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Loredana Selene Ricca

Loredana Selene Ricca nasce in Ticino, dove vive e lavora tuttora. Frequenta la Scuola Magistrale e durante i quindici anni di insegnamento nella scuola dell’infanzia, compie numerosi viaggi di studio e soggiorni prolungati in Europa, Asia e Africa. I corsi di batik frequentati a Sri Lanka e in Indonesia, la portano per anni a creare tessili contemporanei nel suo atelier di Locarno utilizzando prevalentemente tale tecnica. Nel contempo, come autodidatta, approfondisce, studia e sperimenta nel campo dell’arte. Fin da piccolissima, Loredana dedicava molto tempo al disegno, sua occupazione preferita, interesse che via via è diventato un bisogno: il suo sé doveva continuare a raccontare… Frequentando un atelier di pittura ed incisione e confrontandosi così con altri, si è applicata per diversi anni nello studio delle varie discipline della scuola d’arte. Dopo anni di pittura in solitaria, di ricerca e di approfondimento delle tecniche che più l’appassionano, il pastello grasso, l’acquarello, la pittura con pigmenti preparati, la calcografia, Loredana interrompe la creazione di tessuti, ciononostante i suoi “segni” continueranno ad apparire sulla tela e sulla carta. Il legame con il filo e con la trama rimane comunque forte e Loredana ne crea un connubio con la pittura. Il filo come tratto, come segno e disegno, una simbiosi tra pittura e scultura tessile. Nascono così oggetti ed installazioni legati ad un tema che Loredana sente il bisogno di esternare, connessi dalla stessa drammaticità e dal desiderio di trasmettere messaggi importanti per lo più inerenti il precario equilibrio dell’umanità, le sue contraddizioni, la sofferenza e la ricerca di protezione. Ne testimoniano ampiamente le esposizioni “Fili spezzati tra noi e noi”, “NidoNodo Abbraccio”, “Prigioni: Finzione e realtà”. Loredana Selene Ricca sperimenta ed utilizza spesso materiali di riciclo quali corde di chitarra (omaggio alla musica, in particolare al blues che ama tanto), fogli di legno, vegetali, oltre al “nobile” filo di lino, imprigionato tra grandi teleri di plastica trasparente, che diventa segno-disegno e corpo-discorso. Creando oggetti nello spazio in bi o tridimensione, dotati di propri volumi, colori ed un loro “peso”, soddisfa la necessità di aggiungere un corpo concreto e palpabile alla pittura, allo scopo di rafforzare e completare il concetto che vuole comunicare. Il forte legame di Loredana Selene Ricca con la Vallemaggia è nato fin da piccola, allorché la nonna materna acquistò un casolare nella frazione di Niva a Campo. Ha così inizio un’assidua frequentazione della Val Rovana, che prosegue poi nel proprio rifugio di Cerentino, dove soggiorna regolarmente dalla primavera all’autunno. Lì sono nati alcuni lavori sui cicli di “natura, pietra, legno, humus, licheni”, tema sviluppato nel triennio 1998-2000, realizzati soprattutto con la tecnica del pastello all’olio e della pittura a pigmenti. Per Loredana quello legato alla natura è stato un lavoro “necessario”, di forte intensità. In parte quale doveroso omaggio e debito, richiesta di perdono nei confronti della mamma-grande, natura paziente e troppo tollerante nei riguardi dell’umano. Senza dubbio un capitolo a sé, quello dei cicli di natura, che si stacca dal percorso dei segni e dei fili, ma non poi del tutto, poiché, come scrive Piero Del Giudice nel testo del catalogo “Segni 1990-2002”, “anche nei cicli di natura, nella pittura delle cortecce di tarda evocazione informale, ciò che conta è la forma-corpo nella guaina materica: dipingere il corpo, scrivere sul corpo”.