14.07.2016, Moghegno

Sandra Hall, Otis Taylor

La seconda serata purtroppo è iniziata con la notizia dell'assenza, per malattia, della cantante Sandra Hall. Niente panico. La Gnola Blues Band è un solido e scafato quartetto ed ha offerto un'esibizione con i controfiocchi. Capitanati dall'ispirato chitarrista Maurizio "Gnola" Glielmo, i brani spaziavano dal Delta Blues al Southern rock, con incursioni di Boogie alla Bo Diddley, conditi con assolo mirabili di tastiere e chitarra soprattutto. Finale pirotecnico con due pietre miliari: "Feeling alright" (Traffic) e il bis "White room" (Cream). Davvero una bella sorpresa.

La ciliegina sulla torta, e non poteva essere altrimenti, l'elettrizzante esibizione della band di Otis Taylor. Malgrado qualche problema tecnico, dovuto all'arrivo tardivo della band e al mancato soundcheck, il meticoloso cantante e chitarrista nativo di Chicago ha confermato di essere uno dei più interessanti artisti blues odierni, ancorato certo alla tradizione, ma innovatore come pochi. La sua musica si basa sul retaggio Blues e Folk tradizionale, ma la cura degli arrangiamenti, la grande qualità della sua scrittura (testi e musica) e i notevoli musicisti, che lo hanno accompagnato giovedì sera, un palmo su tutti Anne Harris, geniale violinista di statuaria bellezza, hanno fatto sì che quanto abbiamo avuto la fortuna di ascoltare è l'essenza del Blues di questo nuovo millennio. Otis Taylor è riuscito nell'impresa di abbattere ogni barriera musicale e la sua opera è un condensato di Jazz, Rock, Blues, Folk e Americana, fuso in quello che l'artista stesso chiama "Trance Blues". Musica ipnotica, psichedelica, certo di non facile ascolto, che può non piacere ad un primo (e superficiale) ascolto. Alcuni spettatori infatti hanno alzato bandiera bianca. Nei suoi brani si parla di libertà, di lotta per conquistarla, di conflitti generazionali e politico-sociali e naturalmente di amore, spesso sofferto e doloroso. Testi mai banali e cantati con trasporto da una voce ruvida, sofferta. Da ricordare una notevole versione di "Hey Joe" che ha toccato i venti minuti!

Sandra Hall & Gnola Blues Band

L'imperatrice del Blues

La straordinaria cantante Sandra Hall proviene da Atlanta (Georgia). Come quasi tutte le cantanti afro-americane inizia la sua carriera giovanissima nel coro Gospel della Chiesa Battista della sua città natale. Mette in piedi la sua prima band al termine degli studi e inanela una lunga serie di esibizioni ad Atlanta e dintorni, divenendo presto una delle più promettenti artiste in circolazione. Il passo è breve per diventare ospite fissa dei più importanti festival di oltreoceano. Collabora con grossi calibri quali Joe Tex, B.B. King, Joe Simon e Jackie Wilson. Il punto più alto della sua carriera Sandra Hall lo ritiene le sue collaborazioni con l'immensa Aretha Franklin e con l'inarrivabile Otis Redding. Il debutto in Europa avviene nel 1990 al prestigioso Festival Jazz di Montreux. Da allora regolarmente ritorna nel vecchio continente, dove ha da anni una band di musicisti italiani che l'accompagna, alla testa della quale troviamo uno dei musicisti più reputati della vicina penisola, il chitarrista Maurizio "Gnola" Glielmi, leader della Gnola Band, che anche al Magic blues farà da supporto a Sandra Hall.

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Otis Taylor

“Otis Taylor è senza dubbio il più rilevante artista blues del nostro tempo”.

Ci troviamo completamente d'accordo con quanto asserisce il "Guitar player magazine". Un autentico pezzo da novanta al Vallemaggia Magic Blues. Otis Taylor è senza ombra di dubbio il più interessante artista blues odierno e pur restando ancorato alla tradizione, ne risulta uno dei pochi veri innovatori. La sua musica si basa sul retaggio blues e folk tradizionali, ma la grande cura degli arrangiamenti, la grande qualità della sua scrittura (testi e musica) e i notevoli musicisti, che lo hanno accompagnato negli ultimi due decenni, hanno fatto sì che quanto avremo la fortuna di ascoltare è l'essenza del più puro Blues di questo nuovo millennio. Otis Taylor è riuscito nell'impresa di abbattere ogni barriera musicale e la sua opera è un perfetto condensato di Jazz, Rock, Blues, Funk e Americana, fuso in quello che l'artista stesso chiama "Trance Blues". Nei suoi brani si parla di libertà, di lotta per conquistarla, di conflitti generazionali e politico-sociali e naturalmente di amore, spesso sofferto e doloroso. Testi mai banali e cantanti con trasporto da una voce ruvida, segnata da mille battaglie. Nato nel 1949 a Chicago si trasferisce ancora giovane a Denver, dove cresce e si dedica alla musica. Fino al 1977 rimane attivo nei circuiti musicali per poi ritirarsi fino a metà degli anni novanta. Spinto dal suo grande estimatore, il leggendario bassista Kenny Passarelli, torna alla ribalta e dal 1995, con diverse formazioni, incide sedici dischi, uno più interessante dell'altro e molto diversi tra loro. Tratto comune: la grande classe di tutte queste incisioni, un "must" per ogni vero appassionato di Blues. Ultima in ordine di tempo un'opera che trae spunto dal leggendario brano "Hey Joe", con quali ospiti il chitarrista die Gov't Mule Warren Haynes e il trombettista Jazz Ron Miles. Un vero gioiello. Una pazzia perdere il concerto di Otis Taylor! Veramente da non mancare, qualsiasi altra proposta vi sia in giro!

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