CoreLeoni venerdì sera.

Il meglio lo si è ascoltato certamente mercoledì sera, con la riuscita esibizione del gruppo tributo alla Allman Brothers Band, gli sloveni The Dreams e con lo spettacoloso concerto della Blues Caravan, con un Mike Zito stratosferico. Proprio l’esibizione del chitarrista di St.Louis, ma texano d’adozione, eletto con pieno merito artista blues dell’anno in America, resterà la punta di diamante di questa edizione. Artista completo nel vero senso del termine: chitarrista inarrivabile, voce molto particolare, che ti prende di primo acchito, scrittura nettamente sopra la media e last but not least grande duttilità, che gli permette di ampliare a 360 gradi il “suo” blues-rock. Lo confermano in toto gli ultimi lavori discografici, che più diversi tra loro non potrebbero essere, mantenendo però tutti una qualità altissima. Ascoltare per credere! Il punto più alto dell’esibizione a Cevio il lunghissimo “Make blues not war” con Zito a scorrazzare con la sua chitarra in mezzo ad un pubblico in visibilio. Bernard Allison dopo di lui ha optato, a ragion veduta, per una serie di cover molto note, per poter a sua volta catturare il pubblico con brani arcinoti, dopo il “tifone” Zito. La più sentita, una lunghissima (forse troppo) versione di Voodoo chile di jimi Hendrix, con citazioni di Stevie Ray Vaughan. In sostanza il suo è stato un concerto omaggio ai grandi ed indimenticabili musicisti di blues scomparsi. Oltre ai due citati, il padre, il grande Luther Allison, sentitamente omaggiato dal figlio con Zito tornato sul palco a dare il suo apporto e a scrivere un’altra pagina memorabile della serata. A precedere i due la giovane Vanja Sky, l’artista da promuovere. Giovanissima, non ha sfigurato accanto a cotanta classe e sembra aver trovato un suo indirizzo, privilegiando uno stile molto diretto e debitore del suo idolo dichiarato Rory Gallagher, di cui ha riproposto Bad penny, che è anche il titolo del suo CD d’esordio. A proposito di emozioni e di musicisti scomparsi, nell’elenco dobbiamo inserire i fratelli Duane e Gregg Allman, che i The Dreams hanno fatto rivivere in apertura di serata. Come saprete il Magic Blues non è solito invitare tribute bands, ma per la Allman Brothers Band il santo valeva la candela e infatti il pubblico ha apprezzato il concerto, che ha avuto i suoi momenti migliori nella resa di Jessica, della mitica Whipping post e del bis Ramblin’ man.
La serata di giovedì prevedeva sul palco quale opener il trio del giovane chitarrista e cantante ticinese Enea Tamburini (classe 1998), che ha confermato tutto il bene di cui si è scritto. In attesa di terminare la registrazione del primo EP il trio ha presentato una personale rivisitazione di grandi classici e brani meno noti della storia del Blues, da Freddie King (“Going down”) a Jimi Hendrix. Voce ben impostata, chitarrista interessante, buona padronanza sul palco con il suo set ha saputo “catturare” velocemente l’audience. Aspettiamo con impazienza il CD e siamo certi che sentiremo ancora parlare di questo giovane combo ticinese. Grande attesa per l’esibizione della band di Joanne Shaw Taylor, ritenuta la nuova star del rock-blues britannico, per l’occasione, in esclusiva mondiale, accompagnata dal grande Bernie Marsden. Il concerto non ha mantenuto tutte le attese, ma il pubblico ha apprezzato la grinta messa in mostra dalla Show Taylor. Alla prova dei fatti possiede certo una voce dinamica, tecnicamente nulla da eccepire in qualità di chitarrista, ma, a parte un lungo e tirato bluesaccio, il set è piuttosto un canonico concerto rock con qualche sfumatura blues e non si distingue da centinaia di altri simili. Strano, poiché i suoi album risultano assai migliori di quanto sentito a Cevio. Un po’ poco in ogni caso per essere considerata “il nuovo volto del blues”. La presenza sul palco risulta ancora poco “magnetica”. Non per nulla appena presentatosi, Bernie Marsden (troppo tardi e per la miseria di due cover) è risultato un valore aggiunto alla band. Un ego troppo marcato della giovane leader ha ritardato oltre misura la tanto attesa collaborazione, lasciando inoltre troppo poco spazio all’ottimo tastierista, che avremo comunque occasione di riammirare ad Avegno con Sari Schorr.
Venerdì a tutto hard rock made in Switzerland. Folto pubblico per (ri)vivere le emozioni dei primi Gotthard, grazie ai CoreLeoni, il nuovo forte progetto di Leo Leoni, accompagnato da musicisti di provata classe ed esperienza. Anche stavolta come mercoledì (per i musicisti citati prima) sopra il cielo di Cevio aleggiava lo spirito del compianto e mai dimenticato Steve Lee. Folto pubblico ad applaudire le due band elvetiche, dimostratesi all’altezza della loro rispettiva fama. I Crystal Ball sono ormai tra i gruppi hard rock più interessanti del nostro paese e il loro granitico set lo ha ampiamente dimostrato. Il progetto di Leo Leoni, una formazione di all stars, oltre a ridare lustro al primo esplosivo periodo dei Gotthard, non ha disdegnato di omaggiare con Immigrant song la leggenda vivente dei Led Zeppelin, proponendo anche brani originali inediti. In sintesi una tre giorni splendida con l’unico rammarico di aver visto e sentito col contagocce Bernie Marsden. Per l’ultima settimana mercoledì e giovedì prossimi Avegno aspetta con curiosità l’arrivo dell’osannata Sari Schorr e la festa finale con “Bandits and gangsters”.

