19.07.2018, Maggia

Dead Tuna, Albert Lee

Magia pura a Maggia grazie al generoso Albert Lee, leggenda della chitarra ed icona della storia del rock.

Non sono mancati però altri momenti emozionanti, grazie agli opener.

Ancora una volta la piazza di Maggia ha piazzato il botto, regalandoci una serata di magia pura, che non dimenticheremo probabilmente mai, grazie al concerto di Albert Lee e la sua giovane band. I quasi mille presenti sono stati trascinati in un viaggio che ha ripercorso la storia di 50 anni di Americana (come viene definita oggi la musica proposta dal leggendario chitarrista), che ha persino rispolverato gli Everly Brothers, con i quali agli albori della carriera aveva suonato. Un plauso doveroso al pubblico, attento, competente ed entusiasta, tanto da spingere Lee (75 anni a dicembre) a regalarci quasi mezzora di bis! Difficile scegliere i brani più significativi, tanto è stata densa la song list, ma ci piace ricordare oltre ai pirotecnici Two step two e Runaway train soprattutto la splendida Gumbo quasi una dedica ad Hannes Anrig, che tanto amava la musica di New Orleans. Quasi due ore di musica suonata col cuore, senza bisogna di smancerie per catturare il pubblico, a dimostrazione che la classe non è acqua. Se Albert Lee è stata l’indiscussa star delle due serate di Maggia, non meno intrigante si è rivelata sempre giovedì l’esibizione del duo acustico di apertura, gli incontenibili Dead Tuna, un nome che è già tutto un programma! Jeff Aug (altro chitarrista di classe) e Hans Penzoldt, dotati di tecnica sopraffina, sono riusciti a dare un taglio molto moderno a brani di matrice blues e rock, che assumevano sapori fantasiosi, mettendo in risalto ora il Bluegrass, ora il Rock, ora addirittura suoni orientaleggianti, per finire con Sugaree, un doveroso omaggio ai Grateful Dead. Il nome del gruppo in effetti è un chiaro riferimento ai Grateful Dead e agli Hot Tuna (Know you rider). Da incorniciare la versione del tradizionale Keep on truckin’. Davvero una piacevole scoperta. Mercoledì sera invece sul palco la band di Danny Handley, il front man degli Animals, lo scorso anno a Bignasco, orfana però della guest star Top Topham, infortunatosi al polso. Non solo un tuffo nei lontani anni 60’. Accanto a (pochi) brani originali, molte cover di vario genere, dal Blues (il meglio del concerto), al Rock’n’roll e persino al Rock melodico. Concerto valido grazie alle qualità musicali della band e le buone doti di frontman di Danny Handley, ma il set è risultato un po’ dispersivo, lasciando l’impressione che la band non abbia sviluppato appieno un proprio discorso. Il pubblico comunque lo ha recepito positivamente, partecipando in modo entusiasta. Momenti clou dell’esibizione le versioni di I put a spell on you e la resa dal sapore funky di Memphis, Tennesse di Chuck Berry. La piacevole sorpresa della serata di mercoledì: senza dubbio i bresciani SuperDownHome di Henry Sauda alla cigar box e alla voce e del batterista e percussionista Beppe Facchetti, una sorta di versione ancora più indiavolata dei North Mississippi All Stars. Reduci dal grande successo a Pistoia Blues, i due hanno quale punto di riferimento il County Hill Blues e artisti quali Seasick Steve. Contaminano il vecchio Blues rurale dei territori più a nord del grande fiume con tocchi molto moderni e accattivanti: dal rock, anche duro, fin quasi al furore del Punk. A fianco di poche cover (non a caso Down in Mississippi) molti brani originali tratti dall’ottimo Twenty four days ,tra cui il notevole Over you. A Maggia è bastato il primo brano per catturare gli spettatori presenti e trasportarli in un lungo viaggio down home to the Mississippi. Davvero bravi! Prossima settimana tappa a Cevio per una tre giorni strepitosa, con musicisti di valore assoluto, da Mike Zito a Bernie Marsden, da Joanne Taylor a Bernard Allison fino ai CoreLeoni per la "Special Rock Night". Ci sarà da divertirsi ed è atteso il pubblico delle grandi occasioni. Da non scordare che mercoledì la serata avrà inizio alle 20.00, visto che si prospetta assai lunga.

Dead Tuna

Blues acustico nel Guinnes dei primati

Chi mai potrebbe riuscire a suonare nel maggior numero di nazioni entro 24 ore? Ce l’ha fatta il geniale chitarrista Jeff Aug, americano di Washington D.C., trapiantato in Germania, nel 2012. Partendo proprio dal Ticino (Mendrisio) è riuscito nell’exploit di suonare concerti di 45 minuti in ben 9 nazioni in un giorno solo!! Per sapere quali, dovete venire al concerto dei Dead Tuna a Maggia, potrete conoscere questo fenomeno. Jeff Aug si è fatto un nome quale chitarrista fuoriclasse già dal 1995 in gruppi “Indie” americani quali “Sorry about your Daughter” e con Anne Clarke, cantante New Wave. Strepitosi poi le sue esibizioni con chitarra acustica in solitaria. A Maggia si presenta in duo con l’armonicista tedesco Heinz Penzoldt, dotato di grande tecnica, che gli permette di esprimere suoni molto particolari e, con l’aiuto della chitarra di Aug, sviluppare brani fantasiosi. Nel loro repertorio, accanto a riffs di chitarra rock, speziati di funk, trovano posto brani dal sapore orientaleggiante e gli immancabili brani country-blues e bluegrass, ideale opening act per il gruppo di Albert Lee, che li seguirà sul palco. Chissà che non ci scappi anche una bella jam session finale! Sarà in ogni caso uno degli highlights del programma Magic blues 2018, assolutamente da non mancare.

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Albert Lee

Una leggenda della chitarra

Albert Lee, vincitore di due Grammy, è nato in Inghilterra nel 1943, ma vive ormai da più di 40 anni a Los Angeles. Grande e stimato amico di Eric Clapton, con il quale ha diviso il palco a tutte le tre edizioni del Crossroads Festival a Chicago. Oltre che con “Manolenta” ha suonato con gli Everly Brothers, con George Harrison, Jerry Lee Lewis, Emmylou Harris, e con la band di Joe Cocker. Vanta inoltre esibizioni con mostri sacri quali Bo Diddley, Herbie Mann, Bill Wyman (ex-bassista dei Rolling Stones), Jackson Browne e Dolly Parton. Nel 2002 ha partecipato al tributo a George Harrison alla Royal Albert Hall di Londra. Smessi i panni dell’eterno sideman, da qualche anno Albert Lee con la sua pirotecnica chitarra è nuovamente “on the road”quale leader di un proprio gruppo, tutto americano, orientato verso un frizzante country-blues-rock. Il simpatico cantante e chitarrista è una delle massime espressioni dell’”American way of life”ed è un grande privilegio per il Vallemaggia Magic Blues poter ospitare questo pezzo da novanta, vera icona della storia del rock.

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