18.07.2018, Maggia

SuperDownHome, Danny Handley feat. Top Topham

Magia pura a Maggia grazie al generoso Albert Lee, leggenda della chitarra ed icona della storia del rock.

Non sono mancati però altri momenti emozionanti, grazie agli opener.

Ancora una volta la piazza di Maggia ha piazzato il botto, regalandoci una serata di magia pura, che non dimenticheremo probabilmente mai, grazie al concerto di Albert Lee e la sua giovane band. I quasi mille presenti sono stati trascinati in un viaggio che ha ripercorso la storia di 50 anni di Americana (come viene definita oggi la musica proposta dal leggendario chitarrista), che ha persino rispolverato gli Everly Brothers, con i quali agli albori della carriera aveva suonato. Un plauso doveroso al pubblico, attento, competente ed entusiasta, tanto da spingere Lee (75 anni a dicembre) a regalarci quasi mezzora di bis! Difficile scegliere i brani più significativi, tanto è stata densa la song list, ma ci piace ricordare oltre ai pirotecnici Two step two e Runaway train soprattutto la splendida Gumbo quasi una dedica ad Hannes Anrig, che tanto amava la musica di New Orleans. Quasi due ore di musica suonata col cuore, senza bisogna di smancerie per catturare il pubblico, a dimostrazione che la classe non è acqua. Se Albert Lee è stata l’indiscussa star delle due serate di Maggia, non meno intrigante si è rivelata sempre giovedì l’esibizione del duo acustico di apertura, gli incontenibili Dead Tuna, un nome che è già tutto un programma! Jeff Aug (altro chitarrista di classe) e Hans Penzoldt, dotati di tecnica sopraffina, sono riusciti a dare un taglio molto moderno a brani di matrice blues e rock, che assumevano sapori fantasiosi, mettendo in risalto ora il Bluegrass, ora il Rock, ora addirittura suoni orientaleggianti, per finire con Sugaree, un doveroso omaggio ai Grateful Dead. Il nome del gruppo in effetti è un chiaro riferimento ai Grateful Dead e agli Hot Tuna (Know you rider). Da incorniciare la versione del tradizionale Keep on truckin’. Davvero una piacevole scoperta. Mercoledì sera invece sul palco la band di Danny Handley, il front man degli Animals, lo scorso anno a Bignasco, orfana però della guest star Top Topham, infortunatosi al polso. Non solo un tuffo nei lontani anni 60’. Accanto a (pochi) brani originali, molte cover di vario genere, dal Blues (il meglio del concerto), al Rock’n’roll e persino al Rock melodico. Concerto valido grazie alle qualità musicali della band e le buone doti di frontman di Danny Handley, ma il set è risultato un po’ dispersivo, lasciando l’impressione che la band non abbia sviluppato appieno un proprio discorso. Il pubblico comunque lo ha recepito positivamente, partecipando in modo entusiasta. Momenti clou dell’esibizione le versioni di I put a spell on you e la resa dal sapore funky di Memphis, Tennesse di Chuck Berry. La piacevole sorpresa della serata di mercoledì: senza dubbio i bresciani SuperDownHome di Henry Sauda alla cigar box e alla voce e del batterista e percussionista Beppe Facchetti, una sorta di versione ancora più indiavolata dei North Mississippi All Stars. Reduci dal grande successo a Pistoia Blues, i due hanno quale punto di riferimento il County Hill Blues e artisti quali Seasick Steve. Contaminano il vecchio Blues rurale dei territori più a nord del grande fiume con tocchi molto moderni e accattivanti: dal rock, anche duro, fin quasi al furore del Punk. A fianco di poche cover (non a caso Down in Mississippi) molti brani originali tratti dall’ottimo Twenty four days ,tra cui il notevole Over you. A Maggia è bastato il primo brano per catturare gli spettatori presenti e trasportarli in un lungo viaggio down home to the Mississippi. Davvero bravi! Prossima settimana tappa a Cevio per una tre giorni strepitosa, con musicisti di valore assoluto, da Mike Zito a Bernie Marsden, da Joanne Taylor a Bernard Allison fino ai CoreLeoni per la "Special Rock Night". Ci sarà da divertirsi ed è atteso il pubblico delle grandi occasioni. Da non scordare che mercoledì la serata avrà inizio alle 20.00, visto che si prospetta assai lunga.

SuperDownHome

Un nuovo duo per varcare i confini spazio-temporali del blues

I bresciani SuperDownHome si formano nel giugno del 2016. Nascono quale duo di rural blues, formato da Henry Sauda alla voce, chitarra acustica, cigar box, Diddley bow e armonica, già cantante/chitarrista dei Granny Says e dello Scotch Trio, e da Beppe Facchetti alla cassa, rullante, tambourine e crash, già batterista con i Cosmic Mojo di Elizabeth Lee (al Magic Blues nel 2005), con i compianti Louisiana Red e Rudy Rotta, e con Slick Steve & The Gangsters, ospiti pure loro del Magic Blues targato 2018. Provenienti da esperienze diverse, i nostri due, influenzati da artisti quali Seasick Steve, Scott Birham e dai famosi Black Keys, decidono di collaborare e formare un combo all’inizio legato sì alle tradizioni, ma col tempo proiettato pure verso spazi personali e contaminati da tutto quello che è moderno (dal Folk-rock fino al Punk), che fa da substrato al Blues rurale viscerale e genuino. A Maggia presenteranno i brani della loro ultima fatica “Twenty-four days”, che ospita tra gli altri la chitarra di una vecchia conoscenza del Magic Blues, Popa Chubby e presenta cover interessanti degli MC5 (gruppo protopunk americano), di J.B. Lenoir e Robert Johnson. C’è da divertirsi insomma.

Danny Handley feat. Top Topham

Il torrido sound vintage del British Blues degli anni d'oro

Antony "Top" Topham, nato nel 1947 a Southall, Middlesex, Inghilterra, non è altri che il chitarrista membro fondatore nel 1963 degli Yardbirds. Allora era solito frequentare il Railway Hotel a Norbiton, dove si incrociavano musicisti Jazz, ma anche giovani interessati al Blues quali Chris Dreja, Keith Relf, Paul Samwell-Smith e Jim McCarty. Assieme decisero di fondare un nuovo gruppo, gli Yardbirds appunto, sulla scia del Blues revival di quegli anni. Già dopo due settimane debuttarono sul palco, aprendo il concerto della Cyrill Davies Allstars. Mitici poi i loro concerti al Crawdaddy Club, pure meta dei nascenti Rolling Stones, opener per Bo Diddley. Topham abbandono’ il gruppo, sostituito da Eric Clapton, quando gli altri decisero di divenire musicisti professionisti, ma lo avrebbe fatto comunque dopo la svolta commerciale del 1966. Dan Handley non è altri che il frontman (chitarrista e cantante) degli Animals, ammirati, in una piazza stracolma, lo scorso anno a Bignasco. Torna ora con il suo gruppo per rituffarci nel torrido sound vintage del British Blues degli anni d’oro.