Blues Caravan 2018

Vera fucina per nuovi talenti

Tradizionalmente il progetto Blues Caravan si propone di far conoscere nuovi talenti del Blues. Così è stato per Ansley Lister (già ammirato al Magic Blues) e Samantha Fish. Ciò permette, per esempio, anche al più grande dei piccoli Festival Blues di proporre artisti un domani troppo costosi. Per questa edizione però vi è una novità. Accanto al nuovo astro nascente, la chitarrista croata Vanja Sky, vi sono due titani del Blues: Mike Zito (quasi di casa in Vallemaggia) e Bernard Allison. L’esplosiva Vanja Sky, appena 23enne, ricorda lo stile di Rory Gallagher, Albert King e Stevie Ray Vaughan e lo conferma sul suo CD d’esordio. Il cognome Allison merita da solo rispetto, basti pensare al grande Luther, padre di Bernard. Ma anche quest’ultimo da anni dimostra tutta la sua classe cristallina. A Cevio sarà l’occasione di riascoltare brani famosi dai suoi lavori più significativi: da Keepin’ the Blues alive a Born with the Blues. Parlare di Mike Zito potrebbe sembrare superfluo. Chi non ricorda il suo splendido concerto a Maggia nel 2015 o le superbe esibizioni con la Royal Southern Brotherhood qualche anno prima? Ora avremo la ghiotta opportunità di ascoltare le ultime novità di questo straordinario chitarrista e ottima penna, con composizioni quali “Pearl river” vincitore di un Grammy.

The Dreams

Un tributo alla Allman Brothers Band

Se c’è un gruppo che mette tutti gli appassionati d’accordo riguardo il loro immenso valore, senza dimenticare quanto abbiano contribuito all’evoluzione del rock, questa di sicuro è la Allman Brothers Band, ormai definitivamente sciolta, dopo la scomparsa di Gregg Allman. I Dreams, settetto sloveno composto da musicisti di gran classe, ci offre dal vivo, oltre a brani originali di matrice Southern rock, tutta una serie di brani del gruppo di Macon che ormai entrati nella storia della musica, da Whipping post a Dreams a Soulshine, per non parlare di In memory of Elizabeth Reed. Attivi dal 2011 i Dreams hanno già girato in lungo e in largo buona parte dell’Europa e approdano ora sul palco di Cevio per trascinarci verso la Georgia, patria degli Allman in un percorso che non può lasciare indifferenti chi segue le vicissitudini del Blues e del Rock da decenni. Semmai è l’occasione per i più giovani di “scoprire” un gruppo imprescindibile. Il settetto sloveno è formato dal cantante e armonicista Andrej Vengust, da Luka Vehar e BoštjanZorc alle chitarre, dal batterista Gašper Peršl, da Vili Grdadolnik alla chitarra slide, da Mitja Kavčič all’organo Hammond e Jure Lopatič al basso.